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Sud - cronaca

Incendio al Faito, parte il processo dopo la richiesta del piromane per lo sconto di pena

L’uomo, però, si dichiara innocente

L’uomo che si è reso colpevole degli incendi che hanno devastato Monte Faito nell’estate 2017 ha chiesto uno sconto di pena. In realtà, Cipriano De Martino, 60 anni, originario di Moiano, si proclama innocente, dopo alcune confessioni e versioni discordanti rilasciate nei mesi scorsi.

L’uomo era stato giudicato nel gennaio scorso con rito abbreviato per il reato di incendio boschivo doloso con una condanna esemplare, sei anni e due mesi di reclusione, praticamente quasi il massimo edittale per il reato ascrittogli, anche se inizialmente la Procura aveva chiesto nove anni.
Una vicenda innescatasi il giorno di ferragosto quando dal Monte Faito hanno cominciato a palesarsi le prime fiamme. Immediatamente gli inquirenti ebbero la certezza che l’incendio avesse origini dolose ed il giorno successivo Cipriano De Martino venne arrestato dai carabinieri della stazione di Vico Equense in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Ad incastrarlo un video che lo vedeva allontanarsi a bordo del suo apecar. L’uomo è rimasto rinchiuso nel carcere di Poggioreale con l’accusa di aver causato un incendio boschivo esteso con danni persistenti all’ambiente, con le aggravanti di aver creato pericolo alle abitazioni.
Il 60enne, dopo un primo tentativo di negare le proprie responsabilità e fornendo un alibi, grazie all’accurata ricostruzione degli uomini dell’Arma che hanno raccolto testimonianze e immagini del sistema di videosorveglianza comunale, ha poi ammesso: “Non so perché l’ho fatto, ho preso i fiammiferi e ho dato fuoco”.

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