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Da FdI il nuovo assessore siciliano al Turismo con un rinvio a giudizio per truffa aggravata

Intanto il sindaco di Catania Salvo Pogliese e l’ex parlamentare nazionale Basilio Catanoso lasciano Forza Italia e aderiscono a FdI di Giorgia Meloni.

Manlio Messina è il nuovo Assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo. Lo ha nominato, oggi, il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, catanese e di destra.

Laureato in Economia e commercio, 45 anni, già consigliere comunale a Catania, Messina prende il posto di Sandro Pappalardo, dimessosi all’inizio di giugno dopo la nomina nel Consiglio di amministrazione dell’Enit, l’Ente nazionale per il turismo.

Messina è anche coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. Il suo nome era già nell’aria da alcuni giorni visto che anche il predecessore apparteneva a FdI e per riempire la casella era favorito un uomo del partito di Giorgia Meloni.

“Complimenti e auguri di buon lavoro al nostro Manlio Messina, neo assessore al Turismo della Regione Siciliana. Siamo certi che, come ha già sin qui dimostrato grazie al suo impegno in Fratelli d’Italia, la sua esperienza, la sua preparazione e il suo grandissimo attaccamento al territorio saranno un valore aggiunto per il nuovo incarico che avrà l’onere e l’onore di ricoprire”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

Manlio Messina, il nuovo assessore siciliano al turismo è considerato un fedelissimo di Giorgia Meloni. Mentre era consigliere comunale nella città di Catania era stato rinviato a giudizio nel giugno del 2015 per truffa aggravata ai danni dello Stato, che però, non essendo mai stato avviato il giudizio, il reato sta andando in prescrizione. Il procedimento era scaturito dopo due anni di indagini portate avanti dalla Guardia di finanza di Catania. La vicenda riguarda i presunti rimborsi indebiti che Messina avrebbe ricevuto da consigliere comunale tra il 2010 e il 2012, simulando un’assunzione nell’azienda Pri.Bel, attiva nel settore del commercio alimentare. Secondo l’accusa, Messina sarebbe stato assunto dagli amministratori della società a novembre del 2010, dopo l’elezione a consigliere comunale, per ricoprire il ruolo di direttore commerciale. Un rapporto che però sarebbe stato fittizio e funzionale a ricevere i rimborsi che la legge concede al datore di lavoro per gli impegni istituzionali del suo dipendente. Per gli investigatori la società Pri.Bel e Messina avrebbero ricevuto illecitamente 30mila euro dal Comune di Catania. Nel marzo del 2014 era scattato pure un sequestro di beni per 45mila euro.

Il processo era iniziato a marzo del 2016, ma si è andati avanti di rinvio in rinvio senza arrivare alla vera fase dibattimentale. Alla base del ritardo, guarda caso, anche ripetuti difetti di notifica degli atti all’imputato. Così, da marzo 2016 la prima udienza è stata rinviata di un anno. Mentre l’ultima si è svolta a dicembre del 2018, quando l’ennesimo rinvio ha fissato la prossima udienza a novembre 2019. Cioè ben oltre i termini della prescrizione, fissato in sette anni. Il termine ultimo, in questo caso, è agosto 2019. «Più di attendere non potevo fare – spiega a MeridioNews Messina che si è sempre detto innocente e pronto a dimostrare di aver lavorato veramente nell’azienda Pri.Bel

“Sicuramente questi ritardi non sono addebitali a me o al mio avvocato” ha dichiarato Manlio Messina.

Nel frattempo il sindaco di Catania Salvo Pogliese e l’ex parlamentare nazionale Basilio Catanoso, recentemente fuorusciti da Forza Italia, aderiscono entrambi a Fratelli d’Italia. Dopo aver lasciato Forza Italia nelle scorse settimane per evidenti diversità di vedute con la linea seguita dagli azzurri in Sicilia, guidati da Gianfranco Micciché, si sarebbe dunque sciolto il nodo in merito alla “scelta” tra la Lega di Matteo Salvini ed il partito di Giorgia Meloni da parte di Pogliese e Catanoso. La decisione sarebbe così maturata al termine di una riunione a porte chiuse, alla presenza di un centinaio fra dirigenti di Muovititalia, consiglieri comunali, dirigenti giovanili, consiglieri di municipalità e dei comuni del catanese.

In copertina il palazzo dell’assessorato regionale siciliano al turismo di Via Emanuele Notarbartolo n. 12 a Palermo.

L’opinione.

In Sicilia non esiste più un crepuscolo ufficioso di etica e deontologia. Quello decennale ufficiale è risaputamente vissuto nelle ipocrisie di retorici, gonfiati, cantastorie e menestrelli. Poi si pretende che i nostri ragazzi possano essere diversi dagli esempi culturalmente corrotti che gli adulti e specialmente nelle Istituzioni, continuiamo a dare e veicolare, aggravati pure da certi media allineati e asserviti al decomposto sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico. La mafia è complementare a quest’ultimo. Come se ne esce ?

Adduso Sebastiano

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