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Sud - cronaca

Scampia, l’officina ‘Gelsomina Verde’ rischia la chiusura

“Il Comune si prenda le sue responsabilità”

Ciro Corona è il coordinatore dell’Officina delle Culture di Scampia che, inaugurata nel luglio 2015, porta il nome di Gelsomina Verde, vittima della faida di Scampia. Una struttura che è divenuta simbolo di “economia sociale”, come sottolinea Corona, ed è sorta sulle ceneri di una vecchia scuola abbandonata in via Ghisleri, Lotto P5.

Corona dice: “Il Comune si prenda la responsabilità politica di trovare una soluzione. Dopo cinque tavoli tecnici la volontà non basta più, ora serve un atto di coraggio”.
Oggi, al posto di stanzoni grigi dove si andavano a rifugiare tossici e pusher, ci sono locali rinnovati e resi fruibili per il quartiere. E a parlare sono i numeri: 13 realtà associative, 11 detenuti che insegnano ai ragazzi a lavorare il legno, 188 mamme che fanno corsi di pilates, 30 papà che si dedicano al fitness, 55 bambini delle Vele che fanno doposcuola e 12 minori stranieri non accompagnati della comunità alloggio. Un mondo a parte che rappresenta «una scommessa vinta per Scampia», ma che rischia di chiudere per sempre. E il motivo sta tutto in una sorta di «pasticcio amministrativo».

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