Sud - cronaca

Castellammare di Stabia: la processione della statua di San Catello (VIDEO)

Sulla vita di Catello si sa davvero molto poco.

Si sa che fu Vescovo di Castellammare di Stabia e che visse all’epoca dell’invasione longobarda, tra il VI ed i VII secolo.

Si sa che ebbe una vita molto sofferta: sul monte Faito dove spesso si rifugiava in preghiera insieme a sant’Antonino, gli apparve in sogno l’arcangelo Michele e a ricordo dell’apparizione costruì un piccolo tempio, oggi totalmente ricostruito, conosciuto come santuario di San Michele Arcangelo al Monte Faito.

Colpito da calunnie da suoi “familiari” (forse si intende vescovi di diocesi vicine), fu portato per un breve periodo a Roma, finché papa Gregorio I, a cui aveva predetto il pontificato, non gli riaffidò la diocesi di Stabia: tornò trionfante in città, accolto dall’amico Antonino, poi divenuto abate in Sorrento.

Questo sulla storia di ieri mentre sul suo ricordo odierno sembra che ci si avvii a lasciare ancora meno notizie.

La storia odierna, infatti, sembra che stia facendo del tutto per far dimenticare anche quel poco che si conosce(va) “declassando” sempre più la festività a lui dedicata nella città da lui salvata, la nostra città. Una città che l’ha sempre considerato e venerato come il suo principale protettore sia contro alcuni devastanti eventi naturali (vedi l’eruzione del Vesuvio) che durante gli eventi bellici ed i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Certo la fede in San Catello resta forte nelle sue “roccaforti” come, ad esempio, è sempre stato il porto con i cantieri navali della città dove, nonostante il degrado (declassamento) della festività, ancora oggi non manca di fermarsi e sostare durante quella che ormai sembra sempre più essere solo “l’ora d’aria” concessa al santo in uscita dalla Cattedrale come, ancora oggi, gli operai – devotissimi al Santo – non mancano di affiggere, prima di ogni varo, una sua foto su tutte le navi (sempre più poche) che in essi vengono costruite

Saranno forse i morsi del tempo che passa che, morso dopo morso, riducono anche memoria e tradizione. Sarà quel che si vuole, di certo non c’è più quell’aria di festa che un tempo pervadeva la città a partire dalla fiera di San Catello che, con le sue bancarelle e le sue “grida”, accompagnava la giornata di San Catello. E questa “modernità” non ci piace per niente. Sa tanto di stanco trascinare qualcosa di cui si va a perdere sempre più la memoria.

Come sempre noi abbiamo provato a documentare la giornata ma, credeteci, è stata dura tener su le braccia per effettuare almeno le riprese di quella che era una grande e bella processione. Confidiamo che la prossima volta lo spirito della festa e della devozione si sentano di più. Nell’attesa, eccovi la nostra documentazione. Buona visione

https://www.youtube.com/watch?v=yqvo0-icpTs

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