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Sud - cronaca

Angri, la delusione degli organizzatori:”Il Festival della Solidarietà non si farà più in città”

Duro sfogo di Stefano Sabatino, responsabile del Festival della Solidarietà appena conclusosi ad Angri

Il Festival della Solidarietà non si farà più ad Angri” E’ amareggiato Stefano Sabatino, responsabile del Festival della Solidarietà appena conclusosi, che ha annunciato su facebook l’intenzione di non far svolgere più ad Angri, dopo sette edizioni, l’evento molto seguito soprattuto per le sue finalità solidaristiche ed umanitarie.
Questo il suo sfogo, raccolto da Angri.info:
Cerco di mettere insieme i pensieri e le sensazioni che provo alla fine di questa settima edizione del Festival della Solidarietà e la prima cosa che mi viene in mente è la riconoscenza e la stima per tutti quelli che hanno sostenuto con convinzione questo evento: in primis il nostro gruppo dell’associazione con il quale in questi mesi abbiamo lavorato alacremente fianco a fianco; il fantastico team di ragazzi e ragazze che hanno dimostrato grande serietà ed organizzazione; gli addetti ai lavori bravissimi professionisti sempre disponibili; tutti gli amici che ci sono stati vicini, insomma un collettivo fantastico che ha fatto il possibile affinché tutto si svolgesse al meglio, nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto superare fino all’ultimo giorno. Mi riferisco soprattutto alle falsità, alle ipocrisie, alle cattiverie, all’invidia, alla superficialità e alla insensibilità di alcuni (molti) personaggi politici che a parole ti lisciano, dichiarando il loro sostegno ma nei fatti invece dimostrano tutta la loro pochezza e ristrettezza mentale… con il risultato che le energie che sarebbero dovute servire per realizzare al meglio il Festival sono state sciupate per tappare i buchi creati da una politica incapace di comprendere gli sforzi che si fanno, indifferente al lavoro degli altri e che fin dal primo momento ha cercato di osteggiare questo festival, che ricordo ha come.unico obbiettivo quello di raccogliere fondi per progetti umanitari!”

“Se da una parte c’è l’orgoglio per essere riusciti ugualmente a portare ad Angri un po’ di vita e di allegria, con una tre giorni ricca di grandi nomi del panorama musicale nazionale, di stand gastronomici, di esposizioni, di attività con le scuole, la stima testimoniata da tante persone che hanno partecipato, dai complimenti per l’organizzazione, agli incoraggiamenti ad andare avanti, d’altro canto – continua Sabatino– c’è l’amarezza e lo sdegno per il chiaro tentativo di boicottare l’evento fin dall’inizio: la richiesta di chiarimenti da parte di consiglieri sul tipo di musica e di canzoni che sarebbero state cantate, le pressioni e le intimidazioni di gruppi neofascisti di boicottare il concerto, le continue richieste a pioggia di documentazioni fino al giorno prima dell’evento, le tre commissioni per decidere sulle questioni di safety e security, neanche se stessimo organizzando il festival di Sanremo, l’accavallarsi di altre iniziative negli stessi giorni del Festival, lo spostamento della location, le corse per risolvere problemi che potevano essere espletati prima e non a quindici giorni dal Festival, fino alla consegna dell’autorizzazione alle tredici del pomeriggio in pieno allestimento… nonostante tutto ci siamo fatti in quattro per rispettare le richieste e gli obblighi imposti, cercando di venire incontro anche alle esigenze di altri.
“Poi l’atto finale di sabato quando si è attuata una vera e propria castrazione emotiva, con l’interruzione dell’esibizione di Zulu e la denuncia penale nei confronti del responsabile dell’organizzazione da parte dei carabinieri, con la conseguenza che tutti gli sforzi fatti sono stati messi a dura prova! Per tutti questi motivi abbiamo deciso che questa sarà l’ultima edizione che organizzeremo ad Angri, visto che non vi sono più le condizioni per lavorare con serenità con un’amministrazione impreparata e strafottente e d’altronde non può essere diversamente quando la politica non ha un’identità, un minestrone in cui il sindaco diventa il simbolo di questa confusione… un “marxista” come lui si definisce che ha nella propria maggioranza tre consiglieri che sono passati nelle lega nord, ed è chiaro quindi che non ci può essere un interlocutore credibile… ma lasciamo la nostra amata città soprattutto perché un’associazione che rischia sulla propria pelle investendo tanti soldi non può essere trattata con tanta superficialità, con tanto pressapochismo, caricata di responsabilità di cui dovrebbero farsi carico le istituzioni. Detto ciò però c’è anche un ulteriore motivo che ci ha fatto giungere a questa decisione… e mi rivolgo a tutti quelle persone, quei falsi amici che solo a chiacchiere sostengono di essere vicini a determinate tematiche ed idee ma nei fatti dimostrano tutta la loro ipocrisia e inconsistenza! Beh a tutti voi voglio solo dire che avete gettato la maschera e ormai non siete più credibili con il vostro finto perbenismo e la falsa umanità! Ci rivedremo in altri luoghi dove alle persone di buona volontà si riconoscono gli sforzi e la solidarietà non rimare solo una parola svuotata di ogni significato!

Alla nostra redazione, poco dopo l’interruzione del concerto, è giunta la segnalazione da parte di alcuni dei presenti che hanno alimentato i sospetti sul sabotaggio di questo evento. A lasciare perplessi i tanti spettatori è stato il tempismo con il quale è stato fermato O’ Zulù, cantante dei 99 Posse, già in passato “censurati” per le proprie idee politiche. Tanto che i presenti, alla notizia dell’interruzione, hanno iniziato a cantare “Bella Ciao” in segno di protesta.

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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