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Tra il Dire e il Fare C'e di mezzo il Mare
LoPiano-SaintRed Opinioni Sicilia

Tra il Dire e il Fare C’e di mezzo il Mare (Lo Piano – Saint-Red)

Il primo progetto per un collegamento stabile che potesse unire la Sicilia con la Calabria, fu presentato 150 anni fa da un ingegnere, Carlo Alberto Navone, quando ipotizzo’ un tunnel sottomarino da realizzarsi fra Villa San Giovanni e Ganzirri. Ma come spesso accade… tra il dire e il fare c’e’ di mezzo il mare.

Tra il Dire e il Fare C’e di mezzo il Mare (Lo Piano – Saint-Red)

Mai come in questo caso il proverbio è azzeccato, visto che fra le due sponde vi è lo Stretto di Messina, il cui panorama e’ considerato una fra le sette meraviglie al Mondo.

Nel secolo scorso, sia Mussolini che Berlusconi accarezzarono l’idea di costruire il ponte, nel primo caso i lavori non ebbero inizio, nel secondo vennero buttati a mare miliardi di euro per i tanti progetti che furono messi in opera, e mai portati a termine.

Ancora oggi se ne conservano le reliquie, solo che ormai sono vecchi papiri di carta straccia che furono pagati a peso d’oro.

Ricordo che alcuni decenni fa, per la costruzione del Ponte sullo Stretto, furono presi in affitto interi stabili, per non parlare di tutte le altre iniziative pubblicitarie. Per chi ebbe la fortuna di avere le mani in pasta fu un proprio e vero businnes.

Ritorno di fiamma:

Quando un Governo vuole attirare l’opinione pubblica per distoglierla dai problemi reali del Paese, si pensa al Ponte. Lo stesso Giuseppe Conte, ha rispolverato questo vecchio progetto, dicendosi propenso in un futuro (non molto prossimo) alla sua realizzazione.

Parole.. parole.. parole.

L’Ing. Saccà, Dirigente del Gruppo FS, Presidente della commissione Infrastrutture dell’Ordine degli Ingegneri della Lombardia, ha presentato un progetto di tunnel sottomarino.

Per la sua realizzazione occorrerebbero 5 anni, il costo si potrebbe aggirare sul miliardo e mezzo di euro, sono escluse escluse tutte le opere accessorie.

Questo progetto, sempre secondo l’ideatore, prevede una consistente riduzione degli espropri, un minor impatto ambientale, minori costi di gestione e manutenzione rispetto al Ponte a campata unica di 3300 metri.

Solo che un Ponte sospeso con le sue arcate è visibile da tutti, un tunnel sotterraneo non lo vede nessuno, vi sarebbe in questo caso una forte dispersione d’immagine.

In un momento così difficile per la nostra economia, investire soldini per far rinascere l’occupazione, non sarebbe sbagliato, solo che mettere d’accordo tante “testoline politiche” non è cosa semplice, si andrebbe incontro ad un’altra bagarre fra gli opposti schieramenti politici. Dovrebbero essere i Siciliani ed i calabresi a dare un responso positivo o negativo per la sua costruzione.

Se in natura nulla si crea, ma tutto si trasforma, anche l’idea del Ponte sembra più “campata in aria, che in terra”.

Lo Piano SaintRed

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