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Un amico mi domanda: perché secondo te l’economia siciliana è così depressa ?

Un amico, dopo il passaggio dei carri di carnevale, improvvisamente mi domanda come mai l’economia siciliana è di tutta evidenza sempre più depressa.

Mi aggiunge che tutto questo generalizzato mascherarsi, saltare, cantare, ballare e gridare, giova solo a non pensarci e specialmente a non fare vedere che non ci sono più soldi che girano, che c’è una disoccupazione impressionante, che il mercato in generale, immobiliare e commerciale, è in caduta libera, che ormai un’attività imprenditoriale apre e due chiudono, che stiamo rimanendo una regione di vecchi poiché i giovani che non hanno padrini nella politica o non ne vogliono avere, oppure non si allineano a qualche sistema o logge, confraternite, cosche o non appartengono a famiglie oppure parentele influenti o benestanti, di fatto non hanno in genere alcun sbocco e quindi emigrano.

Dopo esserci allontanati dal suono battente degli amplificatori, gli ho risposto che, a mio parere, i soldi sono rimasti solo al sistema pubblico-politico e alla criminalità organizzata.

Il primo, il trasversale sistema pubblico-politico, i soldi, mediante le proprie norme statuite per se medesimo, li estorce fiscalmente al cittadino in regola, quello produttivo, lavoratore, privato e operoso, non di certo agli evasori che, guarda caso, sono spesso addirittura sconosciuti al fisco, pertanto il contribuente in regola si impoverisce sempre più, investendo sempre meno.

I secondi, i delinquenti e i mafiosi, si sono arricchiti e tutt’ora sempre più, con i proventi specialmente della droga a tappeto, del pizzo, della diffusa prostituzione e delle truffe e appalti nei finanziamenti pubblici, ma siccome stanno, finalmente, subendo i contraccolpi pesanti dei sequestri patrimoniali da parte dell’Autorità giudiziaria, a loro volta non riciclano più nell’economia reale siciliana come facevano prima, che detto in gergo significa, non lavano più i soldi dei traffici illegali nella società, come in passato.

Mi chiede ancora il mio amico: la via d’uscita ? Gli rispondo che comunque “il pesce puzza sempre dalla testa” che così produce “vermi” (corrotti) infettando tutto il rimanente corpo, ovverosia la società.

E in Italia e soprattutto in Sicilia, lo Stato, Regioni, Enti, partecipate, Istituzioni, Comuni, corporazioni, categorie, associazioni, cosiddetta società civile, ecc. sono in buona parte e risaputamente traviati (anche per motivi storici che sarebbero accaduti durante la seconda guerra mondiale, almeno secondo certe fonti, ma di questo ne parleremo un’altra volta), sicché negli anni hanno inquinato molta società isolana, oltre che esserne dirompenti cattivi esempi per ogni nuova generazione. E la restante maggioranza (o forse minoranza) pubblico-politica seppure sana, è palesemente omertosa per opportunismo o timore, quindi implicitamente complice e connivente.

La possibile soluzione, come scrivo da anni, potrebbe essere la revisione da parte del Governo centrale di tutte le leggi penali, civili e amministrative degli ultimi cinquant’anni che, ritengo, siano state e tutt’oggi, almeno fino adesso, chiaramente corrotte all’origine da fior fiori di assoldati giuristi e propugnate da Governi e rispettive Maggioranze parlamentari interiormente ipocrite. Quindi riproporre le norme in modo chiaro, serio, comprensibile, trasparente, efficace e severissimo, per tutti, nessuno escluso, dallo scranno più alto all’ultimo sgabello. A mio avviso è l’unica soluzione nel breve e medio periodo.

Contemporaneamente istituire in modo inderogabile una decennale revisione attitudinale e psicologica in tutto il sistema, medio e alto, pubblico-politico-giuridico-burocratico, nessuno indenne, tranne per chi è eletto dai cittadini che se ne assumono democraticamente l’onore e l’onere, dunque solo per chiunque è assunto, ha incarichi, nomine ed è concessionario.

Infine rifondare la scuola dell’obbligo in senso moderno e aggiungendo, non affiancando, l’insegnamento generale del diritto, psicologia, medicina, tecnologia, economia e diffondendo la scienza moderna, ma il tutto con professori laureati nello specifico e non invece presi da altre materie o surrogati, così da formare nuove generazioni al passo con il tempo attuale e che di certo, almeno spero, influenzeranno noi adulti che siamo rimasti mentalmente ai tempi di quando il sole girava intorno alla Terra.

Ma continua il mio amico a chiedermi, con un po’ di sorridente ironia, se penso che si possa mai fare una cosa del genere in Italia e specialmente in Sicilia. Gli rispondo che ci spero, per noi tutti, principalmente per i nostri ragazzi e per questa Nazione e Regione. Anche se, devo ammettere che in tal senso non vedo ancora alcun mutamento concreto all’orizzonte, salvo la legge “spazzacorrotti”, tanto che temo, come ormai da anni, stiamo continuando ad andare verso una soglia socio-civile di non ritorno, di cui però nessuno, suppongo, possa tuttavia realisticamente sapere cosa ci aspetti dopo.

Adduso Sebastiano

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