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Indagato ex sindaco di Licata per avere chiesto lavoro per i figli del boss

L’ex sindaco di Licata è indagato per favoreggiamento personale, con l’aggravante dell’avere agevolato la mafia. Resta in carcere il farmacista.

L’ex sindaco di Licata (Ag), Angelo Graci, è indagato per favoreggiamento personale, con l’aggravante dell’avere agevolato la mafia, nell’ambito dell’inchiesta “Halycon” che ha portato in carcere altre 6 persone accusate di avere gestito la famiglia mafiosa di Licata intrecciando anche rapporti con la politica cittadina e regionale.

L’ex sindaco, il 13 aprile del 2017, è stato intercettato nell’ovile di un altro presunto affiliato, Giacomo Casa, e nella conversazione – ipotizzano i Pm della Dda di Palermo – rivendica di avere fatto da tramite nei confronti dell’attuale deputato regionale Carmelo Pullara (Popolari e autonomisti) per trovare una sistemazione lavorativa ai figli di Casa. Graci, nei giorni scorsi, è stato interrogato dal Procuratore aggiunto di Palermo, Paolo Guido. L’ex amministratore, difeso dagli avvocati Gianfranco Pilato e Giuseppe Glicerio, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Intanto è stato respinto il ricorso del farmacista Angelo Lauria, 45 anni, nipote del “professore” Giovanni Lauria, figura centrale dell’inchiesta “Halycon” che nel mese scorso ha portato all’arresto di sette persone e svelando gli intrecci licatesi tra mafia, imprenditoria, politica e massoneria, resterà in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Palermo che ha esaminato il ricorso del professionista presentato dal suo legale di fiducia, avvocato Giuseppe Di Peri. I provvedimenti di fermo della Dda poi confermati dal Gip del Tribunale di Palermo hanno riguardato oltre il farmacista, Giovanni Lauria, 79 anni, detto “il professore”, Vito Lauria, 49 anni, (figlio di Giovanni), Giacomo Casa, 64, Giovanni Mugnos, 53, Raimondo Semprevivo, 47, Lucio Lutri, 60 anni.

Ci si era in precedenza occupati dell’inchiesta Halycon con gli articoli “Licata (AG) arrestati un consigliere comunale e dei boss mafiosi” e “Massoneria e mafia, operazione dei Carabinieri di Agrigento tra Licata e Palermo. I Carabinieri del nucleo Ros di Palermo, nell’ambito appunto dell’operazione denominata “Halycon”, avevano tratto in arresto sette persone tra il capoluogo e Licata.

Tra gli indagati erano finiti anche due “maestri venerabili” di altrettante logge massoniche siciliane. Si trattava di Lucio Lutri, funzionario regionale 50enne, a capo dell’officina massonica denominata “Pensiero e Azione”, e Vito Lauria, quest’ultimo numero uno della loggia “Arnaldo da Brescia”.

Proprio uno degli indagati, Giacomo Casa, si sarebbe rivolto al venerabile Lutri in modo che quest’ultimo potesse intervenire presso alcuni Magistrati che si sarebbero occupati del sequestro subito dall’imprenditore Angelo Stracuzzi a cui erano stati confiscati i beni in forza del decreto della Corte di Appello di Palermo del 26 marzo 2014, che che confermava il decreto della sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento del 2011″.

Stracuzzi ha subito la confisca definitiva di beni (cinque aziende di produzione di calcestruzzo, quote di partecipazione in un’impresa edile e una di ristorazione, due appartamenti e sei fabbricati rurali a Licata, due auto e terreni per 54 ettari) per un valore stimato di circa 20 milioni di euro. La cosca, secondo quanto ipotizza la nuova inchiesta, si sarebbe attivata, evidentemente senza riuscirci, per aggiustare il procedimento di prevenzione”.

Adduso Sebastiano

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