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Un’orchestra per l’ARS. Un nuovo ente musicale in Sicilia

La proposta di un’orchestra è di Forza Italia e sarebbe sponsorizzata dal Presidente dell’Assemblea regionale siciliana Micciché.

La norma è stata presentata in Commissione Bilancio durante la seduta notturna ed è stata votata e approvata e farà parte di quella Finanziaria “snella” che il Parlamento regionale si appresta a votare, nel tentativo di scongiurare l’esercizio provvisorio che scade domani a mezzanotte. Nelle stesse ore, quindi, in cui si cercano i soldi per ripianare un “buco” di oltre due miliardi, i deputati pensano all’intermezzo musicale.

Quindi un nuovo ente musicale in Sicilia con tanto di poltrone, collegio dei revisori dei conti, soprintendente. Si chiamerà “Orchestra del Mediterraneo” e sarà gestita dalla Fondazione Federico II.

Il fine ufficiale è “valorizzare e rafforzare, attraverso la conoscenza e la diffusione dell’arte musicale e del patrimonio storico relativo, il dialogo interculturale fra i paesi del Mediterraneo, come strumento di pace e di superamento delle differenze“.

Di fatto creazione di alcuni posti di sottogoverno le cui nomine spettano alla politica: “L’ente – dice la proposta – sarà amministrato da un consiglio, composto da tre componenti nominati dal presidente pro tempore della Fondazione Federico II, scelti tra rappresentanti del mondo della cultura e dell’arte con specifiche competenze nell’ambito dell’arte musicale; ci sarà un collegio dei revisori dei conti e un sovrintendente scelto dal Consiglio tra soggetti dotati di comprovata esperienza nell’ambito della gestione ed organizzazione di spettacoli musicali ed eventi simili“.

Per coprire il disavanzo regionale (Regione Siciliana condannata a pagare 2,14 miliardi di euro) i siciliani dovranno pagare (stra)tasse per i prossimi trent’anni. E l’Ars pensa a un ente musicale che “per il perseguimento delle proprie finalità, può ricevere erogazioni provenienti da enti pubblici e privati, nonché partecipare all’assegnazione di risorse regionali ed extraregionali e comunitarie“. Soldi dei cittadini, derivanti da fondi europei, fondi della ex Tabella h, fondi dell’Ars per le attività culturali, come quelli che in ultimo il Consiglio di Presidenza ha deciso di aumentare di 200 mila euro.

L’opinione.

In Italia, volente o nolente, forse si sta prospettando un cambiamento. Ma in Sicilia, dove tutto prima delle elezioni cambia, di fatto poi non muta niente.

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