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Reddito di Cittadinanza, già 806 mila le domande. Il caso di una donna e suo figlio nel messinese jonico

Sono già 806.878 le domande di Reddito di Cittadinanza arrivate all’Inps che le ha caricate sulla propria piattaforma con una prevalenza di donne (54%).

È partita la seconda finestra per fare domanda per il Reddito di Cittadinanza – dopo l’aggiornamento dei moduli da parte dell’Inps – e il Ministero del Lavoro fa un bilancio di come sono andate fino ad ora le richieste del beneficio, in quello che è stato di fatto il primo mese di via alle domande.

Secondo i dati del dicastero, infatti, a ieri (7 aprile) risultavano 806.878 le domande caricate dall’Inps, con una leggera prevalenza da parte delle donne: 433.270 (54%) contro 373.608 uomini (46%).

Le domande sono arrivate soprattutto da Campania (137.000) e Sicilia (128.000), che insieme raggiungono il 32% del totale e riguardano per lo più le donne (54%). Al terzo posto il Lazio con 73.861 domande al quarto la Puglia con 71.535, al quinto posto la Lombardia con 71.310 e all’ultimo posto la Valle D’Aosta con 1.031 domande.

La percentuale maggiore è nella fascia d’età tra 45 e 67 anni con poco più del 61%, seguiti da coloro che hanno un’età compresa tra i 25 e i 40 anni, con poco meno del 23%. Sono poco più del 3% le domande di chi ha meno di 25 anni.

Le domande di reddito di cittadinanza arrivate da Napoli sono state oltre 78.000, più di quelle arrivate dall’intera Lombardia (71.310). Napoli è seguita da Roma che raccoglie 50.840 domande mentre all’ultimo posto si colloca Bolzano con 356 domande.

«I numeri – spiega il Ministero – racchiudono sia le domande online, sia quelle pervenute agli uffici postali, sia quelle raccolte dai Caf». Più del 72% ha scelto di recarsi ai Centri di assistenza fiscale (584.233 cittadini) che garantivano anche una consulenza sulla domanda), mentre il restante 28% (222.645 cittadini) ha scelto Poste Italiane che si limitava a ricevere il modulo.

È significativo il dato che vede le donne fare soprattutto la richiesta di Reddito di Cittadinanza. E c’è una storia di qualche giorno addietro che è eloquente di queste difficoltà e allo stesso tempo speranza che può dare questo aiuto a coloro che sono in difficoltà tra cui anche molte donne.

Qualche giorno addietro un giornale online del messinese pubblicava la vicenda di una donna con figlio che era stata sfrattata e non avendo neanche un lavoro era stata ospitata momentaneamente in una struttura comunale per anziani.

Siamo a Sant’Alessio Siculo (ME), bel paesino sulla costa jonica del messinese e nota località turistico-balneare.  Scrive il giornalista che una locale signora anziana e il figlio, in condizioni di indigenza tali da non potersi permettere di prendere in affitto un alloggio, dopo essere stati sfrattati da un’abitazione del paese in quanto non riuscivano a pagare la pigione, da circa un anno erano stati collocati dall’Amministrazione in delle stanze al terzo piano di in una struttura comunale per anziani, che da allora, come dire, era divenuta la loro casa. Da gennaio 2019, poiché la cooperativa che gestiva l’immobile aveva rinunciato all’appalto, era stata interrotta alla struttura la fornitura di energia elettrica e pertanto non era disponibile neanche l’acqua calda. La situazione è andata avanti per questi tre mesi fino a quando non è divenuta di dominio pubblico.

“Da due mesi siamo senza elettricità, la caldaia quindi è ferma e ci arrangiamo come possiamo – ha dichiarato il figlio – non abbiamo entrate e il Reddito di Cittadinanza si sta avviando solo adesso”.

L’Amministrazione comunale di Sant’Alessio Siculo, che non sarebbe stata a conoscenza dell’interruzione della corrente, si è immediatamente attivata.

“Abbiano intenzione di destinare a questo nucleo familiare l’alloggio esistente sulla Statale 114 confiscato alla criminalità, di cui siamo entrati in possesso di recente – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali– bisogna effettuare dei lavori di manutenzione e arredarlo per renderlo abitabile. Interventi che speriamo possano essere attuati al più presto. Nell’attesa il Comune potrebbe trovare una soluzione per riattivare l’energia elettrica nella struttura comunale precedente, magari con una fornitura anche minima giusto per garantire l’alimentazione all’alloggio”.

Come si può costatare, l’insieme di sensibilizzazione mediatica e amministrativa, con il Reddito di Cittadinanza e al contempo il sequestro di immobile alla mafia per essere destinate a necessità sociali, può aiutare ad affrontare condizioni difficile disagio, difficoltà e incertezza persino dell’esistenza, che altrimenti, forse, sarebbero state lasciate al loro destino.

Questa è l’Italia e la Sicilia che si vorrebbe.

Adduso Sebastiano

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