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Isole - cronaca

La tesi degli inquirenti sulla morte del piccolo Joele e della mamma Viviana

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Le indagini in corso e gli accertamenti della Polizia scientifica sul dramma a Caronia (ME)  fanno propendere soprattutto per una tesi.

La tesi principale e è che non sarebbe stata una caduta accidentale dal traliccio a Caronia (ME). Bensì un salto di chi vuole suicidarsi. Non sarebbe quindi stato neanche il tentativo finito male di salire sul traliccio per cercare il figlio disperso.

Dalle prime perizie effettuate dalla Polizia scientifica e da quelli sui tessuti organici si conferma tra gli inquirenti l’omicidio-suicidio. La mamma Viviana Parisi avrebbe ucciso il piccolo Gioele di 4 anni e poi sarebbe salita sul traliccio dell’Enel dal quale è buttata da un’altezza di circa 15 metri circa come tuffandosi come da un trampolino.

Il cadavere di Viviana Parisi infatti era a 3 metri di distanza, riverso di lato, diversamente il corpo si sarebbe dovuto trovare quasi ai piedi del pilone. E non sarebbe mai stato spostato da punto esatto del ritrovamento. Gli esami sui tessuti organici della donna hanno confermato questa ipotesi accertando la «consistenza dei tessuti, che varia con l’impatto». Nella caduta la dj aveva perso la scarpa che si era slacciata per effetto dell’impatto sul terreno, spiegano gli inquirenti.

Gli accertamenti degli investigatori escludono pertanto una caduta accidentale. Non ci sarebbero stati dunque animali sotto al traliccio da cui scappare e non c’era un bambino da cercare dall’alto. Viviana Parisi non sarebbe scivolata. Non è quella la posizione di chi cade. Sarebbe stato, invece, il gesto volontario di una madre disperata.

La morte del piccolo Joele ancora si deve accertare. L’autopsia sui resti del bambino si svolgerà il prossimo martedì al Policlinico di Messina. Si dovrà accertare se il corpo del bimbo, trovato a 700 metri di distanza dal luogo in cui è stata trovata morta la mamma, possa essere stato trascinato fin lì da animali selvatici, si ipotizza da suini neri inselvatichiti o da cani randagi.

La Procura di Patti attraverso il Procuratore capo, Angelo Cavallo, come sempre dichiarato da quest’ultimo, è aperta a tutte le ipotesi e in particolare: all’omicidio-suicidio o all’aggressione da parte di animali.

La prima pista più battuta si basa sulle fragili condizioni psichiche della donna (i medici le avevano diagnosticato una psicosi con crisi mistiche e manie di persecuzione), che dopo l’incidente in galleria ha inspiegabilmente abbandonato l’auto e si è inoltrata nella campagna.

La seconda ipotesi è quella dell’aggressione da parte di animali selvatici. Valutazione che trova d’accordo anche i familiari che, sostengono, la madre non avrebbe mai fatto male al figlio. L’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia Mondello ha spiegato che entrambi, madre e figlio, potrebbero esser morti in due momenti e in due luoghi distinti, ovverosia la madre aveva perso Giole per un attimo ed era salita sul pilone per tentare di avvistarlo, cadendo giù accidentalmente. È probabile dopo che il bimbo rimasto solo sia caduto da qualche altra parte e successivamente sia stato assalito dagli animali.

Del caso ci eravamo occupati solo all’inizio di questa tragedia, dando la notizia della scomparsa della mamma con il suo bimbo “4 Agosto 2020 Mamma con figlio di 4 anni scomparsa dopo un incidente con l’auto”.

Adduso Sebastiano

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