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Cronaca Cronaca Sicilia

Coronavirus. Divieto di spostamento tra comuni. Nuovo Dpcm

Divieto di spostamento dal proprio comune. Nuovo decreto. Calabria e Basilicata blindate. Aumentano i casi in Sicilia.

Da oggi, su tutto il territorio nazionale, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano. Uniche eccezioni: comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Sono le prescrizioni contenute nell’ordinanza adottata congiuntamente dai Ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese che, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, sarà efficace fino all’entrata in vigore di un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui all’articolo 3 del decreto legge 23 febbraio 2020, n.6. Lo stabilisce un’ordinanza dei Ministri dell’Interno e della Salute.

Lo scopo è di contrastare e contenere il diffondersi del virus Sars-CoV-2, facendo “divieto a tutte le persone fisiche” di “trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in Comune diverso da quello in cui si trovano”, salvo che «per comprovate esigenze lavorative», di “assoluta urgenza” o per “motivi di salute”. L’obiettivo è anche di impedire alle persone di trasferirsi dal Nord al Sud. Il divieto riguarda sia i mezzi pubblici sia quelli privati.

La decisione è giunta poche ore dopo l’annuncio, da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di nuove misure destinate a “chiudere, in tutta Italia, ogni attività produttiva non strettamente necessaria, non cruciale”. il Dpcm del Presidente Conte è stato emanato con urgenza proprio per impedire il diffondersi del contagio e per questo la Ministra Luciana Lamorgese ha disposto l’allertamento di Questure e Prefetture per intensificare i controlli sia nelle stazioni e sulla rete autostradale. Al momento chi contravviene al divieto rischia la denuncia per l’articolo 650 del codice penale che prevede l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda, ma il governo sta valutando anche la possibilità di emanare un nuovo provvedimento con sanzioni più severe.

Il Ministro Speranza commentando l’ordinanza ha dichiarato che “Sono giorni cruciali. Bisogna ridurre al minimo gli spostamenti. Chi non andrà più al lavoro è essenziale che resti a casa e aiuti così tutti quelli che devono continuare a lavorare”.

Nel frattempo dei viaggiatori diretti al Sud sono stati respinti in stazione a Milano. Qualcuno ha anche pianto quando si è visto rifiutare alla partenza dei treni diretti a Salerno e Napoli, poiché non aveva passato i controlli diventati più stringenti dopo le recenti direttive che limitano gli spostamenti. I passeggeri, non molti alle partenze, sono stati sottoposti a rigorose e approfondite verifiche dell’autocertificazione e dei documenti e anche a quelli della temperatura corporea. Una decina, complessivamente, quelli che non avevano i requisiti.

Intanto la Calabria e la Basilicata hanno deciso di chiudere pressoché ogni accesso. I rispettivi Presidenti di Regione hanno firmato due diverse ordinanze, valide fino al 3 aprile, per imporre il “divieto di spostamento delle persone in entrata e in uscita dalla regione”, ad eccezione dei “servizi pubblici essenziali” e per “gravi motivi di salute”. Chi violerà le norme, dovrà sottoporsi all'” obbligo di permanenza domiciliare con isolamento fiduciario insieme a tutti i conviventi”.

Questa sera Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm che introduce ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale “ART. 1) … a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono so-spese e restano ferme le previsioni di cui all’articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 … b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; …”.

Sono un centinaio le voci nell’elenco delle attività che continuano a rimanere aperte. Oltre tutta la filiera legata al settore farmaceutico e agroalimentare, non si fermano: le attività di estrazione di petrolio e gas, la fabbricazione di articoli tessili, tecnici e industriali, il commercio all’ingrosso dei prodotti del tabacco, i trasporti, i servizi postali e i corrieri, le attività alberghiere, i servizi di comunicazione e informazione, le attività legali e contabili, gli studi di architettura e ingegneria, i servizi di vigilanza, i call center, le attività di riparazione e manutenzione di computer, le attività di riparazione di elettrodomestici e articoli per la casa, il personale domestico.

In Sicilia, i casi positivi di Coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi (domenica 22 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale, sono stati in totale sono 630, registrati dall’inizio, ma attualmente ne risultano 596 perché 26 sono già guariti e 8 deceduti.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 39; Caltanissetta, 26; Catania, 225; Enna, 29; Messina, 108; Palermo, 81; Ragusa, 8; Siracusa, 48; Trapani, 32.

Mentre quindi in Italia, secondo gli ultimi dati di stasera della Protezione civile nazionale, ci sono piccoli segnali di contenimento del coronavirus-Covid19, in Sicilia l’epidemia continua ad aumentare nel numero dei contagi e purtroppo anche in quello dei decessi. Sono stati infatti incoraggianti le parole del Commissario nazionale per l’emergenza, Angelo Borrelli, nel corso del briefing odierno (domenica 22 marzo) delle ore 18 “I numeri di oggi sono minori rispetto a quelli di ieri, mi auguro che questi numeri possano essere confermati. Non bisogna abbassare la guardia, tenere le misure adottate e rispettare le indicazioni anche del provvedimento del governo”. I 5.476 decessi e i 46.638 malati registrati nel Paese, sono comunque ancora tanti. Cifre importanti e ancora lontane dall’uscita dal tunnel ma che sono leggermente più contenute rispetto a ieri.

Invece in Sicilia la tendenza è ancora quella dell’aumento. Tra i positivi al coronavirus (596 complessivamente) c’è da registrare un incremento rispetto a ieri di 138 unità; e anche sul fronte decessi nella giornata di oggi c’è stato un aumento di tre vittime (anziani deceduti a Catania, Caltagirone e Enna) che vanno ad aggiungersi agli 8 già riportati nell’aggiornamento odierno della Regione Sicilia.

Adduso Sebastiano

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