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Sud - cronaca

Difende migrante da aggressione razzista in Circumvesuviana: “E’ stata una reazione istintiva”

Difende migrante da aggressione razzista in Circumvesuviana: “E’ stata una reazione istintiva”

In tutto il Paese continuano a verificarsi episodi gravi di intolleranza, ma per fortuna c’è anche chi non accetta che l’Italia sprofondi verso una deriva razzista. Appena ieri l’ultimo episodio di una escalation di violenza fisica e verbale nei confronti dei migranti: alcuni pakistani sono stati presi di mira da un ragazzo apparentemente senza motivo a bordo di un vagone della circumvesuviana di Napoli. Una donna italiana, Maria Rosaria Coppola, a quel punto ha deciso di ribellarsi agli insulti gratuiti dell’uomo rispondendo a tono e prendendo le difese del migrante che stava tornando a casa da una giornata di lavoro. Nella clip pubblicata su Facebook da un utente si sente il giovane che inveisce contro gli stranieri e la signora che replica: “Preferisco che l’Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te“. Concetto che la donna autrice di questo coraggioso gesto ha ribadito ai microfoni della Rai: “E’ stata una reazione istintiva, ad un certo punto mi sono detta che se questo Paese è formato da persone come quella avrei voluto andarmene dall’Italia. Avrei gradito che qualcuno mi supportasse, ma non è successo ed io sono andata avanti” ha dichiarato la donna al TGR.

#tespaccombrellngap Sul treno della Circumvesuviana di Napoli un ragazzo offende dei pakistani (tra l’altro molto pacifici) e a un certo punto una signora non ce la fa più e reagisce dicendogli anche “preferisco che l’Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te, fascista e razzista”. Non c’è il resto del filmato, ma la signora, davvero coraggiosa, al crescendo di aggressività del tipo in questione, che la minaccia di essere in procinto di sferrargli un pugno, gli dice: “come ti vedo alzare le mani ti scasso l’ombrellone in testa”. Il ragazzo si alza e se ne va imprecando malamente ma si ferma davanti alla porta di uscita, come in attesa. Quando la signora, tre fermate dopo, fa per alzarsi, per niente intimorita e con un sorriso sereno – nient’affatto beffardo – non si fa nessun problema a prendere l’uscita verso la porta dove sta sostando il tipo. A questo punto un altro ragazzo, un manovale stanco di fatica e sporco di calce, chiaramente uno straniero dell’est europa, si alza e la segue alla porta. Quando il treno si ferma, la signora scende, il tipo che inveiva e che l’aveva guardata con rabbia all’approssimarsi della fermata rimane sull’uscio e l’ucraino (?), una volta chiusasi la porta, torna a sedersi. Aveva seguito la signora per assicurarsi che non fosse aggredita vigliaccamente mentre scendeva.In questa storia accaduta oggi pomeriggio mentre si torna da un lavoro comodo, in un ufficio climatizzato, assicurato, a tempo indeterminato, stipendiato, a pochi minuti da casa, ci sono personaggi buoni e cattivi.I buoni, in ordine di comparizione, sono i pakistani, la signora e il ragazzo ucraino.I cattivi sono il tipo, tutti gli astanti che non sono intervenuti e chi, invece di scortare la signora, si è messo a filmare.Ma buoni e cattivi sono categorie astratte buone per le favole, i cliché e i parapiglia dialettici inconcludenti. La realtà vera in questo video è la maggioranza silenziosa che caratterizza lo spirito di una società e di un periodo storico, cioè tutti i presenti, indifferenti e silenti____________________________ PS————————————Non vorrei che questo video fosse frainteso o strumentalizzato.In verità molti, pur non intervenendo in maniera esplicita, erano attenti a quello che stava accadendo per intervenire nel caso in cui la cosa degenerasse e il tipo aggredisse. Chi filmava a un certo punto ha smesso di filmare e si è prima avvicinato e poi seduto vicino al tipo e alla signora. Il senso del post è che è la maggioranza che fa il carattere di una società, non singole individualità.La società non deve aver bisogno di eroi per essere migliore, ma di tanti individui che esercitino il buon senso pacifico nell’ordinarietà. (Fermo restando che un ombrello che tanto è stato utile deterrente, è facile comprarlo da un pakistano fuori la stazione..)“Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” (B.Brecht)

Pubblicato da Pasa Anta su Venerdì 2 novembre 2018

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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