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Giovedì 11 maggio chiuso un tratto della Statale Sorrentina. L’Anas comunica il piano viabilità alternativo

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L’Anas ha comunicato poco fa che un tratto della strada statale 145 Sorrentina resterà chiusa Giovedì 11 maggio dalle ore 21:00 alle ore 05:00 di Venerdì, per effetture la manutenzione degli impianti tecnologici della galleria “Varano”.

Il divieto al transito dei veicoli è quindi previsto nelle ore notturne.

Nel dettaglio così si legge: “Tra le ore 21.00 di giovedì 11 maggio e le ore 5.00 di venerdì 12 maggio 2017 sarà chiuso al traffico il tratto compreso tra il km 2,200 ed il km 7,200, tra i territori comunali di Castellammare di Stabia e Gragnano, in provincia di Napoli.”

Il traffico proveniente da Napoli e diretto a Sorrento “uscirà al km 2,200 della strada statale 145” Sorrentina” (svincolo di Castellammare) e percorrendo la viabilità locale e la ex 145 “Sorrentina” all’interno del territorio comunale di Castellammare di Stabia rientrerà sulla statale al km 7,200 (svincolo di Gragnano)”.

Il traffico proveniente da Sorrento e diretto a Napoli “uscirà al km 7,200 (svincolo di Gragnano) e percorrendo la viabilità locale e la ex 145 “Sorrentina” rientrerà sulla statale al km 2,200 (svincolo di Castellammare di Stabia)”.

Rafael, l’agente: “Non ha avuto molte possibilità, ha bisogno di giocare”

Intervistato in esclusiva da Calciomercato.it, Paulo Affonso, agente di Rafael Cabral, ha fatto un punto sulla situazione del suo assistito:

Credo che non sia etico fare i nomi dei club interessati, ma Rafael ha bisogno di giocare, nel Napoli o altrove, per continuare a progredire nella sua carriera. Non ha avuto molte possibilità e questo è un male per un giocatore di alto livello. Lo scenario non è cambiato negli ultimi mesi. Rafael è un giocatore totalmente europeo, è molto adatto a questo tipo di calcio. E’ pronto per affrontare nuove sfide, lo abbiamo visto anche in campionato contro la Juve. Nonostante tutto ha collezionato 45 presenze da titolare con la maglia azzurra, tra cui la finale di Supercoppa da assoluto protagonista, parando due rigori e regalando il trionfo al club.

Ha solo un anno di contratto. L’obiettivo professionale di Rafael è rimanere in Europa e una squadra competitiva per tornare a vincere titoli, come sempre fatto anche con il Santos e con il Brasile. Ritorno in patria? Non è la nostra prima scelta. Ha 26 anni ed ha ancora molto tempo per giocare e vincere in Europa”.

 

Da calciomercato.it

Kiss Kiss – Il Napoli segue Oyarzabal, la Real Sociedad fissa il prezzo: 20 milioni

Il giornalista Diego De Luca è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli rilasciando alcune dichiarazioni:

“Confermiamo l’ interesse del Napoli per Mikel Oyarzabal ma la Real Sociedad spara alto. Circa 20 milioni, questo il prezzo del suo cartellino. Un esterno d’attacco giovane che però costa tantissimo”.

Mario Rui, l’agente: “Napoli? Destinazione gradita. Se Spalletti resterà alla Roma faremo le nostre valutazioni”

A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di Radio Gol, è intervenuto Mario Giuffredi, agente tra gli altri di Mario Rui. Ecco quanto evidenziato:

Se dovesse restare Spalletti alla Roma, faremo le nostre valutazioni. Con un nuovo allenatore ci sarà magari un confronto e poi decideremo. Credo che Mario accetterebbe molto volentieri di andare a Napoli. Sarebbe una scelta graditissima in quanto c’è Sarri che lo conosce alla perfezione. Non ho ancora parlato con la società, ma non c’è bisogno di parlare.
Conti? Sulla fascia destra c’è già Hysaj, non sarebbe una scelta intelligente perché Andrea troverebbe poco spazio”.

Schick, l’intermediario: “Il ragazzo piaceva molto a Giuntoli, è stato vicino al Napoli ma…”

Dario Canovi, intermediario di mercato, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Zero:

“Schick è stato vicinissimo alla Roma ma anche al Napoli. Il ragazzo piaceva molto a Giuntoli, ne parlai personalmente con lui. Purtroppo qualcuno della società non ci ha creduto ma è anche vero che stavano valutando già Milik. Non sono io, oggi, a decidere il suo futuro, ma sono convinto che in 2-3 Schick diventerà uno dei primi cinque attaccanti al mondo, ha tutto: fisico, intelligenza calcistica e umana al di sopra della media, tecnicamente è anche più forte dell’Ibrahimovic della sua età, per qualità ricorda Van Basten”.

Marano, Salvatore Gala ucciso nella sua gioielleria

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Marano – È stato ritrovato stamattina nel suo negozio il corpo senza vita di Salvatore Gala, il gioielliere 43enne di via Merolla, nel giuglianese. Versava in un mare di sangue con un colpo d’arma da fuoco alla testa. Il primo a fare l’amara scoperta è stato un collega commerciante, Giuseppe Iavarone.

Nella notte Gala non era rientrato a casa, per cui la madre preoccupata ha allertato le forze dell’ordine.

Quando sono giunti sul luogo, i carabinieri della compagnia di Marano e quelli della compagnia di Giugliano in Campania hanno trovato la porta d’ingresso ancora chiusa e la saracinesca alzata, il cadavere dell’uomo dietro al bancone con un foro alla testa, e la cassaforte della gioielleria spalancata e vuota. Una scena raccapricciante. Si pensa che l’omicidio sia avvenuto ieri ad orario di chiusura.

Inizialmente era stata presa in considerazione anche la pista del suicidio, ma gli elementi che sono emersi rendono inverosimile tale ipotesi. Si aspetta di sapere di più dalla telecamera posizionata fuori al negozio.

Si pensa che possa trattarsi di una rapina simulata per regolare dei conti, ma per il momento restano tesi senza riscontro. Tra gli interrogati dagli investigatori figura anche il nome dell’ex moglie della vittima.

La vittima – Salvatore Gala, conosciuto da tutti come Maurizio, lavorava nella gioielleria di famiglia nella centralissima via Merolla di Marano di Napoli. Viveva con sua madre a Qualiano dopo il divorzio dalla moglie, dalla cui unione è nata una bambina che oggi ha 7 anni.

Roma, ag. Mario Rui: “Via se Spalletti resta”. Intanto Montella in orbita giallorossa

NOTIZIE AS ROMA – “Se rimane Spalletti andremo via. Napoli? Probabile. Dovesse rimanere Spalletti faremo delle valutazioni, decideremo noi di andare via. Con un nuovo allenatore ci sarà magari un confronto. Credo che Mario sia uno da prime tre squadre in Italia, accetterebbe molto volentieri di andare a Napoli e poi c’è Sarri che lo conosce alla perfezione. Sarebbe un vantaggio per entrambi. Non ho ancora parlato con il Napoli, ma non c’è bisogno di parlare”. Ha parlato così poco fa Giuffrida, agente del terzino sinistro a Radio Kiss Kiss. Il giocatore, arrivato dall’Empoli nel corso del mercato estivo per sostituire Digne, si è rotto il crociato nel corso del ritiro pinzolese ed una volta rientrato a disposizione del tecnico ha dovuto accomodarsi in panchina: dopo un avvio difficile, c’è stata una vera e propria esplosione di Emerson Palmieri.
Così, Mario Rui ha totalizzato la miseria di 667 minuti giocati, di cui 273 in campionato, 166 in Europa League e 168 in Coppa Italia. Addirittura ha avuto la maglia da titolare in campionato soltanto in 3 occasioni, decisamente troppo poco per chi lascia la squadra “di provincia” per fare il salto di qualità. Il portoghese è scontento e oggi ci ha pensato Giuffrida a farlo sapere a Trigoria.

Intanto, si surriscalda il clima intorno a Spalletti dopo il mancato ingresso di Totti contro il Milan nella sua ultima a San Siro: un po’ tutti gli addetti ai lavori hanno detto la propria sulla vicenda e sull’addio del tecnico toscano non sembrano esserci più dubbi dopo le parole di esasperazione pronunciate ai microfoni di Sky. Come scrive La Repubblica oggi in edicola, il suo erede potrebbe essere Vincenzo Montella, che era già stato allenatore dei giallorossi nell’ultimo anno della gestione Sensi. A lasciarlo intendere sarebbe stato lo stesso Spalletti domenica sera nel post partita avvicendandosi con Montella a Sky: “adesso ci pensa lui“, ha detto scherzosamente Spalletti. Un’investitura? Chissà. Mancano meno di 20 giorni alla fine della stagione ed una volta calato il sipario sia Totti che l’allenatore saranno chiamati a fare chiarezza.

Claudia Demenica

M5S e Pd puntano ai voti al Senato del terzo incomodo: Silvio Berlusconi

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Con la nuova Legge elettorale M5S e Pd puntano a conquistare i favori e i voti al Senato del terzo incomodo: Silvio Berlusconi.

La prova della verità per Renzi

Matteo Renzi ha combattuto e vinto la sua campagna congressuale cavalcando uno slogan («Passare dall’io al noi») che è per metà una promessa e per metà un abbozzo di autocritica rispetto a uno stile di direzione – del Partito democratico e del governo – assai spesso contestato.

È dunque a questa nuova linea, per dir così, che il segretario reinsediato dovrebbe improntate il suo secondo mandato, a cominciare dalla questione più controversa: il rapporto col governo di Paolo Gentiloni, l’uomo che proprio Renzi ha voluto prima alla Farnesina e poi a Palazzo Chigi.

Non è certo l’unico problema che il nuovo-vecchio segretario Pd si ritrova di fronte in questa non semplice ripartenza: ma è fuor di dubbio che la cartina di tornasole dei suoi nuovi intendimenti sarà proprio la qualità della collaborazione con l’esecutivo. Per intenderci: una nuova spallata, un ipotetico e ripetuto «Paolo stai sereno», getterebbe alle ortiche i mesi spesi dall’ex premier per ricostruire un profilo nuovo e, se possibile, più rassicurante. Come gestirà, dunque, questo rapporto? E che segnali ha finora inviato?

I pronunciamenti sono netti: il Pd non attenterà al lavoro dell’esecutivo, ha ripetuto Renzi più volte. Fino a prova contraria, non c’è motivo di dubitare della veridicità di queste affermazioni. Ma sarebbe un errore non annotare come alcuni segnali sembrino andare in altra direzione: sia rispetto ai rapporti con l’esecutivo, sia rispetto all’auspicato passaggio dall’«io» al «noi».

Al di là della circolare con la quale vengono ribaditi i poteri di supervisione della sottosegretaria Boschi su tutti gli atti di governo (che ha suscitato ironie e fastidi diffusi), alcuni altri interventi del leader Pd sono sembrati – soprattutto per i modi – un ritorno ai vecchi tempi e la prova di quanto Renzi fatichi a interpretare il ruolo di «leader collegiale». Hanno colpito, in particolare, gli smarcamenti (con annesse e implicite sconfessioni) su diversi atti di governo: l’intervento dopo il depotenziamento dei poteri di controllo di Raffaele Cantone, l’arrabbiatura sul telemarketing e soprattutto il brusco affondamento della nuova legge sulla legittima difesa.

Ora, che il segretario del partito di maggioranza abbia titolo a intervenire sui provvedimenti di un governo a guida Pd, è fuori discussione. Possono invece esser discussi i modi e i tempi di tali interventi. E non c’è dubbio che, tanto uscite che paiono tese a scaricare su altri (in questo caso compagni di partito) la responsabilità di errori più o meno gravi, quanto il ritorno ad antichissime «cabine di regia sull’operato del governo» paiono contraddittorie con la «nuova collegialità» annunciata.

È sperabile, naturalmente, che questo avvio di fibrillazione non condizioni il lavoro dell’esecutivo, impegnato in aggiustamenti finanziari che rendano meno dura la manovra d’autunno. Del resto, non è che al segretario del Pd manchino terreni sui quali lavorare. Ne indichiamo qui solo due: le elezioni amministrative di giugno (capaci di segnare da subito il secondo mandato di Renzi) e la legge elettorale da varare.

Ieri il Movimento Cinque Stelle si è detto pronto a lavorare con i democratici per una legge maggioritaria che assegni il premio non alla coalizione (come nel Porcellum) ma alla lista che ottiene il maggior numero di voti (che era la scelta dell’Italicum, ballottaggio escluso). I partiti minori – a destra e a sinistra – hanno subito storto il naso. Comprensibile: ma ora il Pd ha la possibilità – se i grillini fanno sul serio – di lavorare ad una legge che difenda il sistema maggioritario e assicuri governabilità. Che poi ci lavori assieme al Movimento di Grillo, in fondo ci sta: non foss’altro che perché la Grande Sfida delle elezioni che verranno vedrà di fronte proprio loro, Renzi e i Cinque Stelle. Un duello forse non esaltante alla maniera francese, ma certo più appassionante della somma di uomini e sigle cui costringerebbe un ritorno al proporzionale. Dunque, un buon obiettivo per il quale impegnarsi e lavorare…

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lastampa/La prova della verità per Renzi FEDERICO GEREMICCA

Trattativa M5S-Pd sulla legge elettorale

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Il Movimento Cinque Stelle apre il dialogo con il Pd sulla legge elettorale e i democratici rispondono: “Noi ci siamo, se fate sul serio”.

Sfida sulla riforma elettorale Pd e M5S tentano Berlusconi

Giovedì il testo base. Trattativa partita tra Dem e grillini. Ma per il via libera servono i voti dei forzisti in Senato

ROMA – I Cinquestelle aprono al Pd. I dem rispondono: «Noi ci siamo, se fate sul serio». Ma, sotto sotto, entrambi puntano a conquistare i favori (e i voti al Senato) del terzo incomodo: Silvio Berlusconi. È questo il minuetto che è iniziato ieri intorno alla legge elettorale. E che dovrebbe sfociare, giovedì, in un testo base, benedetto dal Pd, in commissione Affari costituzionali della Camera: premio alla lista e collegi per eliminare i capilista bloccati. Con un mix tra maggioritario e proporzionale. «Ci sarà il testo del relatore – dice Ettore Rosato – e ce ne faremo carico».

L’accelerazione è improvvisa: sarà che un certo nervosismo è stato percepito nelle reazioni del Quirinale, ma il Pd sembra tornato a modi più ragionevoli e diplomatici. E dopo lo stop and go che va avanti da settimane sulla legge elettorale, mostra di non volersi sottrarre all’inconsueta disponibilità offerta dal M5S. Pur nutrendo forte scetticismo sulla possibilità che si riesca ad approvare una nuova legge nei due rami del Parlamento.

Renzi non si fida, ma deve prendere atto delle dichiarazioni d’intenti ufficiali dei cinquestelle. Comincia Luigi Di Maio: «Vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza, il Pd». Partendo dal Legalicum, il sistema creato dalla Consulta sulle spoglie dell’Italicum. Risponde il portavoce dem, Matteo Richetti: «Se il M5S fa sul serio è possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa. L’importante è che l’impostazione conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità». I 5 Stelle bocciano il premio di coalizione, perché conduce, dice sempre Di Maio, alle «grandi ammucchiate». Questi i paletti reciproci. Ma esce allo scoperto anche Berlusconi, «disponibile al confronto» per far capire che senza di lui non si va lontano. Sì perché anche se alla Camera grillini e dem dovessero riuscire a trovare un’intesa, al Senato da soli non avrebbero i numeri. E se non si accodasse Angelino Alfano con i centristi, allora bisognerebbe bussare dalle parti di Forza Italia. Che però pende a favore del proporzionale e non del maggioritario per cui tifano Pd e 5 Stelle.

Insomma un gran caos. Ma con qualche novità. I 5 Stelle propongono una sintesi tra legge attuale e il testo di Gian Mario Fragomeli, bollinato da Renzi e depositato alla Camera. È un proporzionale con effetti maggioritari: un doppio turno, senza ballottaggio, a cui possono accedere tutti i partiti che superano la soglia del 20% alla prima consultazione. La legge mantiene, per il primo turno, la soglia al 40% per accedere al premio di maggioranza, come l’Italicum, che si abbassa al 37% al secondo. Per i 5 Stelle, che hanno sondato gli azzurri in Parlamento, è una legge che piacerà anche a Berlusconi, perché, con qualche alleato, la lista di Fi potrebbe sfondare il muro del 20% anche senza Lega e giocarsi il tutto per tutto in una sfida a tre contro M5S e Pd, coalizzando di fatto l’elettorato. Al contempo, con questa proposta i 5 Stelle sperano di tentare Berlusconi e così disinnescare il pericolo di un Nazareno bis tra ex Cav e Pd su un sistema che tagli fuori i grillini.

È tenendo presente questa convinzione che bisogna leggere l’attacco a orologeria, apparentemente lontano dai toni della negoziazione, di Alessandro Di Battista: «Renzi è un buffone, alla fine farà un proporzionale puro per l’inciucio con Berlusconi». Fatto sta che giovedì il relatore Andrea Mazziotti, presidente della prima commissione, presenterà un testo base. Stamattina vedrà Pd e 5Stelle, e «dopo aver sentito tutti butterò giù il testo» assicura. Tradotto, non può essere una legge che piace solo ai due grandi, ma entreranno in gioco anche altri. Di sicuro chi ha in dote voti preziosi del Senato. Come Forza Italia.

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lastampa/Sfida sulla riforma elettorale Pd e M5S tentano Berlusconi CARLO BERTINI, ILARIO LOMBARDO

La rivoluzione delle partite Iva: maternità, malattia e riposi

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L’Italia è a un passo dalla nascita del primo statuto delle partite Iva: dopo tre anni di ping pong in Parlamento, domani il Senato darà il via libera alla legge che riconosce maternità, malattia e altre forme di tutela a due milioni e mezzo di lavoratori.

Maternità, malattia e riposi. La rivoluzione delle partite Iva

Domani arriva “l’altro” Jobs Act: c’è pure il diritto a disconnettersi dal web

La tradizione racconta che Sant’Agostino sia stato il primo free lance della storia, almeno in Occidente. Insegnante privato al servizio dei patrizi romani, stufo di non essere pagato regolarmente, accettò un posto di lavoro «a tempo indeterminato» dal vescovo di Milano, che lo assunse garantendogli la possibilità di studiare e insegnare al riparo delle incertezze economiche.

Mille e seicento anni dopo l’Italia è a un passo dal primo statuto delle partite Iva. Dopo tre anni di ping pong tra Camera e Senato, due governi e un’infinità di modifiche e limature domani il Senato darà il via libera definitivo al Jobs Act degli autonomi, una legge che riconosce maternità, malattia, e altre forme di tutela a due milioni e mezzo di lavoratori spesso non iscritti ad alcun albo e senza rappresentanza sindacale. Un popolo a metà tra l’indipendenza economica e quella professionale, sempre in bilico.

La legge – 22 articoli – è il frutto del lavoro di Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro alla Bocconi di Milano e presidente dell’Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro, e dei consiglieri economici di Palazzo Chigi, prima Tommaso Nannicini e poi Marco Leonardi. Garantisce tutele e diritti: non sarà possibile saldare le fatture oltre i 60 giorni; qualunque clausola lo preveda sarà considerata nulla; le spese deducibili per corsi di aggiornamento professionale e orientamento vengono estese a 10 e 5 mila euro; le spese per svolgere un incarico sostenute dal datore di lavoro non andranno a incidere sul reddito della partita Iva; per chi ha un figlio niente astensione obbligatoria, si potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare.

Negli accordi tra impresa e lavoratore autonomo dovranno essere rigidamente disciplinati i tempi di riposo (il cosiddetto diritto alla disconnessione). E, inoltre, i compensi e le clausole dovranno essere gli stessi dei lavoratori interni all’azienda che svolgono le medesime mansioni. Ancora, si estende anche agli autonomi la disciplina relativa all’abuso di dipendenza economica che disciplina i rapporti tra le imprese e vieta al più forte, vedi le multinazionali, di determinare nei rapporti commerciali un eccessivo squilibrio di diritti e obblighi.

La legge introduce, poi, una disciplina più favorevole in caso di malattia, infortunio e gravidanza: in questi casi chi svolge un’attività continuativa per un committente potrà essere garantito. In caso di maternità la lavoratrice autonoma potrà continuare a fatturare percependo l’indennità. Il congedo parentale viene esteso dagli attuali tre a sei mesi e sarà possibile usufruirne entro i tre anni dalla nascita del figlio. In più, la lavoratrice potrà concordare con il committente di essere sostituita da una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali. Per i casi di infortunio o malattia, il rapporto di lavoro con il committente non sarà estinto ma sospeso per un massimo di cinque mesi. Chi è costretto a sospendere il suo rapporto di collaborazione per più di 60 giorni potrà interrompere il versamento dei contributi e dei premi assicurativi per un massimo di due anni.

Il ddl sul lavoro autonomo è coperto con un fondo ad hoc previsto nella legge di stabilità 2016, che da quest’anno stanzia 50 milioni.

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Pompei dà i numeri: la corsa al lotto per lo sputo della donna sulla bara di un uomo

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16, 62 e 38, questo il terno che ha scatenato la corsa al lotto nella città di Pompei per un avvenimento che ha un che di leggendario.

Si racconta che nella giornata di ieri mentre era in corso il funerale di un uomo, una donna avrebbe sputato sulla sua bara, dando vita ad una vera e propria rissa con i parenti e gli amici del defunto. La donna sarebbe stata poi allontanata dalle forze dell’ordine e la funzione religiosa avrebbe ripreso il suo normale corso.

Questa notizia è stata lanciata da molti quotidiani salernitani, mentre dalla città degli scavi non sono giunte conferme dell’accaduto. Gli agenti della polizia e dei carabinieri sembrano all’oscuro di tutto, non si conosce neanche il nome della chiesa, né tanto meno quello dell’anziano deceduto e neppure quello della donna che si sarebbe accanita su di lui.

Vera o non vera questa storia, non ha interessato i pompeiani in primis, e neanche tutti i campani che hanno letto la notizia. Per cui è scattata la corsa in lotteria per giocare i numeri che corrispondono al fatto: il funerale  (16), lo sputo (62), la rissa (38).

Forse per saperne di più dovremmo aspettare direttamente l’estrazione di questa sera e vedere se la fortuna deciderà di baciare tutti coloro che su questa storia hanno fatto la loro puntata.

Torna “Il Pungiglione Stabiese 2.0” programma sportivo sulla Juve Stabia

Ritorna in onda ” Il Pungiglione Stabiese “

Ci siamo, questa sera (marted’ 09 maggio 2017) alle 19:30 andrà in onda la seconda puntata de “Il Pungiglione Stabiese 2.0” in diretta facebook, sul profilo facebook di Mario Vollono e sulle pagine ViViCentro.it e MagazinePragma. Da questa puntata anche sul canale Youtube ViViCentro Network (https://www.youtube.com/user/ViViCentroNETWORK).

Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. 

Vi ringraziamo per la stima e l’affetto che ci avete mostrato anche nella seconda puntata con oltre 5000 persone collegate.

In studio con ci saranno Gianluca Apicella che aiuterà nella conduzione della puntata e Alberico Turi Direttore del settore giovanile della Juve Stabia.

Avremo in collegamento telefonico Antonio Foglia Manzillo. ex allenatore del settore giovanile Juve Stabia con il quale commenteremo questi spareggi play off per la prima squadra e per il settore giovanile delle vespe.

Poi ci collegheremo telefonicamente con Giovanni Finocchiaro, giornalista del quotidiano La Sicilia con il quale presenteremo il Catania prossimo avversario delle Vespe in questo primo turno dei play off. I siciliani hanno ottenuto la qualificazione sul filo di lana, durante l’ultimo turno, ma questo non deve far pensare che sia una squadra semplice da affrontare. Le Vespe hanno rigenerato il pubblico di casa con le ultime tre vittorie consecutive e proveranno ad arrivare fino in fondo a questi play off inediti nella formula.

La parte finale come sempre sarà dedicata al settore giovanile della Juve Stabia. Potete fare le vostre domande tramite i commenti alla diretta facebook, oppure utilizzando i messaggi whatsapp al 3389405888.

Vi aspettiamo in tanti anche domani….

FORZA VESPE

LA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’ULTIMA PUNTATA

Vi aspettiamo in tanti anche oggi…. “Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie ed ora rinnovata nella grafica.

Maradona torna a Napoli a luglio per sfidare Hamsik

Maradona torna a Napoli a luglio per sfidare Hamsik

Secondo La Repubblica, di tempo n’è passato, dallo storico giorno della conquista del primo scudetto azzurro: ma quell’indimenticabile 10 maggio del 1987, per il Napoli e i suoi tifosi, resterà per sempre una data scolpita nella memoria e prima ancora nel cuore, da tramandare da una generazione all’altra. La ricorrenza in arrivo sarà dunque giustamente celebrata con enfasi, dal club e pure dalle istituzioni locali, Regione e Comune: nella speranza, peraltro, che i grandi festeggiamenti organizzati per l’occasione siano di buon auspiscio per il futuro e che il popolo del San Paolo non sia più costretto a vivere soltanto dei bei ricordi. Ma ora è il momento dell’amarcord, non delle recriminazioni: con dietro l’angolo il trentennale di un evento consegnato alla storia della città, non solo del pallone. Il primo scudetto non si scorda mai e celebrarlo è doveroso: soprattutto per onorare i campioni che riuscirono finalmenre a conquistarlo. Saranno loro i grandi protagonisti di una festa lunga quasi due mesi, che inizia domani e si concluderà in estate: con l’happening al San Paolo annunciato a sorpresa dal Napoli. «Tra il 2 e il 7 luglio si giocherà una amichevole tra la squadra che vinse il tricolore nel 1987 e quella di oggi», ha infatti annunciato ieri ufficialmente il club azzurro. Maradona contro Hamsik, Giordano contro Insigne. Anzi, uno accanto all’altro: perché ovviamente le due formazioni saranno miscelate tra loro, in 90’ che promettono di entusiasmare il pubblico di Fuorigrotta. Attraverso il suo fidatissimo agente, Stefano Ceci, ha già dato la sua disponibilità pure Dieguito, che in quei giorni riceverà sicuramente dal sindaco Luigi de Magistris la cittadinanza onoraria.

”Solite cose” per la villa comunale di Castellammare: la frustrazione degli operai non pagati

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Non vuole proprio finire il lungo calvario a cui la villa comunale di Castellammare di Stabia è sottoposta.

Non sono bastati gli anni, quasi interminabili, per vedere riaperto solo il primo tratto del nuovo lungomare, si è dovuto aggiungere anche il rischio di metalli pesanti presenti sulla spiaggia, notizia  poi smentita dall’Arpac, ma che comunque lascia ancora scettici i cittadini.

Ora, tra le altre cose, bisogna annoverare anche l’interruzione dei lavori a causa del mancato pagamento degli operai.

Castellammare, Lavori in villa comunaleUno sciopero ieri mattina ha ufficializzato il fatto: i lavoratori occupano la Cassa Armonica, non hanno intenzione di mettersi all’opera, la rabbia è tanta. Alcuni non percepiscono lo stipendio da due mesi, altri sono stati licenziati dopo aver terminato i lavori della prima parte, senza ricevere l’ultimo pagamento e il trattamento di fine rapporto.

La frustrazione, il clima teso e dallo sciopero si passa alla rissa. Gli operai si scontrano con la ditta respondasibile del restyling della villa comunale. Uno di loro è costretto addirittura a ricorrere alle cure dell’ospedale San Leonardo.

La rivolta dei lavoratori ha rischiato di far saltare la manifestazione a favore dello sportello anti-racket e antiusura nel bar confiscato alla criminalità organizzata. Solo l’intervento del sindacato è riuscito a sedare leggermente e, forse momentaneamente, gli animi.

Nei pressi del cantiere del lungomare, sono accorsi anche i cittadini per sapere quale sia stato, questa volta, il problema. Ci facciamo spiegare da loro cosa sia successo e la risposta è più o meno sempre la stessa “Solite cose, la ditta non paga”.

Quel “solite cose” detto con una normale rassegnazione, ci scoraggia abbastanza perché rende evidente quello che per gli stabiesi è diventato l’ordinario, quello a cui sono stati abituati piano piano.

Luisa Di Capua

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Reina resterà il portiere del Napoli

Reina resterà il portiere del Napoli

Per Il Mattino Pepe Reina, in scadenza l’anno prossimo, resterà sicuramente il portiere anche per la prossima stagione: “Si attendono segnali per il rinnovo, il suo agente Quillon sonderà se c’è la disponibilità del club a prolungargli l’accordo anche dopo le bella parole riservategli da Sarri nel dopo partita contro il Cagliari“. Rafael e Sepe potrebbero andare via, ed il Napoli monitora diversi profili: Szczesny della Roma, di proprietà dell’Arsenal, Perin del Genoa, Skorupski della Roma e Sirigu del Paris Saint-Germain che quest’anno ha giocato in prestito in Spagna con l’Osasuna.

Macron, la ricetta contro i populismi

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“La vittoria di Macron dimostra che i populismi si possono battere”, scrive Marco Zatterin.  Intanto Emmanuel Macron inizia a preparare la squadra di governo, con François Bayrou in pole position come premier.

La ricetta che batte gli scettici

La vittoria di Emmanuel Macron dimostra che i populismi si possono battere. Il voto di domenica certifica l’esistenza di una maggioranza silenziosa di cittadini che vede ancora nel processo di integrazione europea la possibile soluzione alle esigenze di benessere, sicurezza e democrazia, anche se ne riconosce i limiti manifesti, ne contesta gli errori e gli egoismi, ne auspica una rapida riforma nel nome dell’efficacia.

Il giovane presidente francese ha conquistato l’Eliseo parlando di quello che gli elettori volevano sentire, del lavoro che non è più sicuro, della sicurezza che manca, delle diseguaglianze che crescono. In questo, ha fissato un precedente per i leader dell’Unione, necessario ma non sufficiente. Perché il difficile match con sovranisti e dintorni non è certo concluso. Il 33 per cento dei consensi raccolti da Marine Le Pen dimostra che gli arrabbiati sono tanti: al di là delle scelte ideologiche, il loro voto esprime la furia per le risposte insufficienti che le loro paure hanno ricevuto dai governi nazionali e dall’Ue. La minaccia all’Europa resta, sottolineata anche dall’abbondanza delle schede bianche e dall’astensionismo, quest’ultimo scelto come opzione per esprimere il rifiuto del modo in cui si esprime il sistema e non di negazione del sistema stesso. L’elezione di Macron invita ad aprire un nuovo cantiere per rendere subito l’Europa più efficiente, nelle sue istituzioni e nelle scelte collettive degli Stati membri. Ma le circostanze che hanno portato alla sua elezione ricordano che, fra cinque anni, il muro anti Le Pen (o simili) potrebbe non tenere. In Francia e non solo.

Si sentono frequentemente i politici raccontare cosa intendano fare fra due anni a chi li invita a spiegare come pensino di correggere le crisi dell’oggi. Tutto questo, in Europa, non è più possibile senza che si paghi un prezzo, anche salato. Chi sceglie Marine Le Pen, e gli schieramenti che si oppongono ai partiti tradizionali, ha buone ragioni per farlo. E’ preoccupato per i propri diritti, vede le differenze sociali dilatarsi, le certezze cadere, le speranze infrangersi. Non vota a destra o a sinistra, ma indica chi ritiene possa tirarlo fuori dai guai, anche a costo di mosse spericolate.

Macron si è ritrovato al centro del palcoscenico e ha dato il messaggio giusto. Ha sfidato il «populismo» senza usare gli argomenti dei «populisti», ha promesso soluzioni che ora deve dare, difficili al punto che il giovane Emmanuel potrebbe presto trovarsi a pensare che arrivare all’Eliseo sia stata la parte più semplice del suo lavoro. I governi che siedono nei palazzi di Bruxelles devono avere la stessa paura e il medesimo passo. Si impone di distrarsi per qualche tempo dai piani quinquennali e dai progetti di riforma di lungo termine per mettersi al lavoro sulle soluzioni concrete che la flessibilità dei Trattati consente. Inutile fare il verso ai populisti, è dalla maggioranza silenziosa (e critica) che bisogna partire.

La fase tempestosa impone di investire insieme, essere solidali insieme, difendersi insieme, archiviando i giochini fra le capitali e sposando gli interessi nazionali con quelli della collettività, dicendo la verità senza tronfi ottimismi, pensando ai tanti e non ai pochi. Deve cominciare la stagione europea della concretezza, ispirandosi anche al successo di Macron. Altrimenti, tempo pochi anni, non potremmo fare altro che scrivere la storia della fine di un’Unione spazzata via dalla giusta vendetta dei cittadini delusi.

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lastampa/La ricetta che batte gli scettici MARCO ZATTERIN

Mertens-Napoli, rinnovo a giorni!

Mertens-Napoli, rinnovo a giorni!

Come riporta Tuttosport, dopo il rinnovo di Insigne il club di Aurelio De Laurentiis è disposto a fare un sacrificio pur di trattenere Mertens. C’è la volontà comune di continuare insieme, manca però da limare qualche dettaglio circa i bonus e la clausola rescissoria” che il calciatore vorrebbe inserire, ma ad una cifra inferiore rispetto a quella richiesta dal Napoli. L’annuncio, comunque, dovrebbe essere questione di giorni.

De Laurentiis pensa ancora a Tolisso del Lione

De Laurentiis pensa ancora a Tolisso del Lione

Secondo Il Corriere dello Sport, se ci fosse una possibilità per arrivare a Tolisso (23 ad agosto) De Laurentiis si siederebbe a parlare con il presidente del Lione, Aulas, e cercherebbe di chiudere, finalmente per entrambi, un affare. L’esterno, di destra che abbia anche competenze per esprimersi a sinistra, è l’Idea che si prende la scena ed i pensieri di Giuntoli: Castillejo (22) del Villarreal ha espresso talento, però il Napoli non ha fretta, aspetta, osserva, studia, gira l’Europa, magari sogna che Denis Suarez (23) scelga di salutare il Barcellona per provare altrove o che con l’Athletic Bilbao sia possibile parlare di Inaki Williams (23 a giugno). Perché le favole hanno bisogno di eroi probabili.

Cannavaro: “Insigne e lo scudetto? Lo spero! 30 anni fa inseguii Carnevale”

Le sue parole

Fabio Cannavaro, ex difensore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino: “Chiedevo ripetutamente a mister Scarpitti di essere convocato come raccattapalle. Volevo vivere da vicino l’emozione delle partite di Maradona, Giordano, Carnevale, Bruscolotti, Ferrara“.

Come fu il 10 maggio di un ragazzino che sarebbe diventato campione del mondo?
“Il mio unico sogno, allora, era indossare la maglia del Napoli e ripercorrere il cammino di difensori come Bruscolotti e Ferrara, che a vent’anni vinse il primo scudetto nella squadra della sua città”.

La notte prima di Napoli-Fiorentina come fu per il piccolo Cannavaro?
“Poche ore di sonno. La domenica misi la tuta sociale marchiata Nr e uscii presto di casa. Cercai di rispettare la raccomandazione del mister”.

Quale?
“Ragazzi, ci aveva detto negli spogliatoi, se il Napoli vince dovete andare piano. Mi misi ad inseguire Carnevale che faceva il giro di campo col bandierone tricolore”.

C’è il rimpianto per non aver vinto a Napoli lo scudetto?
“C’è. Ma quando andai via nel 1995, dopo appena due stagioni in serie A, la società aveva problemi finanziari e cedermi fu una necessità. Ero cresciuto pensando alle vittorie di Ferrara e al record di presenze di Bruscolotti…”.

Ora c’è Insigne che sogna il terzo scudetto. 
“Lo auguro a lui e a tutti i giovani calciatori del Napoli. E intanto mando un abbraccio ai campioni che festeggeranno il 10 maggio, purtroppo non al San Paolo per problemi organizzativi da quanto ho capito: grazie per le emozioni che regalaste trent’anni a me e a tutti i ragazzi di Napoli”.

Cavani-Napoli, nelle parole del Matador c’è altro

Cavani-Napoli, nelle parole del Matador c’è altro

Nella giornata di ieri hanno fatto piuttosto scalpore le dichiarazioni dell’ex attaccante del Napoli Edinson Cavani, adesso al Paris Saint-Germain, che a Fox Sports ha detto “Vorrei finire la mia carriera a un livello alto e vorrei finire quando lo dirò io e non quando lo diranno gli altri. Dopo Parigi vedremo che cosa succederà. Magari passare per Napoli, dove ho vissuto un periodo dove tutte le cose sono cambiate. Vedremo”.

La Gazzetta dello Sport aggiunge: “Nostalgia? Può darsi. Ma a sentire le dichiarazioni di Cavani c’è qualcosa in più della nostalgia che lo spingerebbe a ritornare a Napoli dove, peraltro, vivono i suoi figli e la ex moglie. Un ritorno che appare comunque improbabile e che non troverebbe d’accordo De Laurentiis che lo ha ceduto al club parigino per 60 milioni di euro”.