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Messina, 28 condanne per bilanci comunali fallaci

Condannato anche l’ex sindaco per i bilanci comunali a Messina che tra il 2009 e il 2012 furono mendaci per evitare il dissesto economico.

Ventotto condanne e sei prescrizioni. Si è concluso ieri sera il processo sui bilanci del Comune di Messina tra il 2009 ed il 2011 che, secondo la Procura, furono fallaci. Il processo era nei confronti di ex amministratori, funzionari comunali in carica in quel periodo e membri della giunta comunale dell’epoca che, a vario titolo, si sono occupati dei documenti contabili.

La sentenza è stata emessa dopo una lunga Camera di consiglio durata undici ore, dai giudici della Prima sezione penale, in composizione collegiale, composta da Silvana Grasso, Letteria Silipigni e Giovanni Albanese. Sono state inflitte 28 condanne e nessuna assoluzione. L’ex sindaco di Messina Peppino Buzzanca (ex coordinatore di Alleanza Nazionale, ex Presidente della Provincia di Messina della coalizione di centro-destra, ex deputato all’Assemblea regionale siciliana nella lista del Popolo della Libertà) è stato condannato a un anno e cinque mesi. Tre le tipologie di condanne, un gruppo di imputati è stato condannato a un anno e cinque mesi, un altro a un anno e un mese e il terzo a un anno e tre mesi. Nei confronti di circa una decina di imputati è stata dichiarata la prescrizione totale e molti di loro escono completamente dal processo.

Questa la sentenza: Francesco Aiello (1 anno e 5 mesi di reclusione), il segretario comunale Santi Alligo (1 anno e 1 mese), Antonio Amato (1 anno e 5 mesi), Roberto Aricò (1 anno e 3 mesi), Attilio Camaioni (1 anno e 5 mesi), il ragioniere generale Ferdinando Coglitore (1 anno e 5 mesi), Giovanni Di Leo (1 anno 1 mese), Domenico Donato (1 anno e 3 mesi), Carmelo Famà (1 anno e 1 mese), Carmelo Giardina (1 anno e 1 mese), Diane Litrico (prescrizione), Domenico Manna (1 anno e 1 mese), Giuseppe Mauro (prescrizione), Giuseppe Puglisi (1 anno e  5 mesi), Vincenzo Schiera (1 anno e 5 mesi), Dario Zaccone (1 anno e 1 mese), Domenico Maesano (1 anno e 5 mesi), Giancarlo Panzera (1 anno e 1 mese), Filippo Ribaudo (prescrizione). E poi anche l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca (1 anno e 5 mesi) e i componenti della sua allora Giunta Pinella Aliberti (prescrizione), Elvira Amata (1 anno 1 mese), Melino Capone (1 anno e 5 mesi), Dario Caroniti (1 anno e 5 mesi), Giuseppe Corvaja (1 anno e 3 mesi), Pippo Isgrò (1 anno e 3 mesi), Salvatore Magazzù (1 anno e 1 mese), Orazio Miloro (1 anno e 5 mesi), Franco Mondello (1 anno e 1 mese), Giorgio Muscolino (1 anno e 1 mese), Giuseppe Rao (prescrizione), Carmelo Santalco (1 anno e 3 mesi), Gianfranco Scoglio (prescrizione), Roberto Sparso (1 anno e  5 mesi). Pena sospesa per Aiello, Amato, Camaioni, Capone, Caroniti, Coglitore, Maesano, Miloro, Puglisi, Schiera, Sparso, Alligo, Magazzu’, Manna, Mondello, Amata, Famà, Di Leo, giardina, Muscolino, Panzera, Zaccone, Arricò, Corvaja, Donato, Isgrò e Buzzanca, “subordinandone per quest’ultimo l’efficacia alla pubblicazione per estratto della sentenza ai sensi dell’art. 36 c.p. nel sito internet del Ministero della Giustizia”. Inoltre “Visto l’art. 537 c.p.p. dichiara la falsità’ degli atti pubblici di cui ai capi di imputazione per i quali è stata emessa condanna”. “Visti gli arti. 538 e ss.c.p.p. condanna gli imputati al risarcimento dei danni esclusivamente in favore delle costituite parti civili Comune di Messina e Rosario Cucinotta, riservandone la liquidazione alla competente sede civile, nonché alla rifusione a favore delle stesse parti civili delle spese di costituzione e difesa sostenute nella misura di euro 3.500.00 ciascuna, oltre accessori come per legge”. “Visto l’art. 531 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di Aiello, Aliberti, Amata, Amato, Aricò, Buzzanca, Camaioni, Capone, Caroniti, Coglitore, Corvaja, Di Leo, Donato, Famà, Isgrò, Litrico, Maesano, Magazzù, Manna, Mauro, Miloro, Mondello, Puglisi, Rao, Ribaudo, Santalco, Schiera e Scoglio in ordine ai reati di cui ai capi A), B) e D), rispettivamente ascritti in quanto estinti per sopravvenuta prescrizione”. “Visto l’art. 530 c.p.p. assolve Buzzanca Giuseppe e Coglitore Ferdinando dai reati loro ascritti ai capi G) e I) della rubrica perchè il fatto non sussiste”.

L’opinione

I bilanci mendaci nei nostri Comuni sono a detta di molti una prassi e non solo questa. In tutti i nostri Comuni fanno notoriamente quello che vogliono. I nostri comuni sono risaputamente divenuti nel tempo dei feudi politicamente e socialmente “assoggettanti”, pure in modo forzoso a causa di annose leggi deviate propugnate da ipocriti trasversali Governi e rispettive Maggioranze, nazionali e regionali. Da queste pagine si è sollecitata più volte la politica nazionale e regionale (in Sicilia in materia di Enti Locali si potrebbe fare autonomamente) affinché si ripristini l’Organo amministrativo regionale Co.Re.Co. rimosso (non abolito) nel 2001 a seguito della legge Bassanini (decentramento) del governo D’alema-2 di centrosinistra, poi anche confermata nello stesso anno dal subentrato governo di centrodestra (Berlusconi-2). Un Co.Re.Co con all’interno e a rotazione anche un Magistrato e due ufficiali rispettivamente di Finanza e Carabinieri. Un Organo a cui il mero cittadino possa scrivere anche tramite un consigliere comunale di Opposizione evidenziando eventuali irregolarità amministrative e di trasparenza. Altrimenti continuerà ad essere inutile e impossibile, sia per una Minoranza e tanto più per un semplice cittadino, essere parte vigile e attiva nella gestione del proprio Comune. Si rischia infatti solo di ricevere indifferenza, smargiasseria, pure minacce da delinquenti perimetrali, ritorsioni anche trasversali, danni, nonché azioni legali di avvocati e professionisti vari nell’elenco all’albo pretorio comunale o aventi altri di famiglia oppure similari favoriti dalla politica in auge.

Nell’immagine di copertina il Tribunale di Messina.

Adduso Sebastiano

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