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Governatore Sicilia in calo nel gradimento dei siciliani. La replica di Musumeci

Nello Musumeci, governatore della Sicilia, sarebbe votato dal 27% dei siciliani a fronte del 39,8 per cento con cui fu eletto il 5 novembre del 2017.

E’ uno dei dati di un sondaggio di Keix Data for Knowledge per “La Sicilia” pubblicati stamane sul quotidiano di Catania ad un anno esatto dall’insediamento del governo regionale.

Più impietoso il giudizio sulle politiche del governo: il voto medio è 4: infrastrutture e trasporti 4,34, gestione dei rifiuti 4,24, e turismo 4,22. In fondo alla classifica la lotta alla mafia (3,96) e la spesa dei fondi Ue e l’istruzione e la formazione professionale (3,90)”. Il sondaggio rileva anche come il dato “si ripercuote anche sul giudizio sugli assessori: tutti dietro la lavagna; Pierobon e Turano maglie nere; Razza e Tusa i meno peggio“.

Il quotidiano scrive anche che il 69 per cento dei siciliani boccia anche le opposizioni, di cui insieme viene penalizzato dall’elettorato con un 33% fiducia ed un 31% di gradimento: il 67 non si fida neanche di chi si oppone e Musumeci ed esprime un verdetto negativo su chi dovrebbe rappresentare l’alternativa.

Con una nota sulla propria pagina Fb, il Governatore della Sicilia Musumeci replica: “Stamane è stato diffuso dal quotidiano La Sicilia.it un sondaggio (affidato a chi aveva pronosticato un anno fa la vittoria dei nostri avversari). Non ci meraviglia. Non siamo stati eletti per fare “fuochi d’artificio”, ma per realizzare quello che nessuno aveva fatto prima di noi, in una Regione che detiene il triste primato di essere in coda a tutte le altre. Non esisteva alcuna programmazione nella nostra Isola. Non c’era il Piano dei #rifiuti che adesso è già pronto per essere approvato dalla Giunta. Non c’era l’#AutoritàdiBacino e dopo 29 anni l’abbiamo istituita. Non c’era il Piano sulla #qualitàdellaria e noi l’abbiamo approvato. Non si era riusciti a fare partire la #Formazione e noi l’abbiamo rimessa in campo. Non si erano erogati contributi alle #imprese e solo in queste due settimane la Corte dei Conti ha registrato decreti per oltre cento milioni di euro. Non si rinnovava il contratto del #personale regionale da dieci anni e oggi è pronto per la firma. Non si assumeva #personalemedico, con un pubblico concorso, da molto tempo e oggi sono oltre 500 le posizioni a tempo indeterminato messe a bando. Per non parlare delle oltre tremila procedure di stabilizzazione dei #lavoratori. Potrei continuare e lo farò in settimana quando presenteremo il report sul primo anno di lavoro appena compiuto. Non ci stupisce, quindi, il risultato di un sondaggio molto discutibile, se al momento del nostro insediamento abbiamo detto: lavoriamo in silenzio. Non paga oggi, anche perché abbiamo dovuto dire e continueremo a dire tanti no. Ma pagherà nel futuro. Noi rispondiamo ai siciliani e non vogliamo fare l’errore di chi dedica più tempo a comunicare e quasi nulla a lavorare. Si è visto come è finito… C’è un tempo per ogni cosa. Verrà la stagione del raccolto, oggi è tempo di proseguire a lavorare. È il dovere del silenzio o, se volete, il silenzio del dovere”.

L’immagine in calce è tratta dalla medesima pagina fb di replica del Governatore Musumeci,

Adduso Sebastiano

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