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Cronaca Sud - cronaca

Gratteri: mancano poliziotti, carabinieri, finanzieri, polizia penitenziaria e vigili del fuoco

Il Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha indicato pure che Salvini vaga e la annunciata riforma della Giustizia non pare una rivoluzione.

Il Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di “Otto e Mezzo” (La7), rispondendo alle domande, ha evidenziato innanzitutto che “Il Ministro degli Interni può fare poco sulla Giustizia, ma può chiedere al ministro dell’Economia di farsi dare più soldi per indire concorsi per poliziotti, carabinieri, finanzieri, polizia penitenziaria e vigili del fuoco che mancano per colpa del blocco delle assunzioni nel 2010“.

Su Matteo Salvini ex ministro degli interni e leader delle Lega, ha spiegato che non era cambiato nulla dal precedente governo con Salvini al Viminale “Maledettamente nel 2010 qualcuno ha bloccato le assunzioni nelle forze dell’ordine e oggi siamo alla canna del gas, anche per colpa di quota 100. Abbiamo dei buchi spaventosi nelle piante organiche, perché quelli che vanno in pensione non vengono sostituiti in tempo. Salvini? Secondo me, ha perso troppo tempo parlando di immigrazione, quando andavano ristrutturate tutte le forze dell’ordine. Bisognava fare più concorsi, andavano assunti più giovani. Questo è il compito immediato di un ministro dell’Interno: andare a battere cassa per fare una rivoluzione”.

Salvini “Ha perso settimane dietro a cose di nicchia, come le rapine nelle ville. Sono dodici rapine in un anno nelle ville. E intanto ci sono la ‘ndrangheta, che sta comprando tutto ciò che è in vendita da Roma in su, e le tonnellate di cocaina che ogni mese arrivano in Europa”.

Sulla riforma della Giustizia: “Perché i fascicoli rimangono fermi? Il sistema giudiziario così com’è, è troppo farraginoso e non è adeguato alla realtà criminale del 2019. Servono mille riforme da fare contemporaneamente perché il sistema diventi efficace. Da M5S mi aspettavo una rivoluzione”.

Inoltre Gratteri ha ribadito come in altre analogamente interviste che “La gente deve capire che le mafie si contrastano con investigatori, gente con la cuffia sulla testa che sente le intercettazioni, gente che va a fare i riscontri documentali di quelle intercettazioni negli uffici. Quindi, dobbiamo cercare di essere più seri. Tu, ministro della Giustizia, creami un sistema giudiziario forte e tu, ministro dell’Interno, creami una macchina investigativa proporzionata alla realtà criminale”.

Il Capo della Dda di Catanzaro sulla lotta all’evasione e tetto al contante “Per la grande evasione serve invece un sistema giudiziario serio, perché vale come un’altra finanziaria. Sento l’espressione ‘manette agli evasori’ da 15 anni. Ma in carcere gli evasori ci andranno non alzando il massimo della pena, ma il minimo. Non esiste una sola ricetta per risolvere il problema, serve la volontà”.

E ha aggiunto quando il giornalista Stefano Zurlo gli chiedeva come mai in Italia paghino sempre i piccoli evasori e non i grandi “Il giudice sa valutare ma sistema giudiziario troppo farraginoso“.

L’opinione.

Da queste pagine e per carità, da meri cittadini ma con annosa esperienza in trincea, si è sempre analogamente sostenuto che il problema di questa Nazione sono le leggi. Sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, di fatto non ha mai da decenni funzionato pressoché nulla in questa Penisola (e Isola), andando avanti il tutto per inerzia, poiché siamo, per fortuna e grazie alla Natura e alla Storia “il bel Paese” (e l’antica “Magna Grecia”).

Abbiamo spesso condiviso il pensiero del dr. Gratteri, Magistrato che combatte da tempo la corruzione e le mafie, particolarmente la ndrangheta (un cancro socio-culturale-economico-criminale tra i più efferati, di origine calabrese e diffusosi in Italia soprattutto nel centro-nord come anche in diverse parti del mondo). Siamo stati e tutt’ora anche dei convinti sostenitori di una sua più volte ribadita dichiarazione, ovverosia che si deve ripristinare il Co.Re.Co (vedasi seconda parte dell’articolo “Mafia nei comuni, legge da cambiare. Ma cambiare pure che i cittadini non hanno alcun forzoso controllo”.

Le leggi italiane: forse, mai come negli ultimi decenni lo Stato italiano (i trasversali Governi, Parlamenti e Istituzioni, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello) è stato così interiormente ipocrita, scostante, borioso, asociale, sprezzante, ingordo e arrogante. Negli anni fior fiore di Giuristi allineati alla trasversale politica di sempre, hanno di tutta evidenza manierato il Diritto (che dovrebbe essere la garanzia di una Democrazia civile) in una sorta di “lupara” da brandire contro noi cittadini (tra l’altro pure insipienti di leggi poiché, guarda caso, nella scuola dell’obbligo non si apprendono) mediante innumerevoli e affastellate norme ingannevoli (la deontologia in Italia sembra una commedia), propugnate palesemente (e arrogantemente) solo per il “sistematico sistema” (quasi anche per favorire la corruzione e la criminalità) al fine di tenere nella confusione e ansia, nonché al forzoso guinzaglio, gli impotenti (per legge) cittadini così che non possano neppure legittimamente, per tempo, conoscenza e timore, interessarsi della vita politico-amministrativa, locale, regionale e nazionale. I media, annosamente inquadrati, per un altro verso, hanno (e tutt’ora) veicolato negli anni il messaggio che sono gli altri concittadini il problema di ognuno di noi, facendoci quotidianamente azzuffare sugli assilli concettuali, così frammentandoci oltre ogni misura e pertanto consentendo al prepotente sistema politico-istituzionale italiano (e siciliano) di dividersi la società e quindi imperare, diffondendo anche una “guerra tra poveri” tanto che persino i cittadini ci “cannibalizziamo” per sopravvivere. Nel Meridione e specialmente in Sicilia, purtroppo sta divenendo ormai questa la routine sociale. I siciliani poi, per stanchezza, disperazione, avvilimento, sfiducia totale e anche una sorta di isterica sindrome di Stoccolma, hanno quasi smarrito la dignità di essere persone ed elettori. Ma d’altra parte, come si può combattere civilmente un costituzionale sistema politico-istituzionale, interiormente da anni di tutta notorietà deviato, prevaricatore, ingordo e assoggettante, quasi mentalmente al pari della criminalità organizzata ? Come se ne esce ?

L’immagine di copertina è tratta da una pagina Fb.

Adduso Sebastiano

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Sebastiano Adduso

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