Sud - cronaca

Napoli, alta tensione al centro storico: minacciano il suicidio in caso di sgombero

Gli abitanti invitano i turisti a fotografare l’atto di ingiustizia

Questa mattina, nel centro storico di Napoli, una squadra di tecnici sostenuta dalle forze dell’ordine, ha tentato di eseguire il distacco dell’elettricità in un edificio d’epoca, appartenente a un istituto religioso femminile, che sei famiglie occupano abusivamente da un paio d’anni.

L’edificio di quattro piani, in zona piazza Miraglia, è in condizioni precarie. La consigliera comunale Eleonora Di Majo, giunta sul posto con il presidente della municipalità, ha proposto: “Delle famiglie potrebbe farsi carico il Comune”. Si sono registrati momenti di alta tensione con le famiglie che hanno minacciato gesti estremi, come il suicidio, in caso di sfratto. Una signora si è seduta sul davanzale della finestra per dimostrare che le minacce sono serie.
I militanti del movimento per il diritto all’abitare “Magnammece ‘O Pesone” (Mop), che ha lo scopo di dare una risposta collettiva all’emergenza casa e al diritto alla città fanno sapere: “Da stamattina siamo a piazza Miraglia per sostenere gli abitanti del fabbricato occupato che stanno resistendo agli attacchi della questura! All’alba del nuovo governo, tre camionette e decine di forze dell’ordine stanno bloccando gli accessi a piazza Miraglia, paralizzando il centro storico, per identificare e minacciare famiglie con bambini e persone in emergenza abitativa. Come sempre ad essere tutelati sono gli interessi degli albergatori e della Curia che vogliono trasformare la casa di queste persone nell’ennesimo B&B. Il diritto alla casa è inalienabile e resisteremo con ogni mezzo. Oltre tremila appartamenti in pochissimi anni passati dal mercato delle locazioni ordinarie alle case vacanza per turisti con l’aumento del numero di sfratti, della pressione sociale sugli inquilini più deboli, dei processi di concentrazione della proprietà e della speculazione immobiliare, degli esercizi commerciali dedicati (e omologati) rispetto a quelli per gli abitanti con conseguente aumento del costo della vita”.

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