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Legambiente-Taormina denuncia il rischio del depuratore fognario adiacente il fiume Alcantara

Un argine è crollato da tempo e il progetto per ricostruirlo non sarà ultimato prima della fine del 2019.

In caso di alluvione il rischio di danni ambientali sarebbe alto, poiché il depuratore consortile di contrada Pietre Nere a Giardini Naxos, struttura costruita circa dieci anni addietro, fiancheggia la sponda sinistra dell’Alcantara in prossimità della foce, sicché nel caso l’impianto fosse inondato dalle acque, tanto più che un muro perimetrale al fiume ha ceduto, i liquami si riverserebbero subito in mare causando un gravissimo danno ambientale nonché economico al territoriale noto turismo.

Legambiente, circolo di Taormina-Valle Alcantara, di cui è presidente Annamaria Noessing, evidenzia quindi il rischio idraulico dell’ubicazione del locale depuratore fognario.

Scrive al riguardo F. Camardi, del direttivo di Lega Ambiente-Taormina che: “… LEGAMBIENTE, circolo di Taormina / Valle Alcantara, consapevole del rischio idraulico connesso all’ubicazione del locale DEPURATORE FOGNARIO “all’interno dell’area di sedime dell’Alcantara e dell’ostacolo che lo stesso costituisce per il deflusso delle sue acque” (nota 22 Dic.  2016, Prot. 243189 dell’ingegnere Capo del Genio Civile di Messina), si è ripetutamente spesa nel responsabile tentativo di dare, nell’immediato, il giusto rilievo alla reclamata protezione dell’IMPIANTO FOGNARIO … ha invano richiesto la contemporanea doverosa attenzione per il sopra cennato vizio strutturale d’origine dell’impianto, attenzione che doveva portare a pianificare quella <<delocalizzazione dello IMPIANTO FOGNARIO>> ripetutamente sollecitata dal citato ufficio del Genio Civile di Messina … i soci di LEGAMBIENTE a luglio scorso sono andati a visitare l’impianto di contrada Pietrenere e prendendo accurata nota di disattenzioni e abusi di cui subito dopo hanno riferito, presente il dirigente regionale Gianfranco Zanna, nei locali del Parco Archeologico di Taormina-Naxos. E sempre LEGAMBIENTE ha impegnato la penna del suo presidente nazionale Ciafani e del citato Zanna, come di Anna Noessing Presidente del Circolo locale, tutti intervenuti a supporto delle ragioni del fiume, da conciliare con quelle del DEPURATORE FOGNARIO … Francesco Camardi”.

Nel 2017 il dirigente del Dipartimento regionale della Protezione civile, Calogero Foti, aveva firmato la disposizione che approvava la concessione del finanziamento da 730mila euro per la realizzazione degli interventi di risagomatura degli argini del fiume Alcantara per la messa in sicurezza dell’impianto di depurazione in relazione alla dinamica geomorfologica fluviale, grazie alle risorse stanziate dal Governo nazionale e inserite nell’Ordinanza dell’1 giugno scorso emanata dalla Protezione civile regionale per i primi interventi urgenti conseguenti agli eccezionali eventi meteorologici del 19 novembre 2016, che hanno provocato danni anche all’impianto di trattamento dei reflui fognari provenienti dai comuni di Taormina, Giardini, Castelmola e Letojanni. Foti aveva dato il via libera al progetto esecutivo che prevede una spesa di 550mila per lavori e 180mila per somme a disposizione. I lavori riguardavano la sistemazione degli argini dell’Alcantara e in particolare di quelli a ridosso del depuratore, dove nel gennaio del 2017 il fiume esondò raggiungendo gli impianti e danneggiando il muro perimetrale in cemento armato, in parte ceduto in quanto le acque hanno eroso le fondamenta.

Forse c’è stato il via, ma di tutta evidenza la “macchina” politico-burocratica si sarà allagata.

L’immagine è tratta dalla pagina Fb di F. Camardi.

Adduso Sebastiano

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