Sud - cronaca

Caccia fuorilegge denunciata a Castellammare e dintorni

Caccia fuorilegge

In risposta ai numerosi appelli giunti al WWF Terre del Tirreno e al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia attivate nuove operazioni investigative e di pattugliamento del territorio nell’Area del Parco Regionale dei Monti Lattari.

Assieme agli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia, coordinati dal I° Dirigente dott. Sergio Costa e agli ordini del Comandante Ass. Capo Gioacchino Cascone, anche volontari del WWF Terre del Tirreno che continuano ad essere destinatari di segnalazioni dei cittadini Castellammare di Stabia circa l’attività di numerosi cacciatori a cui sono state contestate violazioni in materia di mancata annotazione della giornata sul tesserino regionale venatorio e caccia in orario non consentito, elevando decine di sanzioni amministrative.

 I controlli si sono intensificati sul Monte Faito per tutelare la preziosa fauna selvatica in migrazione.

Gli interventi mirati in località Monte Faito hanno infatti portato al sequestro di un fucile e di munizioni e alla denuncia a piede libero di un cacciatore per introduzione di armi per attività venatoria all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari.

Ma i controlli continuano senza sosta anche negli altri territori: sulle montagne di Gragnano dove è stato individuato un cacciatore fuorilegge che esercitava l’attività venatoria con l’ausilio di un richiamo elettroacustico riproducente il verso del tordo. Nelle campagne di Pompei invece è stato individuato un noto trafficante di uccelli protetti. Nella sua dimora sono stati rinvenuti circa 50 cardellini detenuti illegalmente, assieme ad altre specie protette, in condizioni incompatibili con la loro natura

Nei giorni scorsi, invece, durante le operazioni di pattugliamento notturno per lo smantellamento di postazioni di richiami elettroacustici, sempre nel comune di Vico Equense, i Forestali hanno denunciato la proprietaria di un fondo per detenzione illegale di fringuelli. Gli uccelli idonei al volo sono stati immediatamente liberati in natura alla presenza dei volontari del WWF.

L’intervento faceva seguito ad un ulteriore blitz che aveva portato all’individuazione e all’immediata denuncia in flagranza di reato di un altro bracconiere dedito alla cattura di cardellini con reti e richiami vivi.

Quello dell’uccellagione e del traffico di cardellini sono fenomeni di palese illegalità duri a morire. In questo periodo gli uccellatori si dedicano alla facile cattura dei cardellini utilizzando trappole e reti. I volontari del WWF e i Forestali si sono specializzati nella lotta a questo fenomeno di bracconaggio, seguendo le segnalazioni dei cittadini e le proprie indagini, ogni anno organizzano controlli mirati, poiché il fenomeno del bracconaggio sta crescendo in maniera impressionante.

“E’ assolutamente impossibile confondere un’Aquila con qualsiasi altra specie cacciabile – ribadisce Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno – “Se tali animali vengono abbattuti lo sono deliberatamente, e questo ci dovrebbe far riflettere sulla professionalità e la civiltà inesistente da parte di diverse persone che continuano ad imbracciare indebitamente e pericolosamente un’arma da fuoco, incentivati dalla scarsità di controlli repressivi e dalla certezza di restare impuniti”.

redazione/ info da agenzie e web /qadisha/Anna Giusti

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