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Napoli, troppi suicidi e situazioni complicate in carcere: sit-in dei Radicali per chiedere un garante cittadino

Napoli, troppi suicidi e situazioni complicate in carcere: sit-in dei Radicali per chiedere un garante cittadino

Mercoledì 13 Febbraio i Radicali per il Mezzogiorno Europeo organizzeranno un presidio all’esterno di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, insieme all’Associazione Ex Detenuti Organizzati di Napoli (Ex Don), per chiedere l’istituzione di un garante cittadino dei deteniti.
La manifestazione, che inizierà alle 9:30, è prevista nel giorno in cui dovrebbe approdare in consiglio comunale la questione relativa all’istituzione del garante dei detenuti della Città Metropolitana di Napoli. La discussione in consiglio era prevista già per lo scorso 29 gennaio, ma saltò tutto.
La proposta arriva nell’ambito di un percorso che i Radicali hanno avviato insieme ad ex detenuti già dalla fine del 2017.
Il garante cittadino andrebbe ad affiancare quello regionale in una città come Napoli che, da sola, conta circa 3500 detenuti ristretti nelle carceri di Poggioreale, Secondigliano, Pozzuoli e Nisida.
Tale figura è inoltre già esistente in altre città (come Roma, Cagliari e Reggio Calabria) alcune delle quali con minori criticità rispetto al capoluogo campano.
Solo carcere di Poggioreale sono ristretti 2204 detenuti in 1565 posti disponibili. Nel 2018 in questo carcere si sono verificati cinque suicidi. L’ultimo tentativo di suicidio si è registrato appena pochi giorni fa. Tra le altre cose il problema del sovraffollamento delle carceri campane è stato riconosciuto come problema da affrontare con la massima urgenza. Nei prossimi mesi verrà avviato un progetto per la realizzazione di una nuova struttura detentiva in provincia di Napoli.

Riguardo il sit-in e sul garante cittadino si è così espresso il leader degli ex detenuti napoletani, Pietro Ioia: “Come presidente dell’associazione Ex detenuti organizzati di Napoli, dico chiaramente che la figura del garante cittadino ci vuole assolutamente. Specialmente qui a Napoli dove abbiamo il carcere più affollato d’Europa. Noi abbiamo Poggioreale con oltre 2200 detenuti, abbiamo Secondigliano che è anch’esso affollato. Se un garante cittadino non si fa a Napoli, dove si dovrebbe fare? Dobbiamo impegnarci per far sì che questa figura venga istituita al più presto perché qui abbiamo il peggior carcere d’Europa. Il garante insomma ci vuole, anche se non sarà Pietro Ioia ma sarà un’altra persona l’importante è che questa figura sia creata. Qui i familiari dei detenuti abbondano, non hanno notizie sui loro cari e un garante cittadino può essere utile anche per aiutare i familiari in questo senso come spesso capita a me di fare. Mercoledì parteciperemo al sit-in all’esterno di Palazzo San Giacomo per far capire che vogliamo il garante cittadino dei detenuti e lo vogliamo a tutti i costi”.

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Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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