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Sud - cronaca

Termovalorizzatore Acerra, terza linea fuori uso per sette giorni: aumenta l’emergenza

La linea due si era fermata nei primi giorni di agosto

Per far ripartire la linea 2 del termovalorizzatore di Acerra, quella che già si era fermata ai primi di agosto, ci vorrà almeno una settimana. Intanto si continueranno ad accatastare rifiuti negli spazi liberi dell’inceneritore e del tritovagliatore di Caivano.

Fortunatamente molti campani non sono ancora rientrati e quindi il quantitativo giornaliero di spazzatura è più contenuto. Inoltre in porto c’è una nave sulla quale si stano caricando 30 mila tonnellate di immondizia: due circostanze che, per ora, aiutano ad evitare che i cassonetti trabocchino.
Ma la situazione resta ad alto rischio. La linea fuori uso ha avuto un altro guasto all’impianto del vapore, lo stesso che aveva creato problemi 15 giorni fa. A ottobre l’impianto sarà oggetto di un intervento di manutenzione più radicale, ma al momento si va avanti cercando di tamponare la situazione che resta sempre difficile anche se, come sottolineano da A2A, l’azienda che gestisce l’inceneritore, alla fine dell’anno l’impianto avrà inghiottito tutte le 700mila tonnellate autorizzate. Ma certo gli stop improvvisi non facilitano l’organizzazione di un sistema che continua a contare sui trasferimenti verso le altre regioni e gli altri Paesi Ue. Da dieci anni la Campania è una delle maggiori esportatrici d’immondizia, ma adesso anche Liguria, Lazio e Sicilia sono in crisi e hanno adottato la stessa formula: così gli impianti del Nord sono pieni e il mercato è costantemente al rialzo.

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