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Isole - cronaca

Protesta a Catania di circa 200 tra agricoltori e allevatori contro il prezzo basso del latte e dell’ortofrutta

Simbolicamente i partecipanti alla protesta hanno poi gettato in mare “un pupazzo politico italiano” che “si sta comportando come un fantoccio”.

Come da qualche mese accaduto in Sardegna, anche in Sicilia scendono in piazza allevatori e agricoltori ormai quasi impossibilitati a gestire economicamente le loro aziende.

Circa duecento persone infatti, tra agricoltori e allevatori, hanno partecipato al porto di Catania alla protesta contro il basso prezzo alla fonte di latte e dei prodotti agricoli che, spiegano i promotori dell’iniziativa, ‘”non bastano neppure a coprire i costi“.

Come gesto simbolico hanno lanciato in mare “un pupazzo politico italiano” che, sostengono, “si sta comportando come un fantoccio che ubbidisce alle multinazionali“.

Infatti – aggiungono – noi siamo invasi da prodotti che arrivano dall’estero a bassissimi costi a causa di accordi siglati dai nostri politici. Quindi abbiamo realizzato questo ‘bel fantoccio’ che rappresenta i politici attuali e quelli precedenti, e invece di gettare latte a terra buttiamo lui a mare“.

Il lancio del fantoccio è stato accompagnato da applausi e dallo slogan “a mare, a mare…” scandito ripetutamente a voce alta.

L’opinione.

Gli annosi politici dei partiti di sempre hanno usato nel tempo gli allevatori e gli agricoltori (e non solo queste categorie) come bacini di voti senza mai prestare le dovute attenzioni economiche, sicché e a detta di molti, l’Isola è andata progressivamente svuotandosi di queste attività (e non solo di queste) poiché il guadagno finiva con il non ripagare neppure i costi. La retorica giustificazione dei nostri trasversali politici, regionali e nazionali, è stata negli ultimi decenni che le cause sono dovute alle leggi europee, come se su quegli scranni non si sedessero anche degli strapagati nostrani rappresentanti, colleghi dei medesimi partiti italiani. Ora la situazione in Sicilia è arrivata al pettine, analogamente a quella verificatasi qualche mese addietro in Sardegna. Un po’ di colpe tuttavia sono anche degli agricoltori e allevatori italiani, come pure di tante altre simili categorie produttive, lavoratrici, private e operose, che evidentemente, per opportunismo (clientelismo e voto di scambio) danno ancora credito elettorale a coloro che di fatto e sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, pensando solo a se stessi, la propria cerchia, codazzi e compari, hanno portato nel tempo la Nazione e la Sicilia ai bordi di un precipizio socio-economico. Da queste pagine tutta la solidarietà a i nostri conterranei agricoltori e allevatori.

Nell’immagine di copertina il momento in cui il fantoccio con la testa fasciata di bianco viene allegoricamente scaraventato nelle acque del porto di Catania.

Adduso Sebastiano

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