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manutenzione e segnaletica adeguata
Isole - cronaca

Le strade statali 185, 116 e 289 mancherebbero di manutenzione e segnaletica adeguata

Le strade statali 185, 116 e 289 limitrofe alla parte orientale e settentrionale dell’Etna, collegano lo Jonio al Tirreno e le province di Catania e Messina.

La Portella Mandrazzi (1.125 m) è un passo appartenente alla catena dei Monti Peloritani ed è da considerarsi l’ultimo punto dei Monti Peloritani, poiché subito dopo, inizia la catena dei Monti Nebrodi. Il passo è interamente nel Comune di Francavilla di Sicilia. È attraversato dalla Strada statale 185 di Sella Mandrazzi che da San Biagio (nel comune di Terme Vigliatore) va a Giardini Naxos, mettendo così in comunicazione il versante est (mar Ionio) con il versante nord (mar Tirreno) della città metropolitana di Messina.

La strada statale 116 Randazzo-Capo d’Orlando si sviluppa in Sicilia e collega il versante settentrionale dell’Etna con la costa tirrenica del Messinese, attraverso i monti Nebrodi. Percorre le città metropolitane di Catania e Messina. Ha inizio dalla strada statale 120 dell’Etna e delle Madonie nell’abitato di Randazzo (754 metri s.l.m.). Da qui, dopo aver varcato il fiume Alcantara la strada sale con ampi tornanti attraverso brulli pascoli fino a Santa Domenica Vittoria (1027 metri s.l.m.) attraverso un percorso realizzato dopo un evento franoso che nel marzo 1996 aveva distrutto parte del tracciato. Da Santa Domenica Vittoria la strada raggiunge la portella dello Zoppo e da qui a Floresta (1275 metri s.l.m.) costeggiando il limite orientale del parco dei Nebrodi attraverso boschi alternati a pascoli. Il tracciato poi scende verso Ucria (710 metri s.l.m.) e da qui prosegue in quota, attraversando aree boschive, lungo il lato sinistro della valle della Fiumara di Naso, verso Castell’Umberto (660 metri s.l.m.) e Naso (497 metri s.l.m.). Da Naso si raggiunge in 11,5 chilometri la strada statale 113 Settentrionale Sicula e l’abitato di Capo d’Orlando, sul livello del mar Tirreno.

La strada statale 289 di Cesarò attraversa il Parco dei Nebrodi. Ha origine tra Acquedolci e Sant’Agata di Militello sul Tirreno, distaccandosi dalla strada statale 113 Settentrionale Sicula. Puntando in direzione sud, raggiunge San Fratello per poi addentrarsi nel territorio dei monti Nebrodi, attraversando il passo dei Tre Re (782 m s.l.m.) e la Portella Femmina Morta (1.524 m s.l.m.), dove si innesta la strada di collegamento tra la statale e Monte Soro. Il tracciato prosegue verso Cesarò, per innestarsi infine sulla strada statale 120 dell’Etna e delle Madonie poco oltre il centro abitato.

Tuttavia, dette Strade statali, 185, 116 e 289, sarebbero carenti nella segnaletica poiché non adeguata per potere guidare in sicurezza quando c’è neve, nebbia fitta, pioggia, ed oscurità notturna. Si tratta tra l’altro di tracciati che corrono anche a circa 1.200 metri di altitudine sul livello del mare, pertanto in inverno soggette a tempeste invernali con la presenza di piogge, neve e nebbia spesso fittissima, nonché vento, che costituiscono una miscela ad alto rischio per motociclisti, automobilisti e camionisti.

Sulla questione un cittadino di Taormina, Guglielmo Trusso, nonché attivista dei cinquestelle, qualche giorno addietro ha inviato una segnalazione in merito a quanto sopra al Prefetto di Messina, al Comandante Carabinieri della caserma di Randazzo, al Comandante della caserma di Cesarò, al Comandante della caserma di Ucria, al Comandante della caserma di Santa Domenica Vittoria e all’A.N.A.S. servizioclienti@stradeanas.it.

Il Trusso ha inoltre evidenziato che non solo, la segnaletica orizzontale fatta meno di 8 (otto) mesi addietro, in diversi punti sarebbe sparita come borotalco spazzato dal vento, ma vi sono lungo la Strada Statale in causa pure canali di scolo laterali pieni di terra ed erbacce, che invece di raccogliere le acque meteoriche e convogliarle nei tombini, li canalizzano sulla carreggiata. Ci sarebbero altresì piccoli smottamenti che ostruiscono il deflusso dell’acqua che restano li per anni.

Tutto questo – segnala il cittadino taorminese – testimonia uno stato di abbandono della manutenzione ordinaria di 20 / 30 anni, mettendo ad alto rischio l’incolumità degli automobilisti, e dei centauri. Ovviamente ci si aspetta che chi di competenza vi provveda con sollecitudine.

Adduso Sebastiano

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Sebastiano Adduso

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