Sud - cronaca

Napoli, oltre 200 firme per la processione di Pasqua al Vomero

Napoli, oltre 200 firme per la processione di Pasqua al Vomero. Lo storico rito ripreso anche nelle scene finali di “Napoli milionaria”

In poche ore ha già superato le 200 firme la petizione online promossa dal Comitato Valori collinari sulla pagina internet: https://www.change.org/p/papa-francesco-napoli-a-pasqua-vogliamo-che-si-svolga-al-vomero-la-processione-mistero-di-antignano, a seguito della notizia della sospensione, per quest’anno, della storica processione denominata “Mistero di Antignano” che si svolge per le strade del quartiere nel giorno di Pasqua, organizzata dall’Arciconfraternita del Santissimo Rosario al Vomero

 ” L’Arciconfraternita in questione – afferma Capodanno –  ha origini antichissime che si fanno risalire alla metà del cinquecento. Fu fondata da alcuni contadini della zona, devoti della Madonna del Rosario, all’interno del convento dei domenicani di Santa Maria della Libera. Nel 1689, a seguito della bolla di Papa Innocenzo XI,  la Congrega fu elevata ad Arciconfraternita, con ulteriori privilegi, concessi nel 1749, da Papa Benedetto. Nel tempo essa si è sviluppata con scopi di beneficenza e per una serie d’iniziative a favore di ammalati e bisognosi. La sua notorietà è anche legata organizzazione della secolare processione che si svolge nelle strade del Vomero nella mattinata della domenica di Pasqua. La Chiesa dell’Arciconfraternita si trova in Via Belvedere, nell’edificio accanto alla Chiesa di Santa Maria della Libera. Il 19 febbraio scorso, con  nomina dell’Arcivescovo di Napoli, si è insediato un Governo d’ufficio per l’Arciconfraternita in questione, che ha sostituito il precedente governo retto da confratelli “.

“ La processione rappresenta un rito antichissimo che addirittura si fa risalire al regno di Carlo I d’Angiò. Di essa parla anche Bidera nel suo libro “Passeggiata per Napoli e contorni“ scritto a metà dell’ottocento – ricorda Capodanno -. Riferimenti a questa festa sono presenti anche nel libro di Carlo Augusto Mayer “Vita popolare a Napoli nell’età romantica“ nonché nell’archivio di Stato di Napoli dove si trova la copia di un rapporto inviato al Questore di Napoli dal delegato di pubblica sicurezza del Villaggio Vomero redatto in data 27 marzo 1873 dove il funzionario in questione esprime il suo “contrario avviso di annuire alla domanda“ di celebrare la festa adducendo a motivi “un probabile turbamento dell’ordine pubblico”. E ciò non pertanto la festa si tenne lo stesso e con cadenza annuale arrivò sino ai nostri giorni, interrompendosi però a metà degli anni ’60 del secolo scorso, quando fu sospesa dall’allora Cardinale Ursi. Si pensava presumibilmente che l’alto numero di partecipanti potesse paralizzare oltremodo le strade del Vomero. Nel 1993, a seguito dell’impegno dei Confratelli, la manifestazione riprese a svolgersi, con cadenza annuale, per le strade del quartiere collinare con grande entusiasmo e partecipazione dei vomeresi “.

” La festa che appassiona migliaia di persone, si svolge per le strade del Vomero, partendo da piazzetta Belvedere, sede dell’Arciconfraternita, attraversando tutte le principali strade e piazze del quartiere. Il momento culminate della processione conosciuto come “Mistero di Antignano” si svolge appunto a largo Antignano. Qui, salutato da un volo di uccelli e dallo sparo di mortaretti, avviene l’incontro tra la Madonna e Gesù Risorto. L’incontro è preceduto da un antico rito che si svolge con la statua di Gesù che, a prima mattina, viene fatta uscire dalla Chiesa. Dopo aver attraversato le strade del quartiere collinare, la statua viene portata nella Chiesa di Santa Maria del Soccorso all’Arenella. Intorno alle 11 poi, sempre da piazzetta Belvedere, escono, con un secondo corteo, le statue della Madonna, di Maria Maddalena e di San Giovanni che vengono portate nel borgo Antignano. A questo punto la Madonna chiede a Maria Maddalena e a San Giovanni di cercare Gesù, che, nel frattempo, uscito dalla chiesa, è arrivato in Via Arenella. Dopo averlo trovato Maria Maddalena e San Giovanni tornano ad Antignano per dare alla Madonna la notizia della resurrezione di Gesù. Per tradizione la comunicazione della notizia avviene inclinando in avanti le statue di San Giovanni e di Maria Maddalena quando si trovano dinanzi alla statua della Madonna “

 “A testimonianza dell’importanza e della storicità della manifestazione in questione – sottolinea Capodanno – va anche ricordato che il grande Eduardo nel finale del suo film capolavoro del 1950 ” Napoli milionaria ” fece inserire alcune scene, riprese dal vivo proprio in occasione della processione svoltasi nella Pasqua di quell’anno, con il passaggio delle quattro statue lignee nel borgo di Antignano, al cospetto di una gran folla di partecipanti “.

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In merito all'autore

Vincenza Lourdes Varone

Diplomata al Liceo Classico "Plinio Seniore", successivamente laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Napoli, l'Orientale. Attualmente iscritta al corso di Studi Internazionali presso la stessa università, per il conseguimento della Laurea Magistrale.

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