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Sorrento don Mimmo e gli immagrati
Sud - cronaca

Sorrento, arrivano i Nostri e non i Mostri, una consonante fa la differenza

L’arcidiocesi di Sorrento – Castellammare di Stabia, ha accolto 19 persone di nazionalità sudanese ed eritrea presso l’ex seminario arcivescovile di Sorrento.

Domenica 25 febbraio, alla fine della Santa Messa, ascolto con stupore che a Sorrento  arriveranno dei migranti e che ieri sera alle 19.00 c’è stata l’accoglienza e presentazione alla comunità, con la presenza del Vescovo Franco Alfano. Decido così di approfondire l’argomento e chiedo un appuntamento con chi segue il progetto.

L’arcidiocesi di Sorrento – Castellammare di Stabia, ha accolto 19 persone di nazionalità sudanese ed eritrea presso l’ex seminario arcivescovile di Sorrento ed a cui ha aderito anche una famiglia di Pompei disponibile all’accoglienza.

Il progetto è seguito da Don Mimmo Leonetti, direttore della Caritas Diocesana. I beneficiari del progetto sono arrivati martedì 27 febbraio all’aeroporto di Roma-Fiumicino, ed a Don Mimmo, brillano gli occhi nel descrivere lo stupore di queste persone davanti ad una Roma innevata, e naturalmente davanti una situazione climatica a loro sconosciuta. Mi faccio spiegare in cosa consiste il progetto ed entriamo così nel vivo dell’argomento.

I migranti sono arrivati tramite i cordoni umanitari dei campi profughi dell’Etiopia. I cordoni umanitari, sono dei canali sicuri e legali di arrivo dei migranti con situazioni di vulnerabilità, e, l’Etiopia è il paese che accoglie il maggior numero di rifugiati in Africa; si stima che siano oltre 900.00.

Queste persone, sono provviste di un visto a territorialità limitata per motivi umanitari, ed una volta che si saranno stabilite si avvieranno le procedure per la richiesta di protezione internazionale. Quindi le condizioni di viaggio, arrivo e permanenza, sono ben lontane da quelle immagini strazianti che siamo abituati a vedere in televisione.

I migranti, durante la giornata saranno affidati alle comunità parrocchiali, e gli stessi parroci si impegneranno a trovare delle persone che daranno la loro disponibilità ad accompagnare queste persone nel percorso di accoglienza ed integrazione.

Gli stessi poi si interfacceranno con gli operatori della Caritas diocesana che curerà i numerosi aspetti giuridici e pratici che riguardano appunto l’accoglienza creando così una rete di sostegno sul territorio. L’obiettivo del progetto è quello di una integrazione in tempi auspicabili di una anno e qualche mese.

A Sorrento così è arrivata la famiglia Tuy Tuy, un padre, una madre ed i loro 8 figli sud sudanesi. La mamma allatta ancora la più piccola che ha circa sei mesi e mezzo. Don Mimmo è felice e fiducioso, e me lo dimostra anche alla mia domanda su come la popolazione abbia appreso la notizia.

E’ convinto, che tutto andrà bene e confida nel senso di accoglienza ed amore fraterno dei sorrentini; anche se i commenti di alcune persone ascoltati al di fuori del contesto sono stati tutt’altro che benevoli, vuoi perchè prevenuti o per eccessivo negativo carico mediatico.

Don Mimmo risponde anche con  tranquillità alla mia domanda se i fondi usati per questo progetto siano euopei, statali o a carico della chiesa; mi garantisce che i fondi sono completamente a carico della CEI (comunità Episcopale Italiana) e che nulla è chiesto altrove e non vi è alcun tipo di speculazione.

Concludo con una frase “Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi” dal libro del Levitico 19.34.

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