Sud - cronaca

Napoli, tre uomini scomparsi in Messico: la famiglia aumenta la ricompensa, raccolti 130mila euro

I familiari dei tre uomini di Napoli scomparsi in Messico a fine gennaio aumentano la ricompensa per chiunque offrirà informazioni utili al ritrovamento: 130mila euro

Stiamo aumentando la ricompensa per vedere se qualcuno ci aiuta con le informazioni, perché le autorità ci hanno abbandonato e le indagini si sono fermate. Ogni volta che faccio una telefonata all’ufficio del pubblico ministero non mi passano il servizio scomparsi“. Questo quanto avrebbe riferito Francesco Russo, figlio di Raffaele e fratello di Antonio, ad un giornale messicano.

Sono passati ormai 4 mesi da quando i due, insieme a Vincenzo Cimmino, un parente ,sono scomparsi da Tecalitlan, nello stato di Jalisco, in Messico. Dopo l’ arresto di alcuni poliziotti, che avrebbero venduto i tre partenopei a un cartello della droga, le indagini delle autorità locali sembrano essere arrivate a un punto morto, o forse si sono del tutto arenate.
Per questo, già da tempo, la famiglia si è mossa autonomamente, raccogliendo risparmi per arrivare ad offrire una ricompensa a chiunque avesse offerto informazioni utili al ritrovamento dei propri cari. Ricompensa che, se inizialmente era di 2 milioni di pesos (la valuta messicana), ovvero circa 85 mila euro, adesso è salita a 3 milioni, pari circa a 130 mila euro.

 

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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