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Sicilia, Musumeci “Non sono sicuro che le autostrade siciliane siano state collaudate”

“Continuo a sentirmi un commissario straordinario dimezzato”. “Ci sono dei funzionari regionali che si comportano da criminali …”. Lo dice il Governatore della Sicilia.

L’asserzione nel titolo, riportata ieri 12 ottobre da livesicilia, è del Presidente delle Regione Sicilia, Nello Musumeci, la cui Maggioranza di centrodestra governa in atto l’Isola dopo le ultime elezioni del 5 novembre 2017 nelle quali è stata sconfitta la precedente nomenclatura di centrosinistra e il cui presidente regionale era Rosario Crocetta.

“Non sono sicuro che le autostrade siciliane siano state collaudate”. Durante il suo intervento a Panorama d’Italia il governatore Nello Musumeci parla dei problemi delle infrastrutture siciliane fino indicare una situazione paradossale: il dubbio per il presidente della Regione è che chi ha guidato le infrastrutture fino a oggi possa non avere collaudato le opere stradali più rilevanti. “Abbiamo chiesto – ha detto – all’Anas di fare una ricerca su 300 infrastrutture, la maggior parte sono ponti, per sapere se siano veramente in pericolo. Oggi, ho scritto all’Anas e al Cas e ho chiesto di fare in fretta nell’accertamento delle situazioni di pericolo. E paradossalmenteha ammesso Musumeci – ho chiesto di farmi leggere il certificato di collaudo delle autostrade siciliane. Non ho la certezza che tutte le autostrade siciliane siano state collaudate. Se non lo dichiarasse il Governatore siciliano stesso si stenterebbe a crederlo. E se non ci dovessero essere tali collaudi, ci si aspetta almeno che i responsabili vengano arrestati immediatamente e interdetti per sempre dalla Pubblica Amministrazione.

Ma ci sono state altre affermazioni in questi giorni del Governatore della Sicilia che la dicono lunga sull’ingovernabilità di questa Regione, legalmente e non, predata risaputamente da decenni in tutto e da molti appartenenti al generale sistema pubblico-politico nazionale, regionale e comunale.

Ancora ieri, il Presidente Musumeci ha detto, sempre a Palermo alla manifestazione “Panorama d’Italia“:

Ci sono dei funzionari regionali che si comportano da criminali. Io li manderei in galera”. Lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana. “Ho trovato una Regione che lo era soltanto sulla carta intestata – ha aggiunto il governatore – dove non c’è un sistema informatico. Si lavora ancora con il cartaceo. Una pratica può giacere per mesi su un tavolino: un funzionario la può lasciare sulla scrivania senza portarla al collega dello stesso piano. E’ un comportamento da criminali, mentre in Sicilia c’è chi soffre la fame“. “E se ti metti di traverso – ha sottolineato Musumeci – ti arriva subito il sindacato che minaccia lo stato d’agitazione. Ma siccome io sono più agitato di loro, restiamo tutti agitati. Tutti – ha concluso il governatore – devono sapere la condizione in cui ci muoviamo in Sicilia”.

E un giorno prima, l’11 ottobre, sempre l’Ansa rendeva un’altra dichiarazione di Musumeci, stavolta inerente l’eterna emergenza rifiuti.

Continuo a sentirmi un commissario straordinario dimezzato, nessuno dei poteri speciali derogatori al sistema che vige da decenni, è infatti stato conferito al sottoscritto”. E’ l’accusa al governo nazionale che ha lanciato nel pomeriggio il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci nel corso del suo intervento a Sala d’Ercole all’Ars dove ha riferito sull’emergenza rifiuti. Sento dire in giro: il presidente Musumeci è commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Sicilia, niente di più falso. Il presidente – ha sottolineato Musumeci – è commissario soltanto per sei interventi, tutti nella provincia di Palermo e Trapani, con un solo intervento a Casteltermini, in provincia di Agrigento”.

L’opinione.

Due giorni addietro, l’11 ottobre, il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale alcune scuole secondarie di secondo grado, ha detto agli studenti che “C’è un sistema complesso di pesi e contrappesi, come insegna la nostra Costituzione. Perché? Perché – vedete – la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere“.

Tuttavia e con tutto il rispetto dovuto al nostro Presidente della Repubblica, a più modesto avviso di queste pagine, quando i “pesi e contrappesi” divengono un unico ammasso di ipocrisia, ingordigia, misantropia, sprezzo, mercimonio, compiacenza, connivenza e convittualità, insomma quando lo “scimmione intelligente” (così definito l’essere umano da uno scienziato italiano, Edoardo Boncinelli)  delira d’onnipotenza sentendosi ad immagine e somiglianza se non persino analogo ad un Creatore e oltretutto tale sociopatia si diffonde tra gli individui al potere con rispettivi codazzi, anche i “pesi e contrappesi” costituzionali divengono un ulteriore macigno sulle spalle dei concittadini, tanto più se questi ultimi sono anche impotenti e inermi per legge, bisogno, lavoro, sottosviluppo e timore, se non anche paura anche della dilagante e troppo spesso sempre per legge impunita criminalità, sicché domina, specialmente nel sistema pubblico-politico, Stato, Regioni e Comuni, la retorica, l’omertà, l’inerzia, l’accidia, l’arroganza, il nepotismo, la prostituzione, la raccomandazione, la sottomissione, l’assoggettamento, lo sperpero, il clientelismo, il voto di scambio, il favoritismo, l’arraffare, la reciproca generalizzata spartizione, l’opacità, l’intimidazione, la minaccia, l’estorsione fiscale, l’inciucio socio-autoritativo, la corruzione soprattutto pesudo-legalizzata, la scopertura di conto corrente (la cosiddetta tesoreria regionale o comunale, cioè la banca), il debito pubblico, l’anarchia etica, il disfacimento e la delinquenza.

La domanda è pertanto: come uscirne e quale possa essere la civile soluzione ? E nell’immediato, da queste pagine, la risposta continua ad essere: occorre uno shock normativo !

Il nostro Presidente del Consiglio, Giuseppe Conti, che è anche un avvocato, docente e conoscitore del Diritto, nomini una Commissione di giuristi intellettualmente onesti e indipendenti, ognuno rispettivamente specializzato in materia civile, penale, amministrativa, internazionale ed economica. Conceda quindi non più di un anno per rivedere tutta la normativa italiana (remunerando solo a lavoro compiuto e senza accordare altre proroghe). Dopodiché presenti queste modifiche legislative al Parlamento. E con l’attuale Maggioranza coesa, almeno così pare fino ad oggi, questo Governo Nazionale 5stelle-lega, se necessario pure a colpi di “fiducia”, cambi l’Italia !

Diversamente non muterà mai nulla. Ad avviso di queste pagine infatti, è la chiarezza, la leggibilità, l’inequivocabilità, la serietà e la severità di tutte le leggi e non solo degli articoli nella Costituzione, che fa la differenza tra una Nazione e l’altra. Sono esse nel quotidiano che fanno comprendere se in uno Stato regna il principio civile, la cultura e l’intenzione di raggiungere fini ed interessi comuni. Insomma se c’è nella politica e nella società la mentalità dell’onestà, della correttezza, della trasparenza e della legalità. Tutti aspetti che invece in Italia (e specialmente in Sicilia) negli anni si sono di tutta evidenza quasi smarriti.

Alla Sicilia infine, povera Isola in mano da decenni a classi pubblico-politiche di trasversali “saudafossi” (saltimbanchi, uomini e donne), rimane solo la speranza che delle norme nazionali (che in quanto tali sarebbero sovrastanti) possano riportare forzosamente l’incorruttibilità nel sistema pubblico-politico e a cascata in quello sociale, quanto meno per le conseguenze penali e civili, quindi per la reale e certa preoccupazione di vedersi licenziare, interdire dai pubblici uffici e condannare per diversi anni con anche pensanti risarcimenti.

L’immagine è tratta da teleradiosciacca.

Adduso Sebastiano

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