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Palazzo Martinengo
Terza Pagina Lombardia

Brescia ” Palazzo Martinengo ” e la ”Grande mostra della pittura Italiana” da Hayez a Boldini. (Diana Marcopulopulos)

Palazzo Martinengo Cesaresco, fu proprietà  del conte Cesare IV Martinengo Cesaresco, venne acquistato dalla Provincia di Brescia all’inizio del 1900 . La facciata del palazzo da’ su via Musei e piazza del Foro proprio nel cuore storico di Brescia. Venne edificato intorno alla metà del XVII secolo sui resti di una costruzione del 1400 dal Conte Martinengo. In seguito ,dopo la sua morte i tre figli lo divisero in tre parti . Durante il percorso espositivo i visitatori della mostra potranno apprezzare  alcune stanze del palazzo , il cortile interno con una fontana del ‘500 ,la statua di Nettuno, la cappella privata del Vescovo di Famagosta,Mattia Ugoni .Ma sopratutto la pittura Italiana dell’Ottocento. Con più di cento dipinti selezionati da collezioni pubbliche e private che si possono ammirare e contemplare. Artisti rappresentanti le più importanti correnti del periodo:dal Neoclassicismo ,che si fonda sui principi di armonia, equilibrio, proporzione, compostezza, presenti nell’arte degli antichi Greci e Romani, al Romanticismo che intendono l’arte come espressione del sentimento;dal Divisionismo quel fenomeno artistico Italiano che si caratterizza dalla divisione o separazione dei colori in singoli punti o linee che interagiscono tra di loro in senso ottico, al gruppo dei pittori Toscani  chiamati Macchiaioli perché affermavano che la forma non esiste ma è data dalla luce come macchie di colore distinte o sovrapposte, per finire , il movimento artistico letterario sviluppatosi nell’Italia settentrionale detto Scapigliatura dalla vita disordinata ed eccentrica e anticonformista di questi artisti. Il percorso per i visitatori si apre con la grande e celebre scultura di Antonio Casanova “Amore e Psiche”, tre metri di altezza per due, rispecchia integralmente i canoni della corrente neoclassica. Accanto troviamo alcuni dipinti del pittore molto amato da Napoleone  ,Andrea Appiani . Proseguendo ci troviamo nella seconda sezione dove possiamo ammirare  “Maria Stuarda che sale al Patibolo” capolavoro di enormi dimensioni ( cm 211x 290) del famoso pittore Francesco Hayez , proveniente da una collezione privata . La terza sala ospita i dipinti dei maestri del movimento della Scapigliatura . Come esponente abbiamo Tranquillo Cremona.
Tra i Macchiaioli vi sono esposte le tele di  Giovanni Fattori , Silvestro Lega e Telemaco Signorini . Tra i Divisionisti Giovanni Segantini con “Alpe di Maggio”, Giuseppe Pellizza da Volpedo con ” Membra stanche “. Infine nell’ultima sezione , ma non per importanza, viene ricordato il periodo culturale della Parigi “Belle Epoque ” con Zandomeneghi, De Nittis, Mancini, Boldini . Di Boldini possiamo ammirare i ritratti nei quali mise in evidenza la sensualità femminile mostrandone l’anima più profonda e misteriosa. Quindi bravo il curatore Davide Dotti che è riuscito a farci conoscere opere d’arte inedite perché  provenienti da collezioni private.
Una mostra da non perdere sia per gli amanti di storia dell’arte che per chi è appassionato di dimore e palazzi ottocenteschi . La chiusura sarà  l’11 giugno .

Diana Marcopulopulos

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