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Napoli, chiusi i servizi di ristorazione dell’Ospedale San Giovanni Bosco: nel 2014 infiltrazione della criminalità

Napoli, chiusi i servizi di ristorazione dell’Ospedale San Giovanni Bosco: nel 2014 infiltrazione della criminalità

Nella giornata di oggi, i Carabinieri della Compagnia Stella e del Nas di Napoli hanno sequestrato, per mancanza di autorizzazioni, il bar e il ristorante dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, già al centro dello scandalo agli inizi dello scorso novembre, per il caso dell’anziana paziente dello Sri Lanka, intubata, e ricoperta dalle formiche nel suo letto.
Bene hanno fatto i carabinieri a verificare le infiltrazioni in questo ospedale e ad effettuarne la chiusura. Da tempo – dichiara il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli membro della commissione sanità e autore della denuncia sulla vicende formiche – segnaliamo la situazione incredibile del parcheggio, del bar e del ristorante all’interno dell’ospedale. Nel 2014 furono proprio queste tra le aziende sequestrate nell’ambito dell’operazione contro il clan Contini. Le società, secondo gli inquirenti, erano appunto riferibili a un affiliato del clan: Giuseppe de Rosa, arrestato sia per la partecipazione al sodalizio criminale sia in relazione al suo coinvolgimento in gravissimi episodi di usura ed estorsione. Tra l’altro dopo un mio question time è emerso addirittura che il bar e il ristorante sarebbero morosi da anni nei confronti della Asl oltre che oramai con contratti scaduti. Le autorizzazioni non potevano esserci e per quanto mi riguarda dovevano essere chiusi e bonificati da tempo per poi affidarli tramite nuove e regolari gare d’appalto che sarebbero state bandite ultimamente dopo mie innumerevoli richieste”.
“Segnaliamo inoltre – continua Borrelli – l’assurda proroga per le ditte di pulizia che operano all’interno del San Giovanni Bosco da circa 15 anni senza nuove gare d’appalto. E’ palese poi la gestione in mano alla criminalità del parcheggio dell’ospedale che fu anche sequestrato dalla magistratura e che ancora oggi è nelle mani di diversi parcheggiatori abusivi”
Credo fosse davvero assurda la presenza di un ristorante aperto anche al pubblico all’interno di un pronto soccorso. In questo modo – conclude Borrelli – si creano gravi disagi a utenti e personale. Noi proponiamo ancora una volta dei presidi fissi delle forze dell’ordine nelle strutture sanitarie e che, in particolare, ci sia un presidio fisso nel parcheggio del Don Bosco, circondato da ambienti criminali e delinquenziali. Non basta fare pulizia all’interno dell’ospedale, bisogna farla anche fuori perchè nella struttura si sente ancora oggi una puzza insopportabile di camorra”.

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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