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Sud - cronaca

Pompei, protesta dei commercianti contro il nuovo centro Maximall

Protesta dei commercianti di Pompei per la costruzione del nuovo centro commerciale Maximall. Dopo anni di trattative per il Grande Progetto Pompei, in cui sono state fatte promesse vantaggiose per tutti, i commercianti manifestano il loro malumore per una situazione che andrà, secondo loro, solo a impoverirli, come riporta Metropolis.it

«Dopo ormai vent’anni, ci aspettavamo un progetto sicuramente più ambizioso. Un progetto che potesse migliorare ulteriormente il brand Pompei. In realtà, secondo una prima presentazione del piano, non c’è alcun tipo di legame tra il nuovo prospetto e il nome della città mariana». E’ lo sfogo degli operatori pompeiani, in primis dell’imprenditore Polisto Amitrano, che da anni lavorano nel campo delle attività turistiche all’ombra del Santuario e degli Scavi.

A pochi giorni dai primi rumors emersi circa quello che sarà il Maximall Pompeii, il centro commerciale che sorgerà a pochi passi da La Cartiera di via Macello e il Centro Oplonti di Torre Annunziata in via Settetermini, le sensazioni sono tutt’altro che positive. «A pochi metri da uno dei siti archeologici più importanti al mondo e dalla Villa di Poppea – spiega il titolare dell’Hotel Mec di Pompei – ci aspettavamo un programma più impegnativo, che potesse dare altro a Pompei anche da un punto di vista progettuale. E’ una vergogna vedere sorgere un altro centro commerciale che, naturalmente, creerà desertificazione, soprattutto nei confronti delle altre attività vicine e nel centro abitato nel quale sorgerà. D’altronde, nell’ultimo convegno sul Grande Progetto Pompei, i vari sindaci si sono detti d’accordo nel mirare a essere insieme un unico attrattore culturale per sfruttare al massimo l’occasione unica rappresentata. Andrebbero studiati dei percorsi in sinergia, che conducano allo sviluppo turistico e ricettivo. Non è possibile che dopo tanti anni di progetti, incontri e discussioni, si realizzi soltanto un centro commerciale che non aggiungerà nulla ai servizi attuali».

/Metropolis

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Luisa Di Capua

Nata il 7 febbraio a Castellammare di Stabia.
Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, con specializzazione magistrale in Giornalismo e Cultura editoriale all’Università degli Studi di Parma.

1 Commento

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  • come ha potuto la Soprintendenza Archeologica dare il suo consenso a questo sconsiderato progetto? E’ a tutti noto che gran parte del patrimonio archeologico di Pompei non è stato ancora portato alla luce e quindi nell’area interessata dal nuovo intervento è ipotizzabile la presenza di importanti reperti archeologici, ancora sepolti sotto la coltre lavica.

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