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Sud - cronaca

Contrabbando di sigarette, Nola è il nodo strategico per le nuove rotte

Furgoni, container e tir transitano nel nolano per eludere i controlli

Il nolano nodo strategico per l’ingresso a Napoli di  ingenti quantitativi di sigarette di contrabbando prive del contrassegno di Stato, destinate al mercato al dettaglio delle bancarelle illegali. Punto nevralgico per gli spostamenti dei nuovi contrabbandieri 4.0. Grazie al nodo autostradale della Caserta-Salerno e della Napoli-Canosa, anche con il casello di Tufino.

È poi  l’asse mediano e la lunga e vecchia nazionale delle Puglie, l’antica arteria che collega il capoluogo con la Puglia passando per la terra Irpinia. Arrivano e transitano tutte da Nola per eludere i controlli a Napoli: furgoni, container, Tir e con le più svariate coperture. I militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Nola, guidati dal capitano Rosario Pepe, nell’ambito di mirati servizi del Comando provinciale di napoli, ne hanno sequestrato ben 6 tonnellate dall’inizio dell’anno. Tutti carichi provenienti dai paesi dell’est europeo che una volta sbarcati in Italia vengono distribuiti secondo la richiesta di mercato. Polonia, Moldavia e Ucraina, in particolare per le sigarette destinate alla Campania. È poi i cinesi.  Ma anche la Grecia che ricopre un ruolo cruciale quale principale hub di transito verso l’Italia di marchi prodotti lecitamente in Paesi extra Ue e contrabbandati sul mercato illecito dei Paesi dell’Unione europea.  A questa categoria appartiene circa il 60% del totale delle sigarette sequestrate in Italia. L’Italia è infatti interessata dal fenomeno sia come mercato di destinazione finale sia come area di transito e nelle rotte verso i paesi europei. I carichi di grandi dimensioni partono solitamente dai porti di Patrasso e del Pireo per raggiungere quelli dell’Adriatico (con particolare frequenza, i porti di Ancona, Taranto e Bari), mentre i carichi di dimensioni più ridotte sono trasportati su piccole e veloci imbarcazioni verso i porti e le spiagge pugliesi. Da qui quelli destinati al mercato napoletano cercano di eludere i pressanti controlli attuati dalla Guardia di Finanza, cercando sempre più “percorsi alternativi” alle grandi arterie. Il fiuto investigativo dei militari di Nola ha portato all’intercettazione e sequestro di ingenti carichi di “bionde”. Ad inizio anno il primo ad essere stato intercettato è stato un furgone con soli 50 chili di sigarette. Via, via poi carichi sempre maggiori fino al raggiungimento di circa 6 tonnellate di bionde che immesse sul merczto avrebbero fruttato centinaia di migliaia di euro con ingenti danni all’erario dello Stato. L’ultimo in ordine di tempo solo l’altro giorno con un sequestro 1,2 tonnellate di bionde Napoli, seguendo un’auto intercettata lungo le arterie provinciali.
Ogni stecca dal peso di 200 grammi, viene venduta mediamente 25/30 euro, circa 2,5 euro a pacchetto per i compratori. Un guadagno medio di 15 euro a stecca. La soglia della denuncia penale è fissata a 10 chili, con cinque stecche di sigarette scatta il sequestro amministrativo. È in caso di arresto dopo 15/20 giorni di detenzione si è fuori. In Campania e a Napoli in particolare è riesploso il fenomeno. Che, rispetto al traffico di droga, assicura ingenti guadagni col minimo rischio.

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