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Sud - cronaca

Napoli, città invasa dagli abusivi ma il Comune non interviene

Sarebbero ottomila gli abitanti abusivi di case

Le ultime stime, in continuo aggiornamento, parlano di ottomila occupanti abusivi di case. Un record di Napoli, che ha le sue radici nel bisogno di alloggi accresciuto nel dopo-terremoto del 1980. Una realtà eterogenea che comprende occupanti, senza titolo, di alloggi pubblici; occupanti protetti da clan della camorra; occupanti per bisogno in strutture private sostenuti da movimenti e associazioni.

Secondigliano, Ponticelli, Pianura, Miano, Scampia, ma anche il centro storico sono le aree della fame di case e del maggior numero di occupanti senza titolo. Due anni fa, Carla, una disabile 52enne rimasta priva di badante e ospitata per un mese dal fratello, trovò al rientro la sua casa di Soccavo occupata. “Mi hanno offerto denaro e minacce fino all’occupazione della casa” disse il fratello. Al Rione Matteotti in viale Colli Aminei, invece, in una casa dell’Iacp ha vissuto per 20 anni la famiglia di Antonio Cardillo, considerato elemento non secondario nel clan camorristico dei Lo Russo. Ha chiesto due volte la voltura per regolarizzare la sua posizione, ma senza successo. I funzionari dell’Istituto autonomo case popolari gli hanno trovato arretrati di canoni d’affitto per settemila euro. Ma di sfratto, come in quasi tutte le situazioni simili, neanche a parlarne. E anche lo Iacp ha stimato 1.217 posizioni di suoi inquilini senza titolo tra i 15mila a Napoli.

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