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Sud - cronaca

Napoli, incendio all’interno del carcere di Poggioreale: i detenuti protestano per i colloqui

Napoli, incendio all’interno del carcere di Poggioreale: i detenuti protestano per il cambio d’orario dei colloqui con i familiari

«Ieri, nel carcere di Napoli Poggioreale gli ennesimi eventi critici, di una lunga serie. Dapprima 40 detenuti italiani, ristretti al reparto Avellino, alle ore 15 circa, si sono rifiutati di fare rientro nelle proprie celle dai passeggi per protesta verso la modifica degli orari dei colloqui con i familiari. Il personale di Polizia Penitenziaria è stato costretto a non smontare dal servizio e solo dopo una lunga trattativa con il facente funzioni Comandante del Reparto, i detenuti hanno desistito dalla protesta. Inoltre, sempre nel reparto Avellino, in serata un detenuto ha dato fuoco al materasso (un episodio simile a quello avvenuto la settimana scorsa) della propria cella e solo grazie al pronto intervento del personale di Polizia Penitenziaria si è evitato il peggio, mentre, nella stessa giornata di ieri, nel reparto Milano si è verificata una rissa tra detenuti stranieri ed uno di questi è stato ricoverato in ospedale».

A darne notizia è il segretario generale dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria) Leo Beneduci. «Oltre che per motivi di ordine e sicurezza le condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Napoli Poggioreale sono più che critiche e oltre agli evidenti rischi per l’incolumità fisica degli addetti del Corpo la situazione è resa ancora più precaria da una gravissima carenza di organico che soprattutto nel periodo estivo rende pressoché impossibile fare fronte ai molteplici eventi critici che quotidianamente accadono».

«Ovviamente – prosegue il leader Osapp – per il carcere di Napoli Poggioreale dovrebbero essere assunti nei confronti dei reclusi più facinorosi da parte degli organi dell’Amministrazione Regionale e centrale una serie di provvedimenti sia di ordine disciplinare e sia per il ricollocamento degli stessi in altre strutture come invece non sembra essere nelle corde di tali organi e a farne le spese di tale assenza sono proprio gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria». «Peraltro, non meno gravi, – conclude Beneduci – le condizioni degli altri Istituti penitenziari della Repubblica per una stagione estiva in carcere che si preannuncia tra le peggiori di sempre – riporta Il Mattino – Il ministro Bonafede e i sottosegretari Ferraresi e Morrone e il nuovo capo del DAP, se ci sono, diano il tanto atteso segnale di cambiamento».

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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