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Sud - cronaca

Piano di Sorrento, scoperti due ordigni bellici in mare: la Marina Militare li fa brillare

Il Sindaco: “Ringrazio anche le capitanerie di porto di Castellammare e Piano”

Un proiettile da artiglieria, di forma cilindrica, risalente all’ultimo conflitto mondiale: sembrava l’unico ordigno ritrovato dai subacquei durante le operazioni di pulizia dei fondali svoltesi nei giorni scorsi a Marina di Cassano. E invece ecco la sorpresa: nello specchio d’acqua di Piano di Sorrento è stata rinvenuta anche una bomba da mortaio da tre pollici, di tipo inglese, anch’essa residuato della seconda guerra mondiale.

A far brillare i due ordigni, dopo averli rimossi dal porticciolo della cittadina costiera, sono stati i palombari del Gruppo operativo subacquei del Comando subacquei e incursori della Marina Militare, distaccati Nucleo Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi di Napoli.
Dopo che la Capitaneria di porto ha interdetto l’area, i palombari della Marina Militare hanno raggiunto il posto a bordo di un gommone e, a seguito di un’immersione, hanno confermato la presenza del proiettile di artiglieria a brevissima distanza dal molo, a una profondità di circa due metri. Pochi minuti più tardi i sub hanno scoperto il secondo ordigno. A quel punto, entrambe le bombe sono state rimosse dal fondale e, con l’ausilio di un sistema per il sollevamento, sono state rimorchiate al di fuori dell’Area marina protetta, in una zona di mare individuata dalle autorità marittime, dove alla fine sono state fatte brillare.
Soddisfatto il sindaco Vincenzo Iaccarino: “Ringrazio la Marina Militare e le Capitanerie di porto di Castellammare di Stabia e di Piano di Sorrento per l’intervento effettuato con straordinaria professionalità che ha consentito di scongiurare un grave rischio per la nostra Marina di Cassano”. Dalla Marina Militare, invece, arriva un appello: “Invitiamo tutti coloro che in mare dovessero imbattersi in oggetti simili, per forma e dimensioni, a ordigni bellici o parte di essi, a non avvicinarsi e, soprattutto a non toccarli, informando del rinvenimento la Capitaneria di porto o la stazione dei carabinieri del posto. Anche se sono vecchi di oltre settant’anni, questi oggetti hanno un’altissima pericolosità, per giunta aggravata proprio dalla loro lunga permanenza in acqua. Sarà cura degli esperti della Marina Militare provvedere alla verifica della segnalazione e all’eventuale neutralizzazione dei residuati bellici”.

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