Sud - cronaca

Il bilancio dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale

Un momento del dragaggio nel porto di Napoli per consentire l'attracco delle gradi navi portacontainer, Napoli, 18 ottobre 2017. ANSA/CESARE ABBATE
Il presidente dell’Autorità portuale Pietro Spirito fa il punto su cantieri, progetti sui porti di Castellammare di Stabia, Napoli e Salerno

Il Presidente dell’AdSP Mar Tirreno Centrale Pietro Spirito, nella giornata di oggi ha presentato il report dei lavori dalla stazione Marittima di Salerno, che dal 1° gennaio è entrata di fatto nell’Autorità del Mar Tirreno centrale. L’obiettivo principale è unificare gli uffici, le funzione, le regole e le autorizzazioni, tra i porti di Napoli, Castellammare di Stabia e di Salerno.

«Abbiamo firmato sette contratti per un valore di 50 milioni di euro – spiega il presidente Spirito assieme al segretario dell’Autorità Francesco Messineo – e rivitalizzato gli investimenti. Il porto di Napoli era bloccato da dieci anni». A Napoli, sono in programma dragaggio, nuovi collegamenti stradali e ferroviari, rete fognaria, piano per raggiungere l’efficienza energetica, mentre tra i progetti futuri rientra Porto Fiorito. «Siamo rientrati in possesso del 7 per cento del porto di Napoli e ora ragioneremo su cosa farne – precisa Spirito – abbiamo revocato la concessione ma la società aveva già chiesto 70 milioni di danni. Una cifra folle. Tentiamo la conciliazione altrimenti saranno i tribunali a decidere nei prossimi decenni».
Mentre a Salerno sono in programma 11 interventi per un valore di 216 milioni: spianamento dei fondali, infrastrutture di sicurezza, estensione dell’imboccatura del porto, indagini sui fondali con campagna oceanografica e acquisizione pareri da parte del ministero per dare il via libera ai lavori previsti tra il 2019 e 2020. Tuttavia ci sono da considerare i lavori alla Porta Ovest, bloccati dopo il fallimento dell’impresa.

«Abbiamo realizzato per il 45 per cento la galleria – spiega il presidente – ma è un puzzle complicato. Bisogna arrivare a fare gli svincoli, stiamo lavorando con il commissario Ruperto e stiamo operando perché si possa procedere all’affitto o alla cessione del ramo d’azienda dell’impresa e rimettere in carreggiata il progetto, cambiato nel tempo, con le relative autorizzazioni»..

Infine, per quanto concerne il porto di Castellammare: dopo la bonifica del fronte mare, lo scalo troverà nel turismo di lusso il suo punto di forza (previsto l’attracco di giga e mega yacht), senza dimenticare Fincantieri.

 

Fonte: repubblica.it

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