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Arrestato per corruzione dopo avere preso una tangente in cambio di informazioni
Cronaca Sicilia

Tangente da 30 mila euro a funzionario della Regione Siciliana. Arrestato

Arrestato per corruzione dopo avere preso una tangente in cambio di informazioni e predisposizione di atti e pareri illegittimi.

Ci eravamo occupati in precedenza del caso Nicastri e del suo socio occulto Arata “1 Luglio 2019 Caso Arata, arrestato un atro funzionario regionale” e “24 Luglio 2019 Rompicoglioni, così l’arrestato per corruzione definiva i 5stelle nelle intercettazioni.

Adesso la Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha arrestato alle prime luci dell’alba un funzionario della Regione Siciliana, Marcello Asciutto, di 58 anni. L’uomo è finito ai domiciliari su ordine del GIP del Tribunale poiché ritenuto responsabile di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Le indagini del Procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e del Sostituto Gianluca De Leo, contestano ad Asciutto di aver fornito “informazioni sullo stato delle pratiche amministrativo e di aver predisposto provvedimenti autorizzativi e pareri illegittimi per la costruzione di impianti di biometano. Il primo impianto a Francofonte, in provincia di Siracusa, e il secondo a Calatafimi-Segesta, nel Trapanese.

Il funzionario avrebbe intascato denaro contante per complessivi 30.000 euro.  Entrambi i progetti erano stati “proposti dalla cordata Arata/Nicastri mediante la Solgesta Srl”.

Il denaro sarebbe stato pagato “tramite” Giacomo Causarano, dipendente dell’assessorato regionale siciliano dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità.

La misura cautelare arriva al termine di una indagine partita nel settembre 2017 e condotta nelle provincie di Trapani, Palermo, Roma e Milano. Gli uomini della Dia hanno inoltre perquisito l’abitazione e l’ufficio di Asciutto.

Prosegue quindi l’indagine sulle mazzette all’assessorato regionale siciliano all’Energia.

Nel 2015 la Dia ha confiscato a Vito Nicastri beni per 1,3 miliardi di euro. Nel 2018 l’imprenditore, che ha fatto una fortuna investendo nelle energie alternative, fu arrestato e per questo condannato in primo grado a 9 anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Nicastri ha fatto delle dichiarazioni sulle mazzette, incastrando i funzionari complici, ma ha sempre negato di avere avuto rapporti con Messina Denaro.

Arata, l’ex consulente per l’energia della Lega, è sotto processo a Palermo per gli affari con Nicastri, il cosiddetto “re” dell’eolico.

Adduso Sebastiano

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