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A Ladispoli l’Istituto Alberghiero contro il bullismo. Un convegno per contrastare il fenomeno

“Stop al Bullismo: minori al sicuro”. L’Istituto Alberghiero di Ladispoli si attiva contro il bullismo con un convegno 

Ladispoli- Lunedì 28 novembre, presso la sede dell’Istituto Alberghiero G. Di Vittorio di Ladispoli, si è tenuto un convegno sul bullismo per contrastare un fenomeno che, negli ultimi tempi, risulta essere in costante aumento proprio nelle scuole. Dai dati nazionali, infatti, emerge che proprio nelle scuole un ragazzo su tre viene deriso, offeso e insultato e le vittime sono sempre i soggetti più deboli: ragazzi e ragazze denigrati e vessati dai bulli, incapaci di reagire o semplicemente di difendersi. E purtroppo sempre più spesso la cronaca porta alla luce le tragiche conseguenze di tali comportamenti. Con l’informazione e la prevenzione si sta provando a frenare questo preoccupante fenomeno dai dati allarmanti, anche la Regione Lazio è intervenuta in maniera incisiva con delle leggi ad hoc.

Al ConvegnoSTOP AL BULLISMO: MINORI AL SICURO”, tenutosi in Via Federici, ha partecipato il Consigliere regionale Massimiliano Valeriani il quale ha spiegato i contenuti dell’ultima Legge in materia di contrasto al bullismo e ai comportamenti devianti.

preside-valerianiAd introdurre i lavori è stata la Preside dell’Istituto Superiore “Giuseppe di Vittorio”, la Prof.ssa Vincenza La Rosa: Le più recenti ricerche dimostrano la crescente entità del fenomeno del bullismo in generale, e del bullismo digitale in particolare. E’ importante una programmazione sinergica che veda la partecipazione attiva degli studenti, della scuola, della famiglia e delle Istituzioni del territorio. Spesso il problema viene sottovalutato, a causa di una inadeguata percezione del rischio. Questa giornata è, per noi, un’importantissima occasione di conoscenza e di arricchimento”.

Per “bullismo”, hanno ricordato i relatori, si intende un comportamento offensivo e vessatorio nei confronti di un coetaneo, caratterizzato da intenzionalità, persistenza nel tempo e asimmetria nella relazione.

Tema centrale e occasione del dibattito, la recente approvazione da parte del Consiglio Regionale del Lazio della Proposta di Legge 202/2016, di cui il Consigliere Regionale Massimiliano Valeriani è promotore e primo firmatario. “Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo”: questo l’intento dei legislatori che hanno deciso di sostenere iniziative, attività e progetti di Educazione alla Legalità nelle scuole, prevedendo uno stanziamento di circa 750mila euro nel prossimo triennio.

A spingere verso un tale attivismo legislativo, sono, appunto, i dati emergenti dalle più recenti ricerche svolte in ambito scolastico. Negli Istituti Superiori il 33% degli studenti del campione esaminato ne è vittima, mentre il 45% ne è spettatore. Recenti studi dell’Osservatorio Regionale sul bullismo hanno rilevato, inoltre, che nel Lazio il fenomeno ha raggiunto una diffusione pari al 41,5% degli alunni delle Scuole Elementari e Medie. Il dato più alto tra le cinque province è proprio quello della Capitale con il 45,7%: quasi uno studente su due.

“Il fenomeno – recita la Legge 202 della Regione Lazio – andrebbe affrontato in un’ottica sistemica a livello cognitivo, emotivo, affettivo e socio-relazionale. Si deve intervenire attraverso una programmazione complessa e strutturata a lungo termine, che preveda necessariamente la partecipazione attiva della famiglia, della comunità scolastica e delle Istituzioni del territorio, in una prospettiva di corresponsabilità, coprogettazione, condivisione dello sfondo valoriale al quale riferirsi per la realizzazione delle iniziative, nella conoscenza e nel rispetto delle caratteristiche socio-culturali di ciascun ambito territoriale nel quale si interviene”.

Ma a preoccupare ancora di più sono, appunto, i dati relativi al “bullismo digitale”, in considerazione del fatto che quella attuale è la prima generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l’essere connessi rappresenta un dato di fatto, un’esperienza del tutto connaturata alla quotidianità. “Inutile sottolineare – ha affermato il Consigliere Emiliano Valerianiquanto l’uso distorto delle straordinarie potenzialità della Rete possa provocare, nelle vittime di atti persecutori o vessatori, conseguenze devastanti sotto il profilo psichico e fisico”.

Basti pensare alla recente Ricerca condotta sul “cyberbullismo” dal Censis e dalla Polizia Postale. Per il 77% dei Presidi delle Scuole italiane Medie e Superiori, Internet è l’ambiente in cui avvengono più frequentemente fenomeni di bullismo. E nel 51% dei casi accaduti, i Dirigenti Scolastici si sono dovuti rivolgere alle Forze dell’Ordine. L’aggravante, in questo caso, è da ricondurre alla mancata percezione del rischio da parte dei genitori. Per un Preside su due, infatti, la difficoltà maggiore è proprio quella di renderli consapevoli della gravità del fenomeno, che viene facilmente derubricato a semplice “scherzo fra ragazzi”. Essendo gli adulti perlopiù esclusi dalla vita on-line degli adolescenti, gli episodi di cyberbullismo risultano, inoltre, molto più difficilmente individuabili rispetto a quelli di bullismo tradizionale.

valerianiSiamo la prima regione italiana che si è dotata di una Legge per il contrasto al fenomeno del bullismo.  – ha affermato il Consigliere Regionale Massimiliano Valeriani Si tratta di una priorità sociale e la Legge che abbiamo approvato qualche mese fa può rappresentare un punto di svolta per i ragazzi e le famiglie. Il comportamento del bullo è indice di un modo distorto di interpretare le diversità e le fragilità degli individui. Come decisori pubblici, ci sentiamo in dovere di aiutare la scuola e lo facciamo anche stanziando risorse importanti”.

La Dott.ssa Annamaria Pasquali, Dirigente UOC Tutela Salute Donna e Medicina preventiva dell’Età evolutiva Distretto F/4 ha inoltre aggiunto che le strutture sanitarie sono a disposizione dei giovani, pronte ad accoglierli per far fronte ad ogni esigenza. “Il diritto all’oblio spesso è solo teorico, in Internet. – ha osservato il Dottor Claudio Cappabianca, Ricercatore EneaE’ molto difficile trovare il responsabile di atti di cyberbullismo. Non tutti i Paesi del mondo aderiscono agli stessi codici deontologici in materia di oscuramento o rimozione dei contenuti di siti digitali”.

Tra i relatori presenti, il Dott. Vincenzo Rinaldi, Direttore Distretto F/3, psichiatra, ha sottolineato la difficoltà della vittima di un atto di bullismo a comunicare e raccontare esperienze di prevaricazione e di violenza. “A ciò si aggiunge un altro problema: il mondo delle Istituzioni e degli adulti, purtroppo, usa un linguaggio diverso da quello dei giovani. E’ necessario superare questa barriera”.valeriani-pubblico

L’Agone Nuovo” lavora da 25 anni in questo comprensorio – ha concluso il Dott. Giovanni Furgiuele, Presidente dell’Associazione Culturale L’Agone NuovoA spingerci, ogni giorno, è la convinzione che solo attivando tutte le possibili sinergie fra i diversi soggetti della realtà locale (esperti di settore, professionisti della politica, strutture educative e formative) e riunendo le competenze e le conoscenze presenti sul territorio, potremo trovare le soluzioni migliori ai problemi delle comunità. La nostra Associazione è e rimarrà aperta e disponibile ad ogni forma di collaborazione, soprattutto con scuole come l’Istituto Alberghiero di Ladispoli, sempre attento e sensibile ai temi più importanti della contemporaneità”.

Maria D’Auria

In merito all'autore

Maria D'Auria

Giornalista campana di adozione romana. Laureata in giurisprudenza, impegnata nel sociale, appassionata di lettura, scrittura, fotografia. Collaboratrice della testata ViVicentro.it, referente per la Regione Lazio. Esperta di comunicazione, cronaca sportiva, inchieste, eventi.

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