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Megafono Della Corruzione
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Il Megafono Della Corruzione (Lo Piano-Saint Red)

Rosario Crocetta, due ex assessori dei suoi governi, Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, sono tre degli otto nuovi indagati dell’inchiesta su Antonello Montante, arrestato con l’accusa di avere creato una rete di ‘talpe’ tra investigatori e 007, un vero e proprio megafono della corruzione.

I tre, avrebbero consentito all’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, di controllare la giunta regionale; Rosario Crocetta avrebbe accettato un milione di euro, in quote da 200 mila ciascuno, da Montante e dagli altri imprenditori nisseni Carmelo Turco, Rosario Amarù e Totò Navarra e dall’attuale presidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro.

Così sarebbe stata finanziata la sua campagna elettorale del Megafono, culminata, nel 2012, nella sua elezione alla presidenza della Regione.

Sotto la lente d’ingrandimento della Magistratura, anche il successore dello stesso Montante al vertice di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro.

Le accuse formulate dalla Procura delle Repubblica di Caltanissetta per tutti gli indagati, sono pesanti come macigni :

  1. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione.
  2. Abuso d’ufficio.
  3. Finanziamento illecito dei partiti.

Sotto indagine pure il presidente dell’Istituto regionale per le attivita’ produttive (Irsap), Maria Grazia Brandara, e gli imprenditori di Caltanissetta Carmelo Turco, Rosario Amaru’, Toto’ Navarra.

Emerge dal nuovo filone di inchiesta della procura di Caltanissetta collegato al troncone che ha portato nei giorni scorsi all’arresto di Montante e di un manipolo di investigatori, con l’accusa di avere creato una rete di ‘spionaggio’ su indagini che riguardavano l’imprenditore.

Crocetta, Vancheri e Mariella Lo Bello sono tre degli otto nuovi indagati dell’inchiesta, insieme a Catanzaro. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso d’ufficio e al finanziamento illecito dei partiti.

L’inchiesta si e’ allargata a macchia dolio, nel pentolone bollente della Procura nissena, potrebbero finirci altri illustri “paladini” della Giustizia, non ci resta che attendere.

Lo Piano-Saint Red

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