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Nord - cronaca

Rimini violenta attenzionata dalla Polizia: ieri due arresti

Rimini violenta. Estate calda a Rimini, ma la polizia vigila ed interviene

Rimini violenta attenzionata dalla Polizia: ieri due arresti

Rimini violenta. Arrestata, per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, una brasiliana. Arrstato poi anche un ucraino, sempre per violenza.

ARRESTATA PER RESISTENZA E VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE DOPO AVER INFERTO CALCI, SPINTE E MORSI AD UN POLIZIOTTO

Alle ore 15:10 una volante veniva inviata presso Piazzale Cesare Battista in Rimini, ove la pattuglia dell’Esercito Italiano impegnata per servizi di antiterrorismo, richiedeva con immediatezza l’intervento della Polizia in quanto una donna conosciuta agli operanti e successivamente identificata per N.S.D.,  56enne di origine brasiliana, lanciava bottiglie di vetro verso alcune pensiline degli autobus gremite di persone e rovesciava i cassonetti dei rifiuti sulla sede stradale. Giunti sul posto gli operatori trovavano la N.S. in evidente stato di agitazione psicofisica e riscontravano la presenza di bottiglie di vetro e raccoglitori della spazzatura danneggiati

Gli operatori provavano a riportare alla calma la donna, senza però riuscirci. L’ostilità della donna si palesava nel suo atteggiamento,  nel rifiuto di fornire le proprie generalità oltre che in frasi ingiuriose e denigratori verso gli operatori di polizia.

Vista la situazione e le numerose persone che affollavano la piazza della Stazione Ferroviaria, la N.S.D. veniva invitata nuovamente a salire sulla vettura di servizio.  Bloccata e trasferita all’interno dell’abitacolo,  nel momento stesso in cui gli operanti si adoperavano per chiudere la portiera della cellula abitativa adibita ai fermati, sferrava due calci, uno all’inguine ed uno al ginocchio destro allo stesso operatore che prima aveva spintonato.Una volta dinanzi al portone della Questura di Rimini la donna si rifiutava si scendere dall’autovettura di servizio e solo dopo innumerevoli inviti, scendeva e nel momento stesso in cui varcava la soglia degli uffici gli dava un morso alla mano sinistra il poliziotto già oggetto di percosse. Visto l’evidente stato di alterazione della N.S., veniva richiesto ausilio al personale del 118, che, giunto presso gli uffici in questione, le somministrava del sedativo.

La donna veniva arrestata per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, denunciata per getto pericoloso di cose, rifiuto di fornire le proprie generalità,  danneggiamento ed olraggio a pubblico ufficiale.

DENUNCIATO PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E SANZIONATO PER UBRIACHEZZA MOLESTA

Alle 21.20 una volante veniva inviata presso la strada consolare Rimini-San Marino in quanto personale del 118 era stato aggredito da un soggetto da loro precedentemente soccorso nel Comune di Coriano, mentre veniva trasportato in ambulanza presso il Pronto soccorso dell’Ospedale di Rimini.

Giunti sul posto gli operatori notavano un’ambulanza con i lampeggianti e luci di emergenza accese, ferma nella corsia di emergenza della strada consolare direzione Rimini.

Aperto il portellone laterale dell’ambulanza, i poliziotti vedevano due sanitari che a fatica cercavano di respingere la foga di V.V., trentaduenne ucraino, il quale inveiva violentemente contro i due soccorritori che cercavano di farlo calmare.

Entrambi i soccorritori si presentavano molto spaventati, affannati e sofferenti a causa delle percosse che avevano ricevuto prima del nostro arrivo. Immediatamente si fermava la persona in questione, si procedeva al suo ammanettamento e quindi veniva fatto stendere in sicurezza sulla barella presente all’interno.

Entrambi gli operatori del 118 riferivano ai poliziotti, che poco prima erano intervenuti in presso il Bowling di Cerasolo, frazione di Coriano, a seguito di una richiesta di intervento da parte dei Carabinieri della medesima località, in quanto veniva segnalata la presenza di un soggetto ubriaco all’interno della struttura.

Motivo del trasporto era solo quello di far eventualmente valutare l’intossicazione da alcool a personale medico in modo tale da far cessare gli eventi dell’intossicazione all’interno della struttura sanitaria.

Udito il trambusto l’autista arrestava la marcia dell’ambulanza, raggiungeva la sua collega nel vano posteriore e per difendere quest’ultima veniva anch’esso aggredito con una serie di spintoni che gli facevano perdere l’equilibrio. 

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