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Sud - cronaca

Scafati, l’ex sindaco Aliberti resterà in carcere: la decisione del Tribunale

L’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, resterà nel carcere di Fuori Salerno: le sue condizioni di salute sono compatibili con la detenzione

Lo stato di salute dell’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, è compatibile con la detenzione in carcere. Questo quanto avrebbe riferito questa mattina in udienza il perito nominato dal tribunale di Nocera Inferiore, dottore Carlo Pagano, chiamato ad esporre sull’eventuale incompatibilità dell’ex sindaco con il regime carcerario.
Nonostante la dipendenza da un particolare tipo di farmaco, riferisce ilMattino, Aliberti in carcere può essere controllato e seguito da appositi specialisti, già operativi presso la casa circondariale di Fuorni.
Il resoconto del consulente è stato esposto questa mattina, presso l’aula “Marcello Torre” di Nocera Inferiore, durante l’udienza tecnica del processo “Sarastra”. L’impianto accusatorio, che ha già decretato lo scioglimento del consiglio comunale, mira a fare luce su quel presunto patto tra la classe politica ed esponenti di clan di camorra nell’Agro nocerino, quello dei Loreto-Ridosso.-
Tra le accuse quella di scambio elettorale politico-mafioso, minaccia, violenza privata e abuso d’ufficio, aggravate dal metodo mafioso. L’ex sindaco era ristretto agli arresti domiciliari, in una casa a Roccaraso, prima di finire nuovamente in carcere per un aggravamento della misura. Questo, dopo indagini della Dia, coordinate dall’Antimafia di Salerno. L’ex primo cittadino, indagato insieme al fratello e alla moglie e consigliera regionale, Monica Paolino, pur essendo sottoposto ai domiciliari aveva inviato delle lettere ad alcuni parenti e ad altre persone a Scafati. Non solo, aveva anche utilizzato programmi di chat per comunicare, seppur gli fosse stato severamente vietato in virtù del regime cautelare. E sarebbe stato pronto a ricevere dei telefoni con delle nuove schede Sim, per poter comunicare senza pericolo di essere intercettato. La sua posizione è stata peggiorata da alcune intercettazioni nelle quali vengono forniti dettagli sulle schede sim dal fratello. Inoltre la moglie Monica Paolino a telefono con un’amica avrebbe incautamente confessato che il malore del marito pochi giorni dall’udienza era, in realtà, una messinscena per alleviare la sua posizione e chiedere un regime cautelare più favorevole.
Il processo ripartirà il prossimo 11 luglio, con la definizione da parte del collegio di alcune eccezioni della difesa, prima di aprire ufficialmente la fase dibattimentale

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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