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Il contrattacco a Cinque Stelle: spostano l’attenzione da Roma all’estero

Virginia Raggi e Chiara Appendino
Virginia Raggi e Chiara Appendino

Il Movimento Cinque Stelle messo sotto pressione dal governo della Capitale contrattacca sulla politica estera: si oppone alla risoluzione della maggioranza per la missione Ue in Libia e accusa il premier Renzi di aver portato l’Italia “in guerra” senza il consenso del Parlamento.

La foto del giorno ritrae Virginia Raggi e Chiara Appendino sul balcone del Canpidoglio: per la prima volta da una settimana la sindaca di Roma sorride accanto alla collega torinese.

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Incontro a Roma, asse sulla cultura. La partita della guida dell’Anci

ROMA – Prima le foto lanciate via Twitter poi la scelta di uscire insieme su un balcone del Campidoglio a chiacchierare e sorridere come due vecchie amiche. Sotto, però, ci sono fotografi e operatori e quell’immagine di normalità ritrovata diventa così un messaggio politico per la base grillina ma anche per gli altri partiti: Chiara Appendino e Virginia Raggi, pur nella diversità delle situazioni, provano a rilanciare l’asse rosa che nelle intenzioni del M5S avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza di un modo alternativo di governare. In queste settimane di caos romano Appendino ha evitato con cura di prendere posizione e di fare commenti. Anzi ha respinto le sirene di chi, come Carlo Freccero, l’ha lanciata come possibile leader nazionale. Poi tra ieri e lunedì è scesa a Roma per incontrare un paio di ministri e ha iniziato non solo a spendersi per la sua collega – «non ha bisogno di consigli» – ma insieme hanno deciso di dar vita ad un asse tra Roma e Torino. La sindaca di Torino la vede così: «Serve confronto e, soprattutto, consapevolezza che in caso di bisogno ci siamo l’una per l’altra nel totale rispetto e indipendenza dei rispettivi ruoli».

Un asse suggellato dall’invito alla Raggi di salire a Torino (accettato) e dall’indicazione di due dossier di lavoro. Il primo: la cultura, su cui troppo spesso si è tagliato in nome delle “urgenze” del momento. La seconda: l’impostazione della Città Metropolitana. Un tema caro ad Appendino che sta cercando alleanze per andare in pressing sul governo Renzi per ottenere più fondi per «servizi essenziali ai cittadini».

Quando Raggi avrà completato la sua giunta l’asse Roma Torino potrebbe essere la carta su cui giocarsi la partita Anci.

E’ noto come i pentastellati reclamino un maggiore peso nell’associazione dei comuni. Il dossier è in mano anche ai deputati responsabili degli enti locali che non escludono l’ipotesi più radicale di cui si è cominciato a parlare dopo la vittoria dei 5 Stelle alle amministrative: far uscire il Movimento dall’Anci se il Pd dovesse insistere su un nome al vertice in continuità con Piero Fassino e «troppo sdraiato sulle posizioni del governo». E’ un’ipotesi che però non convince Appendino, anche in questo in sintonia con Raggi, la quale più che sui nomi ha chiesto di ragionare su «una piattaforma programmatica» su cui impostare la trattativa che porterà, a ottobre, all’elezione dei nuovi organi direttivi.

Ovviamente i nomi conteranno per riequilibrare i rapporti di forza e neutralizzare l’unico 5 Stelle che fino a oggi ha contato qualcosa nell’Anci. Senza troppo girarci intorno, l’obiettivo del M5S nazionale è di marginalizzare Federico Pizzarotti anche nell’associazione dei comuni, dove ricopre ancora il ruolo di vicepresidente. Un’operazione che per andare a buon fine conta molto sull’asse Roma-Torino (passando per Livorno). Se così fosse i favoriti per quella carica sarebbero Appendino e Filippo Nogarin.

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