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Disarticolato il clan GRECO, 'ndrina della 'ndrangheta di Cutro (KR)
Cronaca Lombardia

Disarticolato il clan GRECO, ‘ndrina della ‘ndrangheta di Cutro (KR)

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha disarticolato il clan GRECO: arrestate 8 persone per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al compimento di frodi IVA nel settore dei metalli. VIDEO

Disarticolato il clan GRECO, ‘ndrina della ‘ndrangheta di Cutro (KR)

I circa 200 finanzieri impiegati stanno eseguendo in Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia 34 perquisizioni locali e domiciliari nonché la notifica dell’avviso della conclusione delle indagini nei confronti di 27 indagati, con il supporto dei Reparti del Corpo territorialmente competenti e dello SCICO di Roma.
I citati provvedimenti rappresentano l’epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura della Repubblica, che ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale composto da più soggetti alcuni dei quali contigui al clan GRECO di San Mauro Marchesato, costituente una ‘ndrina distaccata del locale di ‘ndrangheta di Cutro (KR), operante anche sul territorio lombardo.
Le indagini di polizia giudiziaria, avviate per accertare infiltrazioni della ‘ndrangheta nel tessuto economico legale, condotte dal GICO e dal terzo Gruppo Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, hanno consentito di disvelare una complessa frode all’Iva nel settore del commercio di acciaio, attuata avvalendosi di una fitta rete di società “cartiere” e “filtro”, formalmente rappresentate da prestanomi; in particolare è emersa l’esistenza di diverse imprese, italiane ed estere, apparentemente prive di reciproci legami societari, utilizzate per il compimento di una imponente frode IVA, realizzata mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, costituendo fittiziamente “esportatori abituali”. manipolando artificiosamente le liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto.
Questa Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di complesse indagini nel settore della criminalità organizzata, ha delegato il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ad eseguire un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Milano, nei confronti di più soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione di una serie di reati all’interno di un’associazione per delinquere precisamente finalizzata alla frode fiscale, aggravata dalla previsione di cui all’art. 416 bis 1 del codice penale e dalla disponibilità di armi, auto-riciclaggio, intestazione fittizia di beni e valori, bancarotta fraudolenta.
In particolare, le Fiamme Gialle di Milano stanno eseguendo misure cautelari personali nei confronti di 8 soggetti, di cui 4 in carcere e 4 agli arresti domiciliari e misure cautelari reali su beni mobili, complessi aziendali e disponibilità liquide e finanziarie fino ad un ammontare complessivo di 7,5 milioni di euro.
I circa 200 finanzieri impiegati stanno eseguendo, altresì, in Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia 34 perquisizioni locali e domiciliari nonché la notifica dell’avviso della conclusione delle indagini nei confronti di 27 indagati, con il supporto dei Reparti del Corpo territorialmente competenti e dello SCICO di Roma.
I citati provvedimenti rappresentano l’epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura della Repubblica, che ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale composto da più soggetti alcuni dei quali contigui al clan GRECO di San Mauro Marchesato, costituente una ‘ndrina distaccata del locale di ‘ndrangheta di Cutro (KR), operante anche sul territorio lombardo.
Le indagini di polizia giudiziaria, avviate per accertare infiltrazioni della ‘ndrangheta nel tessuto economico legale, condotte dal G.I.C.O e dal III Gruppo Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, hanno consentito di disvelare una complessa frode all’Iva nel settore del commercio di acciaio, attuata avvalendosi di una fitta rete di società “cartiere” e “filtro”, formalmente rappresentate da prestanomi; in particolare è emersa l’esistenza di diverse imprese, italiane ed estere, apparentemente prive di reciproci legami societari, utilizzate per il compimento di una imponente frode IVA, realizzata mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, costituendo fittiziamente “esportatori abituali”. manipolando artificiosamente le liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto.
In tale contesto le investigazioni hanno consentito di rilevare l’esistenza di diverse imprese, tutte di fatto gestite, tramite prestanomi, da soggetti che alcuni collaboratori di giustizia ( oltre a sentenze definitive) hanno indicato quali affiliati alla ‘ndrangheta in particolare al clan di San Mauro Marchesato che fa capo a Lino Greco cosca federata al noto locale di CUTRO facente capo a Grande Aracri ponendo in essere condotte di auto-riciclaggio di proventi illeciti accumulati per oltre mezzo milione di euro, avvalendosi di canali bancari e conti correnti accesi in Bulgaria ed Inghilterra.
All’interno di questo rodato meccanismo fraudolento ed avvalendosi dello stesso, i medesimi soggetti hanno parallelamente riciclato ulteriori risorse di provenienza illecita avvalendosi della collaborazione di un soggetto cinese residente in Toscana, a sua volta interessato a riciclare importanti somme di denaro “in contante” e mandarle in Cina. In particolare provvedevano a bonificare circa mezzo milione di euro, dai conti correnti di alcune società inserite nello schema di frode facendo confluire predette somme verso istituti di credito siti in Cina, messi a disposizione dallo stesso soggetto cinese, anch’esso attinto da misura restrittiva.
Tale operazione ha consentito, da un lato, agli indagati italiani di drenare denaro dai conti correnti delle società oggetto di investigazione e, dall’altro, al soggetto cinese di trasferire nel proprio Paese d’origine le riserve di denaro contante di cui disponeva illecitamente e che non avrebbe potuto inviare attraverso i canali legali.
Infine la più recente attività investigativa ha consentito di rilevare come il principale indagato, indicato dai collaboratori come inserito nella cosca di ‘ndrangheta citata, ha presentato richiesta ed ottenuto, da un lato, per tre delle società inserite nello schema di frode, i contributi a fondo perduto attestando un volume di affari non veritiero siccome fondato sulle false fatture. relativamente all’anno precedente, previsti dall’art. 25 del decr gge n. 34 del 19 maggio 2020; dall’altro, ha tentato di beneficiare, anche, del 08 aprile 2020. finalizzati a sostenere il sistema impren toriale nella particolare congiuntura economica determinata dall’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19.

Disarticolato il clan GRECO, ‘ndrina della ‘ndrangheta di Cutro (KR) / Redazione Lombardia

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