Chi era Vincenzo Ruggiero
Sud - cronaca

Napoli, il cadavere di Vincenzo Ruggiero non trova pace: la procura ordina una seconda perizia

Il cadavere dell’attivista per i diritti gay trovato “a pezzi” in una casa di Aversa, Provincia di Napoli, non è stato ancora consegnato alla famiglia: lo sfogo della madre

Sono passati ormai 9 mesi dall’omicidio dell’attivista per i diritti gay, ma il suo corpo non è stato ancora consegnato alla famiglia: la Procura di Napoli Nord, infatti, ha ordinato una seconda perizia del Dna sul cadavere di Vincenzo Ruggiero, il 24enne ucciso e fatto a pezzi in una casa di Aversa. I suoi resti furono ritrovati sotterrati in un garage di Ponticelli. Da nove mesi la mamma attende di riavere il corpo di suo figlio per poter piangere su una tomba. Dal momento del ritrovamento, la Procura sta ancora cercando di ricomporre i pezzi martoriatati del giovane attivista. Nella sua follia omicida, dopo avergli sparato, Ciro Guarente (considerato l’autore dell’omicidio) avrebbe distrutto alcune parti del corpo tagliandole con un flex.
Guarente ha confessato in parte l’omicidio, ma non ha spiegato nei dettagli cosa ne abbia fatto del corpo. Non è ancora chiaro se l’omicida si sia avvalso dell’ aiuto di qualcuno. Intanto è finito in carcere F. de Turris, un pregiudicato di Ponticelli che gli ha fornito l’arma del delitto. Guarente si trova attualmente nel carcere di Matera, dopo che il Dipartimento di
amministrazione penitenziaria di Roma aveva riscontrato l’inopportunità di lasciare il detenuto a Poggioreale, nello stessa casa circondariale dove è rinchiuso il padre di Vincenzo Ruggiero. La signora Maria Esposito, madre di Vincenzo l’altro giorno per la festività di san Vincenzo ha scritto un lunghissimo e commovente post sulla sua pagina facebook che ha ricevuto la solidarietà di centinaia di persone.

Nel post si scaglia nuovamente contro l’assassino di suo figlio: “E’ il tuo onomastico amore di mamma e sono 9 mesi che manchi da impazzire e non sono ancora riuscita a far benedire li tuoi poveri resti anche se si che tu non sei lì e sei tra le braccia di Dio , aiutami ad andare avanti e sopportare la tua assenza dammi la forza amore mio!. Io vado avanti pensando a tutto quello che a fatto e donato a tutti il suo sorriso non si spegnerà mai dentro di noi”. Poi ieri quando ha saputo dell’ennesimo rinvio della consegna del corpo del figlio si è lasciata andare: “Una cosa che spero con tutto il mio essere che quel mostro non abbia mai un momento di serenità e che soffra per tutta la sofferenza che ha causato a me in primis e a tutta la mia famiglia mi ha distrutto l’esistenza , si , si ride la vita va avanti ma con un vuoto dentro ,niente e più come prima senti una mancanza dentro che non riesci a colmare .ti auguro di soffrire a vita col rimorso che ti logora dentro sempre ammesso che hai una coscienza cosa che dubito fortemente ,vorrei dire ti maledico ma io non posso dio solo sa come punirti adeguatamente , ma spero e credo che prima tela dovrai vedere con la giustizia terrena e spero che ti diano la galera a vita non meriti di stare tra le persone perchè tu sei un mostro e le persone devono stare alla larga dai mostri come te hai fatto soffrire tante persone la mia famiglia e anche la tua. MOSTROOOOOOOOOOO!”.

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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