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A New York City Marathon sventola il Tricolore

Alla Maratona di New York City hanno partecipato oltre 50mila atleti, tra loro Maurizio Cudicio, l’italiano che correva con il Tricolore 

Roma- Lo scorso 6 novembre si è disputata la storica Maratona di New York alla quale hanno partecipato oltre 50 mila atleti, tra professionisti e non, provenienti da ogni parte del mondo. Tra i partecipanti c’erano anche molti italiani e, tra i tanti, a rappresentare la nostra bandiera in terra americana per la New York City Marathon, c’era Maurizio Cudicio, ex poliziotto ed atleta triestino che, giunto al traguardo, ha sventolato con orgoglio il Tricolore.

Maurizio coltiva la passione per le maratone dall’età di 6/7 anni, da quando grazie a suo padre iniziò a partecipare alle gare di 3/5 km con lo storico “GRUPPO SPORTIVO SAN GIACOMO” nato nel 1945, di cui fa ancora parte. Da allora non si è più fermato: ha partecipato al Trofeo Trieste, al Trofeo Gorizia e a tantissime altre gare in varie città del Nord Italia: “Dopo aver percorso centinaia di chilometri, alla veneranda età di circa 40 anni la società mi iscrisse ad una gara in pista– ci racconta l’ex poliziotto. – Era il 2004 e con mio grande stupore mi accorsi di essere veloce nel breve”.

Ha infatti vinto numerose volte i campionati provinciali e regionali nei 200 e 400 metri e nel 2005 è giunto in semifinale ai campionati Italiani. Quest’anno, nel 2016, realizza il sogno di partecipare alla Maratona di New York. “Credo che chiunque corra maratone o mezze maratone abbia il sogno della GRANDE MELA. La Maratona di New York è stata un’esperienza unica e indimenticabile, la sognavo da sempre, è stata la mia quinta e ultima maratona perché il sacrificio fisico e psicologico è davvero tanto. Come si dice? Volevo chiudere in bellezza!”.

Perché hai deciso di partecipare proprio quest’anno?

“Perché per me era l’ultimo anno disponibile: il peso dell’età inizia a farsi sentire. Quest’anno ho corso tanti chilometri ma mi sono accorto che il mio allenamento è stato insufficiente per poter tentare un tempo da record personale”.

Ti abbiamo visto arrivare al traguardo sventolando il Tricolore e ci hai regalato un’emozione indescrivibile. Cosa hai provato in quel momento?

“Cosa ho provato? Impossibile descriverlo! Correre per tutta NY sventolando il tricolore e con il cappello in testa con scritto ITALIA, non ha prezzo. 42 km di adrenalina pura, con ali di folla che dopo aver visto la bandiera gridavano ‘Italia Italia!’… tutto questo è appassionate, unico e irripetibile, emozione senza fine. Posso dire con estrema sincerità che è stata una delle giornate più belle della mia vita. La bandiera- prosegue Maurizio–  era già da tempo pronta, stirata e pulita, ed è stata la prima cosa che ho messo in valigia”.

Cosa rappresenta per te questo sport?

La corsa per me è Amore allo stato puro, mi ha dato modo di conoscere migliaia di persone e fare tantissime amicizie e non serve saper parlare altre lingue perché quando corri si comunica in tanti altri modi. Gesti con le mani,  con gli occhi e tante veramente tante pacche sulle spalle… e ti accorgi che al mondo NON sei mai solo quando corri. Ho conosciuto molti Italiani e Americani e proprio negli ultimi km della gara li ho percorsi con un ragazzo di Bologna che mi ha aiutato ad arrivare fino in fondo, non mi ricordo il nome perché con la testa ero ko, ma lo ricorderò sempre con il cuore perché è stata una persona meravigliosa”.

Che consigli puoi dare a chi pensa di iscriversi per il prossimo anno?

Consiglio di rivolgersi, come ho fatto io con il mio gruppo di atleti, ad un’agenzia che si occupa esclusivamente dell’organizzazione degli atleti Italiani, così è più semplice iscriversi e partecipare.

Per quanto riguarda la preparazione, quella è soggettiva, in ogni caso bisogna sempre allenarsi almeno un po’ prima di gettarsi nella mischia: ho visto troppa gente a terra e questa gara non è una vera e propria gara ma un evento al quale tantissimi vorrebbero partecipare solo per poter dire ‘IO C’ERO’, ma poi si devono fare i conti con gli oltre 42 km, il freddo che alla fine della gara era davvero pesante e infine la preparazione psicologica che sembra di poco conto, ma per chi non è abituato a simili distanze è davvero dura”.

Un pensiero finale….

Come ho già detto, questa è stata la mia ultima maratona e descrivendo le emozioni che ho provato, mi vengono le lacrime di gioia per averla finita con il tricolore al petto. Ora mi dedico a gare non superiori alle mezze maratone, i 21 km per intenderci, e lo farò come sempre con gioia e solo per puro divertimento, perché senza di esso questo sport non riuscirei proprio a farlo.

Ci tengo infine a ringraziare la Società ASD GRUPPO SPORTIVO SAN GIACOMO che mi ha dato la possibilità di partecipare alla maratona e ringrazio i soci che con  me hanno condiviso questa grande emozione indimenticabile percorrendo questi 42 km meravigliosi: CIMADOR LUISA, CENTOMO ERIKA, BORTOLOTTI UMBERTO, SEMOLICH ANTONELLA e WINTER PAOLO”.

Maria D’Auriacopyright-vivicentro

In merito all'autore

Maria D'Auria

Giornalista campana di adozione romana. Laureata in giurisprudenza, impegnata nel sociale, appassionata di lettura, scrittura, fotografia. Collaboratrice della testata ViVicentro.it, referente per la Regione Lazio. Esperta di comunicazione, cronaca sportiva, inchieste, eventi.

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