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La Polizia di Agrigento ha bloccato una corsa clandestina di cavalli
AGRIGENTO

Agrigento, 38 persone denunciate per corsa clandestina di cavalli

La Polizia di Agrigento ha bloccato una corsa clandestina di cavalli con un nutrito gruppo di persone tra cui minorenni che la seguivano (VIDEO).

La Polizia di Stato di Agrigento ieri mattina, alle prime luci dell’alba, ha effettuato un servizio di contrasto al fenomeno delle corse clandestine di cavalli.

Nella contrada Ciccobriglio di Naro, in un tratto di isolato di una locale strada provinciale, personale della Squadra Mobile, ha circondato un gruppo di soggetti che stavano partecipando ad una gara tra due cavalli con calesse, a cui assistevano numerosi soggetti, anche minorenni.

Tutti i 38 astanti sono stati bloccati, identificati, ed in seguito accompagnati in Questura.

I due fantini saranno deferiti alla Procura della Repubblica di Agrigento, per aver violato il divieto di organizzare competizioni tra animali, mentre è al vaglio degli inquirenti la posizione degli spettatori, in ordine al reato di scommesse clandestine.

Sono state sequestrate somme di denaro per oltre 2.500 euro ed anche i due cavalli, che sono stati affidati in giudiziale custodia, in attesa degli esami tossicologici sugli stessi, finalizzati a individuare eventuali tracce di sostanze dopanti.

Per le attività in parola, la Squadra Mobile è stata coadiuvata da personale della Polizia Scientifica, dell’U.P.G.S.P. e della locale Sezione di Polizia Stradale, che hanno rilevato numerose infrazioni al C.d.S. per oltre 3.000 euro.

L’opinione.

Quella delle corse clandestine di cavalli (come anche di lotte tra cani o galli) è notoriamente nell’Isola: un’ignominia di maltrattamento nei confronti degli animali che quando non più idonei finiscono a detta di molti al macello o tritato per altri animali pure erbivori da allevamento; un pericolo per la circolazione di veicoli, ciclisti e pedoni; un’esaltazione sociopatica delle organizzazioni delinquenziali locali e mafiose organizzate che controllano i territori (e a volte, anche spesso, foraggiano con voti e altro la politica dei luoghi e regionale); un delirio di appartenenza criminale dei sociopatici proprietari su questi animali; un pessimo esempio per le nuove generazioni che vedono in questi incivili soggetti e illegali situazioni, un elemento da emulare per il senso di potere e successo anche sociale che apparentemente emanano seppure dietro questa gente c’è risaputamente degrado interiore, etico e violento. Mancano le leggi; manca la giurisprudenza; mancano da anni ministri della Giustizia (qualcuno addirittura aveva il diploma di maturità scientifica) che invece di divagare e depenalizzare, dovevano e dovrebbero proporre ai Governi e Palamento, leggi con sanzioni realmente certe ed efficaci; manca ormai in questa Nazione il senso della prevenzione e organizzazione di una civiltà. E premesso che “le mele marce” ci sono dappertutto (e vanno perseguite senza pietà come e più della criminalità), tuttavia, se non ci fossero ancora delle Forze dell’Ordine che vigilano quotidianamente, fosse stato per gli inconcludenti e trasversali damerini/e della politica degli ultimi decenni, di destra, sinistra, centro e movimento, la criminalità ce la ritroveremmo come la corruzione, dappertutto e moltiplicata più di quanto non lo sia dissimulata dal raffermo quanto ipocrita sistema pubblico-politico e rispettivo seguito mediatico assoldato.

Adduso Sebastiano

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Sebastiano Adduso

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