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27 Arresti, per appartenenza a loggia segreta, tra cui un ex presidente Ars di Forza Italia e un ex deputato della Commissione regionale antimafia

Operazione con 27 arresti contro una loggia massonica segreta a Castelvetrano (TP) capace di condizionare la politica, la burocrazia e la società.

Una loggia segreta capace di condizionare la politica, la burocrazia e la società. Con questa operazione i Carabinieri di Castelvetrano in provincia di trapani, hanno arrestato 27 persone tra cui alcuni esponenti politici. Avrebbero tutti fatto parte, secondo l’accusa, di una “associazione a delinquere segreta”.

Il gruppo di potere, guidato dall’ex deputato regionale di Forza Italia Giovanni Lo Sciuto, si riuniva a Castelvetrano, nella città di Messina Denaro“. Dell’associazione segreta avrebbe fatto parte anche l’ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, finito ai domiciliari e l’ex deputato di Forza Italia, ex assessore regionale ed ex presidente dell’Ars, Francesco Cascio, accusato di aver favorito il gruppo.

Lo Sciuto, 56 anni, nella scorsa legislatura faceva parte della Commissione regionale antimafia. L’ex assessore e consigliere provinciale di Trapani, eletto deputato alle regionali del 2012 nella lista Mpa-Partito dei Siciliani, aveva così spiegato la scelta di far parte della Commissione antimafia “Cercherò di essere la sentinella alla Regione per l’intera provincia di Trapani e per Castelvetrano in particolare”. In passato, Lo Sciuto era finito più volte nei rapporti antimafia della provincia di Trapani e anche sotto processo per un giro nel campo del cablaggio e poi assolto. Cascio, 55 anni, era stato anche coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nelle elezioni regionali del 2012. Nell’ottobre del 2016 era stato condannato dal Gup di Palermo, con il rito abbreviato, a due anni e 8 mesi e sospeso dall’Ars per effetto della Legge Severino. Nel dicembre di due anni fa era stato assolto e riabilitato.

Le indagini hanno permesso di accertare che Lo Sciuto avrebbe creato uno accordo corruttivo con Rosario Orlando, quest’ultimo già responsabile del centro medico legale dell’Inps, poi collaboratore esterno dello steso ente quale “medico rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità civili”. Lo Sciuto avrebbe ottenuto da Orlando la concessione di numerose pensioni di invalidità per i suoi elettori, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge. Il medico dell’Inps sarebbe stato corrotto attraverso regali ed altre utilità, e anche attraverso l’intercessione con l’ex rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’istruzione e destinatario di un’informazione di garanzia, per l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia presso l’università di Palermo.

Le indagini recenti lo indicano come l’uomo chiave del sistema corruttivo che condizionava la vita politica di Castelvetrano (piazzando assessore massoni a Castelvetrano) e quella amministrativa all’Inps di Trapani. Si indaga anche su nomine politiche e finanziamenti regionali. Un filone dell’inchiesta arriva fino al ministero dell’Interno per una fuga di notizie. Sarebbe stato Cascio a rivelare l’esistenza dell’inchiesta trapanese, dopo averlo appreso da Giovannatonio Macchiarola, allora segretario del ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Tra gli arrestati ci sono anche esponenti politici e istituzionali della provincia di Trapani, che avrebbero fatto parte di un vasto sistema corruttivo negli enti locali, quali il comune di Castelvetrano e l’Inps di Trapani.

L’inchiesta è coordinata dal Procuratore Alfredo Morvillo, dall’aggiunto Maurizio Agnello e dai Sostituti Sara Morri, Andrea Tarondo e Francesca Urbani. Altre 10 persone sono indagate a piede libero per numerosi reati contro la pubblica amministrazione, contro l’amministrazione della Giustizia nonché associazione a delinquere segreta.

Al centro di tutto c’era la loggia segreta che si trova in via Giuseppe Parini a Castelvetrano e che all’alba è stata oggetto di una perquisizione.

Adduso Sebastiano

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