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Juve Stabia, segui i playoff su ViViRadioWeb: il programma gare del fine settimana

Juve Stabia, segui i playoff su ViViRadioWeb: il programma gare del fine settimana

Si ritorna in campo per le gare di ritorno dei playoff. Questo il programma gare del settore giovanile della Juve Stabia e le dirette radio:

Berretti: riposa

Under 17: Feralpisaló – Juve Stabia domenica 14 maggio ore 15 centro sportivo Rigamonti (Brescia)

Under 15: Juve Stabia – Parma sabato 13 maggio ore 11 stadio Menti (diretta radio su ViViRadioWeb dalle ore 10:45)

2004: Agrese – Juve Stabia domenica 14 maggio ore 10 centro sportivo Agrese

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:




Nascere Rom per morire tra le fiamme

Un camper dato alle fiamme nel rione Centocelle, a Roma, scrive una tragica pagina di cronaca. Dentro c’erano tre sorelle di una famiglia rom di quattro, otto e vent’anni. Si indaga su una possibile vendetta: Mattia Feltri nel suo Buongiorno parla del “guaio di nascere” che devono affrontare alcuni bambini come Francesca, Angelica e Elisabeth.

Camper in fiamme a Roma: muoiono tre sorelle. Spunta l’ipotesi di una vendetta

Le vittime avevano 20, 8 e 4 anni. «Incendio doloso», aperto un fascicolo. I superstiti: abbiamo ricevuto minacce

ROMA – Un incendio doloso forse appiccato da chi era infastidito dalla presenza della famiglia rom? La procura di Roma ha aperto un fascicolo sul rogo del camper con ipotesi di reato: atto doloso. Il fascicolo è stato affidato al pm Antonino Di Maio. Nell’incendio, nella notte a Centocelle, periferia popolare di Roma, hanno perso la vita tre sorelle di 20, 8 e 4 anni.

Si tratta di Francesca Halinovic del 2009, Angelica Halinovic del 2012 ed Elisabeth Halinovic del 1997. Nel camper, in sosta nel parcheggio davanti a un centro commerciale, vivevano stipate ben undici persone. Ma i genitori e i fratelli delle tre vittime sono riusciti a scappare e a mettersi in salvo.

Le fiamme hanno avvolto completamente il veicolo. La polizia coordinata dalla procura di Roma indaga per capire quali siano state le cause del rogo. La squadra mobile, la Digos e gli agenti dei commissariati Tor Pignattara e Prenestino hanno interrogato i superstiti che avrebbero raccontato di aver ricevuto minacce.

Nel camper, intorno alle tre della notte, è scoppiato l’inferno: il padre e i fratelli maschi hanno tentato fino all’ultimo di tirare fuori le figlie dal mezzo in fiamme. Quando sul posto, in via Mario Ugo Guattari, sono arrivati i vigili del fuoco, per le due piccole e la ragazza non c’era più nulla da fare.

Ad ora si indaga per omicidio volontario a carico di ignoti, alcune telecamere potrebbero aver filmato la scena. Sul posto è intervenuta anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha espresso solidarietà alla famiglia rom.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Nascere Rom per morire tra le fiamme
lastampa/Camper in fiamme a Roma: muoiono tre sorelle. Spunta l’ipotesi di una vendetta GRAZIA LONGO

Addio al divorzio all’italiana: cosa e come cambia

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Una sentenza della Cassazione riscrive anni di storia italiana:per stabilire l’assegno di mantenimento all’ex coniuge dopo il divorzio non conterà più il tenore di vita ma il principio dell’indipendenza economica.

Il docente di diritto della famiglia Carlo Rimini, editorialista de La Stampa, scrive“Di fronte all’inerzia del legislatore, le sentenze dei giudici sono chiamate ad un ruolo di supplenza: sicuramente la decisione eliminerà ingiustificate rendite vitalizie, tuttavia il nuovo orientamento rischia di creare ingiustizie sul versante opposto”.

Divorzio, la Cassazione cambia i parametri per l’assegno: conta l’autosufficienza economica

Gli avvocati matrimonialisti: una sentenza che rivoluziona il diritto di famiglia

È «l’indipendenza o l’autosufficienza economica» dell’ex coniuge il parametro per stabilire l’assegno di divorzio, che ha «natura assistenziale». È il principio sancito dalla prima sezione civile della Cassazione che, con una sentenza depositata oggi, supera il precedente orientamento di giurisprudenza che collegava la misura dell’assegno al parametro del «tenore di vita matrimoniale».

Dopo «quasi 27 anni», la Corte ha ritenuto che il parametro del tenore di vita goduto durante il matrimonio non sia più un orientamento «attuale»: con la sentenza di divorzio, osserva la prima sezione civile, «il rapporto matrimoniale si estingue non solo sul piano personale ma anche economico-patrimoniale, sicché ogni riferimento a tale rapporto finisce illegittimamente con il ripristinarlo, sia pure limitatamente alla dimensione economica del tenore di vita matrimoniale in una indebita prospettiva di ultrattività del vincolo matrimoniale».

Dunque, secondo i supremi giudici, va individuato un «parametro diverso» nel «raggiungimento dell’indipendenza economica» di chi ha richiesto l’assegno divorzile: «Se è accertato che – si legge nella sentenza depositata oggi – è economicamente indipendente o effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto tale diritto». I principali indici che la Cassazione individua per valutare l’indipendenza economica di un ex coniuge sono il «possesso» di redditi e di patrimonio mobiliare e immobiliare, le «capacità e possibilità effettive» di lavoro personale e «la stabile disponibilità» di un’abitazione.

«La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 11504/17 ha rivoluzionato il diritto di famiglia in tema di riconoscimento dell’assegno divorzile e dei criteri per la sua quantificazione. La Cassazione ha cambiato il criterio per riconoscere l’assegno al coniuge economicamente più debole e ha ritenuto che non sia più possibile valutare come parametro il tenore di vita dei coniugi goduto in costanza di matrimonio». Così in una nota Gian Ettore Gassani, presidente dell’associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani.

vivicentro.it/l’esperto
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lastampa/Divorzio, la Cassazione cambia i parametri per l’assegno: conta l’autosufficienza economica

Rinnovo Mertens, entro una settimana la firma con clausola a 30mln

Rinnovo Mertens, entro una settimana la firma con clausola a 30mln

De Laurentiis ha annunciato che entro una settimana verranno messi a posto gli ultimi dettagli prima dell’annuncio del rinnovo di Mertens: 3 milioni e mezzo piu’ le commissioni per i suoi rappresentanti. Come riporta Il Mattino: “La situazione sbloccata con l’accordo a 30 milioni per la clausola. Rinnovo fino al 2021, quindi per altri tre anni visto che la scadenza del contratto gia’ esistente e’ al 2018. Con l’introduzione della clausola, la cessione di Mertens potrebbe, pero’, avvenire anche a partire dall’estate prossima”.

Napoli sulle tracce di Baselli, c’è chi lo ha paragonato ad Hamsik

Napoli sulle tracce di Baselli, c’è chi lo ha paragonato ad Hamsik

Daniele Baselli è uno dei calciatori più interessanti messi in mostra dal Torino di Sinisa Mihajlovic duranta la stagione corrente: come racconta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport “c’è chi lo ha paragonato ad Hamsik per gli inserimenti offensivi e il tiro a rete, chi a De Rossi per l’accortezza tattica, chi al blaugrana Busquets. In verità per rimanere in casa granata Baselli ricordo un mix tra Scifo e Venturin. Insomma, Baselli è uno dei giocatori insostituibili sui quali costruire il Torino di domani alla conquista di un posto in Europa. Tuttavia, come riportato dal quotidiano, proprio Napoli, Roma e Milan sarebbero sulle tracce del giocatore.

Maradona: “A luglio sarò al San Paolo con i miei figli”

Le sue parole

Diego Armando Maradona a Il Mattino ha dichiarato: “Il primo ricordo e’ il sorriso della il sorriso della gente. I tifosi erano felici perchè potevano sentirsi i migliori d’Itaia. I campioni erano stati sempre loro, quelli del Nord, e noi finalmente arrivammo al traguardo quella domenica. Mi chiesero di battere la Juve appena arrivai. La gente era orgogliosa di noi perche’ il Napoli in campo realizzava le sue aspirazioni. Vincemmo perche’ formavamo una squadra unita. Sapevamo per cosa lottavamo, avevamo un grande obiettivo. Giocavamo per Napoli, per una citta’ a cui mancavano tante cose ma che aveva una grande squadra”.

Gazzetta contro De Laurentiis: “Porte chiuse in faccia alla storia”

Gazzetta contro De Laurentiis: “Porte chiuse in faccia alla storia”

La Gazzetta dello Sport attacca duramente il Napoli ed il suo presidente Aurelio De Laurentiis, dopo l’episodio di ieri pomeriggio che ha visto il San Paolo negato ai campioni di Italia del 1987 in occasione del trentennale del primo scudetto. Vi proponiamo uno stralcio dell’analisi del quotidiano: “Porte chiuse in faccia alla storia. Senza scrupoli e senza sentimenti. L’ha fatto Aurelio De Laurentiis, ieri pomeriggio, negando il San Paolo. Nemmeno le proteste hanno convinto il presidente a modificare il suo atteggiamento: lo stadio ce l’ha in convenzione e comanda lui per quanto riguarda il terreno di gioco e le aree adiacenti il campo e, dunque, anche la pista di atletica, sulla quale sarebbero dovuti sfilare i campioni dell’87 era in campo che i campioni dovevano entrare, non consentirglielo è stato uno smacco alla storia​”.

De Laurentiis: “Farò la casa del Napoli a Bagnoli con 12 campi, un albergo e lo stadio nuovo”

Le sue parole

Aurelio De Laurentiis ha dichiarato a Il Mattino: “La mia non e’ stata una rifondazione, ma la creazione di un qualcosa di nuovo. Se consideriamo che in tredici anni il club ha dovuto militare due anni in serie C, un anno in serie B, e da otto anni e’ l’unica squadra in Italia che consecutivamente, rispettando il fair play finanziario, gioca in Europa, credo che sia stato intrapreso un percorso di successo. Abbiamo dimostrato che in una citta’ come Napoli, volendo si puo’ lavorare con successo. Mutuando tutto questo all’Italia, si puo’ dire c’e’ ancora la speranza di fare delle nuove attivita’ con grande successo, senza dover pensare di emigrare”.

Il presidente ha in mente la strategia per lo stadio di proprieta’ e la guida tecnica a lunga durata: “Sto aspettando che si dia corso, sperando che non ci vogliano tempi lunghi, alla bonifica di Bagnoli per poter fare li’ la casa del Napoli con dodici campi di calcio, un albergo e all’interno lo stadio nuovo, il tutto delimitato da un bel muraglione alto dodici metri. Se lo stadio sara’ da 50mila, 40mila o 30mila posti lo vedremo a seconda di quando potra’ essere pronto e di come la virtualizzazione non avra’ minato la frequentabilita’ dello stadio”.

Su Sarri: “Per lui mi piacerebbe un decennale. Sarri lo vedrei bene all’interno di un progetto di crescita del club. Ha un contratto di quattro anni, in cui per levargli qualunque tipo di tentazione ho messo, non dal prossimo anno, ma dall’anno successivo ancora, una clausola rescissoria di 8 milioni di euro. Se la Roma volesse prenderlo e volesse pagare 8 milioni, la palla passerebbe al signor Sarri, che dovrebbe dire: “No, ho professato amore al Napoli. Sono nato a Napoli, mi sento napoletano e non sento l’odore denaro”. Per me Sarri dovrebbe rimanere”.

Eppure ad inizio ci fu contestazione: “In citta’ c’erano i manifesti contro di me, tanto che Sarri mi disse “Lei si deve abituare, io le prime sei-sette partite le perdo”. Io risposi: “Senti, tu devi abituarti alla citta’ di Napoli, dopo tre partite diventa un problema, quindi bisogna che ti organizzi per far giocare la squadra in modo spettacolare e vincente”. E dalla quarta fu cosi’. Adesso siamo passati all’esaltazione di Sarri: “Non si tocca, è il nostro eroe””.

Sui tifosi: “Secondo il rapporto Nielsen nel mondo i simpatizzanti del Napoli sono 120 milioni e i tifosi veri so- no 35 milioni, di cui 17 milioni negli Stati Uniti. Quando ci sono le contestazioni o le posizioni scomode, da chi vengono?”. Infine, sul mercato: “Abbiamo problema di vendere, non di comprare. Poi se capitera’ qualche eventuale scoperta…”.

Festa scudetto, Napoli-Giornalisti finisce 1-1

Festa scudetto, Napoli-Giornalisti finisce 1-1

«Bruno, Bruno, Bruno. Devi dirgli tu ai ragazzi di vincere domenica. Il secondo posto ci serve assai, sennò facciamo la fine del Milan». È salito su un muretto e ha urlato a squarciagola per farsi ascoltare tra le risate dei presenti. Quel Bruno a cui chiedeva un cenno era Giordano che con Giuseppe Bruscolotti e il portierone Raffaele Di Fusco erano appena arrivati nel cuore del rione Sanità.

È iniziato con una esortazione il tour dei Campioni d’Italia del 1987, che scortati da tifosi e capiultras delle curve A e B dello stadio San Paolo, hanno salutato i tanti tifosi accorsi nella chiesa di San Vincenzo quando si è sparsa la voce che c’erano i «vecchi» calciatori del Napoli. «Ho approfittato, mi mancavano Di Fusco e Giordano, sono emozionato», ha detto quasi tra le lacrime Giovanni, un tifoso che quando il Napoli vinse lo scudetto aveva 11 anni. Voleva l’autografo sul gagliardetto che custodiva in una busta di plastica. Una tappa a piedi in via Santa Maria Antesaecula davanti alla casa di Totò e poi di corsa al Duomo tra applausi e baci tra i suoni e i colori dei vicoli della Sanità blindata dalla forze dell’ordine come non mai.

Il sangue di San Gennaro, estratto dalla teca blindata alle 9 del mattino, si è in parte sciolto: Bruscolotti l’ha baciata. Qualcuno ha detto che il Santo si è «emozionato» davanti alla grandezza dei campioni del primo scudetto. Sacro e profano tra chi scattava i selfie e chi pregava davanti alle reliquie del patrono. Qualche coro sullo scalone centrale e poi la foto ricordo. Un turista spagnolo chiede se c’è anche Diego Maradona, purtroppo no. Dal balcone una signora ha urlato: «Siete i migliori», e come darle torto. Il viaggio prosegue a bordo del City Sighseeing. Direzione Fuorigrotta Stadio San Paolo dove Gennaro Montuori, il «Palummella» capotifoso conduce la carovana. In programma la visita all’impianto napoletano che ospitò quella partita del 10 maggio 1987 tra Napoli e Fiorentina che finì 1-1 con le reti di Carnevale e Roberto Baggio. Ma lì la corsa si ferma perché quei ragazzi che vinsero il primo scudetto a sud di Roma con una formazione composta da 13 giocatori meridionali su 20 non riescono a entrare nell’impianto. Cancelli chiusi, sigillati: «C’era un’autorizzazione – spiega Montuori -. Il club del Napoli dice che la colpa è del Comune e il Comune scarica la colpa sulla società. Insomma la solita situazione kafkiana, lo scaricabarile. È vergognoso, si mettessero d’accordo. C’è un colpevole ma non sappiamo chi. La verità prima o poi verrà fuori. Il Napoli è il Napoli, nessuno può mai dividere la gente dalla squadra del cuore. Noi siamo una città che ama gli azzurri ed è pronta a ogni sacrificio».

Incassata la notizia il gruppo si dirige allo stadio San Mauro di Casoria dove si giocherà una partita celebrativa, è un’altra storia. Gli azzurri scudettati rigorosamente in maglia azzurra sfidano una selezione di cronisti e artisti. In porta c’è Di Fusco ed è l’unico ruolo coperto con certezza poi tutti sono un po’ all around , giocano un po’ ovunque. Da Carannante a Ciro Ferrara che s’inventa anche attaccante e fa un gol dopo 10’ a Bruno Giordano che gioca da playmaker. C’è Filardi che fa il cursore di fascia con Ciro Muro abile sempre sotto l’aspetto tecnico. C’è il capitano di mille battaglie come Peppe Bruscolotti ancora oggi primatista di presenze. E poi ancora Volpecina, autore di quel terzo gol a Torino contro la Juventus, Puzone e Ferlaino che ha accompagnato la squadra nel bus. Il team avversario pareggia lo score 1-1. Fine gara, game over e gli applausi sono tutti per loro, per i ragazzi di Ottavio Bianchi oggi con i capelli brizzolati e con un po’ di pancia.

L’assegno divorzile e la sua natura composita nella legge del 1970

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Il diritto all’assegno divorzile

Una delle principali conseguenze di carattere patrimoniale del divorzio, è l’eventuale diritto di uno dei coniugi, normalmente quello meno abbiente, di percepire un assegno divorzile, per distinguerlo dall’assegno di mantenimento che spetta, (al ricorrere delle condizioni di legge) a seguito di separazione giudiziale e, quindi, in una fase ancora transitoria del rapporto.

L’assegno divorzile è un diritto di credito imprescrittibile, irrinunciabile e indisponibile che un ex coniuge vanta nei confronti dell’altro, fino al momento in cui il beneficiario stesso passi a nuove nozze oppure l’obbligato muoia o fallisca.

La principale ratio della provvidenza de quo è quella di garantire anche all’ex coniuge economicamente più debole la possibilità di mantenere lo stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio.

Come risulta dal dettato dell’art. 5, comma 6, legge n. 898/1970 e dalla giurisprudenza costante, nel valutare l’inadeguatezza dei mezzi a disposizione di uno dei due coniugi, si deve tener conto anche di una serie di elementi, tra i quali spiccano, da un lato, l’impossibilità di procurarseli per motivi di salute o per la difficoltà di “spendere” la propria qualificazione personale nel mercato del lavoro in quel dato momento storico e contesto sociale e, dall’altro lato, l’eventuale protrarsi di una convivenza more uxorio, dalla quale derivi un miglioramento delle condizioni economiche del coniuge più debole.

Nonostante il principale fondamento dell’istituto in commento sia, appunto, di tipo assistenzialistico, esso, secondo una parte della dottrina, sarebbe basato anche su altre due componenti, che emergono da un’attenta analisi dei criteri (elencati all’art. 5, comma 6, legge cit.) che devono guidare l’organo giudiziario nello stabilire la misura dell’assegno: una componente di tipo compensativo e l’altra di tipo risarcitorio. La prima emerge dalla circostanza che deve essere dato rilievo all’apporto personale e patrimoniale di ciascuna delle parti alla conduzione della vita in costanza di matrimonio.

La componente risarcitoria (in verità ipotizzata solo da una parte minoritaria della dottrina), si desumerebbe dalla necessità di tener conto, nella determinazione dell’assegno, dell’eventuale responsabilità di uno due coniugi della rottura del nucleo familiare. Il diritto a percepire l’assegno divorzile, in definitiva, sarebbe determinato dal ricorrere di una delle suddette componenti o dal concorso due o più delle stesse. Fermo restando che il diritto all’assegno divorzile, ove stabilito nella sentenza di divorzio, spetta fin dal momento in cui questa passa in giudicato, è possibile richiedere al giudice di rideterminarlo in qualunque tempo, qualora sopravvengano apprezzabili modifiche dei rispettivi redditi. Il versamento dell’assegno può essere mensile ovvero in un’unica soluzione (in tal caso anche con assegnazione di un bene), con rilevanti conseguenze in materia successoria, come già visto.

E’ interessante evidenziare, infine, le speciali forme di garanzia che l’ordinamento ha posto a tutela di questo peculiare diritto di credito, soprattutto a seguito delle modifiche introdotte dalla novella del 1987, in aggiunta ad altre eventuali forme che il giudice può sempre disporre (ad esempio, iscrizione di ipoteca su un immobile dell’obbligato, pignoramento dei suoi beni, del suo stipendio o della sua pensione).

L’assegno divorzile, infatti, non solo può essere pagato anche da terzi (come previsto per l’assegno di mantenimento a seguito di separazione personale), ma è data al beneficiario perfino la possibilità, senza ricorrere al giudice, di richiedere direttamente al datore di lavoro dell’obbligato fino alla metà di quanto gli spetta, avendo addirittura un’azione esecutiva nei confronti del datore stesso, in caso d’inadempimento (cfr. art. 8 legge n. 898/1970)

Il rapporto con i figli e l’assegnazione della casa familiare

Per quanto concerne il rapporto con i figli, fermo restando che, ai sensi dell’art. 6 della legge n. 898/1970, gli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione (ex artt. 147 e 148 del codice civile) restano immutati, a prescindere dalla circostanza che uno dei genitori o entrambi decidano di passare a nuove nozze, in merito all’affidamento della prole e alla contribuzione al mantenimento di essa, si ribadisce quanto già illustrato in tema di separazione.

I principi contenuti negli artt. 155 e ss. del codice civile (in tema di separazione personale dei coniugi) e quelli espressi nell’art. 6 della legge n. 898/1970, difatti, sono imperniati su un medesimo criterio: quello della tutela prevalente dell’interesse della prole. Strettamente connesso al tema della prole è quello relativo all’assegnazione della casa familiare, di cui si occupa il sesto comma della disposizione appena menzionata. Si prevede, al proposito, che l’abitazione della casa familiare deve essere garantita preferibilmente al genitore cui vengono affidati i figli minori o a quello con cui convivono eventuali figli maggiorenni, sprovvisti, senza loro colpa, di sufficienti redditi propri.

Secondo il disposto della norma in esame, peraltro, il giudice dovrebbe comunque tenere in debito conto le condizioni economiche di entrambi i coniugi e le motivazioni della decisione, favorendo quello più debole anche ai fini dell’assegnazione della casa familiare. Quest’ultima disposizione, tuttavia, raramente viene applicata dalla giurisprudenza, che reputa per lo più inammissibile l’assegnazione della casa familiare al coniuge che non vanti alcun diritto reale o personale sull’immobile e che non sia affidatario o convivente con figli maggiorenni non autosufficienti (così, tra le altre, Cass. sent. n. 11696 del 2001).

E’ interessante evidenziare, infine, che le decisioni adottate in seno al procedimento di separazione relative all’affidamento dei figli, al loro mantenimento e anche all’assegno che eventualmente spetta ad una delle parti (aspetto che sta per essere approfondito) possono essere riconfermate durante il procedimento di divorzio oppure sostituite da provvedimenti del Tribunale che reputi cambiate le capacità economiche di uno o di entrambi i coniugi, magari semplicemente a seguito di accertamenti disposti dal giudice stesso.

redazione/StudioCataldi

Incidente a Boscotrecase: perde la vita 20enne di Torre del Greco, gravi i tre feriti

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Boscotrecase – Perde la vita a 20 anni il ragazzo di Torre del Greco che nella notte si è schiantato con la sua Seat Arosa contro un’Audi proveniente dalla direzione opposta lungo la via Panoramica, nel Vesuviano.

Il violento scontro si è verificato poco dopo la mezzanotte. Il ventenne M. C., secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Torre Annunziata, avrebbe azzardato un sorpasso perdendo il controllo dell’autovettura, il tutto mentre dall’altro lato transitava l’Audi con tre passeggeri all’interno. L’urto è stato inevitabile.

M. C. è morto sul colpo, mentre gli altri tre sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Neve di Boscotrecase e versano in gravi condizioni.

Play off: Juve Stabia-Catania arbitra Fabio Piscopo di Imperia

Sono due i precedenti del fischietto ligure con le vespe

Per la prima gara play off promozione del campionato di Lega Pro che si disputerà domenica 14 maggio alle ore 15 allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare è stato designato Fabio PISCOPO della sezione di Imperia a dirigere la gara tra Juve Stabia e Catania.

Fabio PISCOPOPiscopo, nato a Sanremo in provincia di Imperia il 3 novembre 1986 è al suo quinto campionato in Lega Pro, ha precedentemente diretto le vespe in altre due occasioni:

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 11 marzo 2015 – 10° giornata di ritorno: JUVE STBIA – COSENZA 1 – 1 ad inizio ripresa, in tre minuti le due reti del match, vantaggio dei lupi con Cesca, pari delle vespe con Samuel DI CARMINE.

– 2016 / 2017 – Tim Cup – primo turno gara unica

– 29 luglio 2016 – primo turno – gara unica: LIVORNO – JUVE STABIA 1– 3 nel primo tempo doppio vantaggio delle vespe con Daniele LIOTTI e Stefano DEL SANTE, accorciarono i labronici su calcio di rigore con Cellini. Nella ripresa, fu ancora Stefano DEL SANTE ad andare in gol per i gialloblù.

L’assistente numero uno sarà: Antonio SANTORO della sezione di Roma 1;

l’assistente numero due Antonello MANGINO della sezione di Roma 1;

quarto ufficiale Matteo MARCHETTI della sezione di Ostia Lido.

Giovanni MATRONE

De Laurentiis: “Il numero di tifosi del Napoli cresce nel mondo, siamo una squadra che da simpatia”

De Laurentiis: “Il numero di tifosi del Napoli cresce nel mondo, siamo una squadra che da simpatia”

Il Napoli è sempre più presente all’estero. Crescono i suoi tifosi e i simpatizzanti. La società ha creato un dipartimento di marketing internazionale e vuole espandersi velocemente sui mercati esteri. E’ questo, in sintesi, il messaggio lanciato oggi dal Presidente Aurelio De Laurentiis, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede romana della Stampa Estera. “Secondo una ricerca commissionata a Nielsen, il numero dei tifosi del Napoli nel mondo è cresciuto negli ultimi anni alla straordinaria cifra di 35 milioni, con una fortissima presenza negli Stati Uniti dove i nostri fan sono ben 7 milioni. Il numero dei simpatizzanti, le persone, cioè, che guardano al Napoli con simpatia pur tifando per altre squadre, è addirittura di quasi 120 milioni. Sono numeri fantastici” ha detto De Laurentiis conversando con i corrispondenti della stampa internazionale in Italia. “Abbiamo creato già da qualche mese un dipartimento per lo sviluppo del marketing internazionale, con a capo Serena Salvione, che coordina un team di 5 persone.  Il Napoli è una squadra che fa simpatia, fresca, conosciuta in tutto il mondo come la città di Napoli.” ha aggiunto De Laurentiis. Secondo il rapporto Nielsen, tra i 35 milioni di tifosi nel mondo, 4,6 milioni sono in Italia, 7,2 negli Stati Uniti, 5,1 in Brasile e 1,4 in Argentina. Ben 17,4 su 120 milioni di simpatizzanti si trovano negli Stati Uniti In fortissima crescita i simpatizzanti del Napoli in Cina, stimati in circa 18 milioni.

Rispetto alla comunicazione, il Napoli ha introdotto tra i suoi social versioni in inglese, spagnolo e cinese, e si sta già pianificando l’inserimento di ulteriori lingue. In particolare in Cina il Napoli ha  aperto canali ufficiali su WeChat e Weibo, e anche il capitano Marek Hamsik ha aperto un account Weibo. Sui canali e su quelli in lingua straniera, il Napoli sta creando contenuti ad hoc, senza limitarsi alla semplice traduzione dei contenuti originali.

Fonte: SSC NAPOLI

Bruscolotti: “San Paolo chiuso? Abbiamo dati tantissimo a quello stadio, entusiasmo spento per un attimo”

Bruscolotti: “San Paolo chiuso? Abbiamo dati tantissimo a quello stadio, entusiasmo spento per un attimo”

Intervenuto da Casoria, Bruscolotti, storico capitano del Napoli, ha dichiarato: “La vigilia dello scudetto fu ricca di tensione e di attesa, potete immaginarlo. C’era tensione ma era una bella atmosfera, si racchiudevano lavoro, sacrifico e poi la gioia data a tutti, ai nostri tifosi in città e nel mondo. Il nostro era un bellissimo gruppo, per vincere ci voleva compattezza e massimo rispetto, si scherzava tantissimo e quello era il modo migliore per stare tranquillo. In caso di terzo scudetto mi auguro possa esserci la stessa.”

SUL SAN PAOLO CHIUSO- “Per un attimo hanno spento tutto l’entusiasmo che si era creato. Abbiamo dato tantissimo in quello stadio. Non so perché sia successo.”

HAMSIK E LA FASCIA AD INSIEME-Ognuno deve fare ciò che vuole, devono essere cose sentite come accadde con me e Diego.”

LA DIECI-  “Secondo me si può toccare, è una maglia che rappresenta tanto nel calcio, secondo me farebbe piacere rivederla in campo.”

SSC Napoli: “Non abbiamo vietato l’accesso ai campioni di Italia del 87′”

SSC Napoli: “Non abbiamo vietato l’accesso ai campioni di Italia del 87′”

La SSC Napoli ha letto con stupore la nota diramata dall’assessore allo sport del Comune di Napoli Ciro Borriello in merito al mancato accesso allo stadio San Paolo di un gruppo di giocatori della squadra del Napoli, che nel 1987 vinse il primo scudetto. Il Napoli usufruisce in via esclusiva del terreno di gioco, e, come correttamente dice l’assessore, ne sostiene tutti i costi di manutenzione. Non è però corretto dire che le aree adiacenti ad esso siano gestite dal Calcio Napoli; infatti la pista di atletica, come le palestre e tutte le aree comuni dello stadio, quotidianamente sono frequentate da persone, il cui accesso è disciplinato esclusivamente dal Comune di Napoli. Non si vede come, dunque, il Calcio Napoli avrebbe potuto rifiutare a chicchessia l’accesso all’impianto sportivo, anche in considerazione del fatto che i campioni del 1987 non hanno mai presentato una richiesta ufficiale al Calcio Napoli stesso.

Fonte: SSC Napoli

Juve Stabia vs Catania, informazioni e prezzi dei biglietti

Juve Stabia vs Catania sarà la prima battaglia di una guerra sportiva che porterà, in caso di vittoria, alla promozione tra i cadetti. Il D.G. Clemente Filippi aveva definito proprio così il percorso play off di quest’anno, affermando che contro formazioni come Parma, Alessandria, Lecce, ecc. ecc. bisognava indossare l’elmetto.

Proprio ieri Francesco Manniello, Presidente della Juve Stabia, intervenendo a “Il Pungiglione Stabiese” (programma a cura della redazione sportiva di ViViCentro e in onda sul canale Youtube https://www.youtube.com/user/ViViCentroNETWORK e sulla pagina ufficiale facebook del nostro network https://www.facebook.com/vivicentro.it/ ) aveva anticipato i prezzi dei biglietti che la Lega ha stabilito per assistere alla partita.

Questo è il comunicato ufficiale della società stabiese in merito ai costi e alle modalità per l’acquisto del tagliando di ingresso:

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili in prevendita, fino alle ore 15,00 del 14 maggio, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia vs Catania, che si disputerà domenica 14 maggio alle ore 15,00 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per il Primo Turno Play Off, in gara unica, della Lega Pro Divisione Unica 2016/2017.

Inoltre, S.S. Juve Stabia rende noto che le gare dei Play Off sono organizzate dalla Lega Pro, e non saranno rilasciati tagliandi ridotti e accrediti.

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

Curva San Marco € 11,50 compresi diritti di prevendita
Tribuna Varano (distinti) € 14,50 compresi diritti di prevendita
Tribuna Quisisana (scoperta) € 19,50 compresi diritti di prevendita
Tribuna Monte Faito (coperta) € 24,50 compresi diritti di prevendita
Tribuna Panoramica (vip) € 51,50 compresi diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
Bar Gialloblù – Viale Europa
Light Break – Corso Vittorio Emanuele
Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
Pianeta Scommesse – Via Michele Esposito 2

S.S. Juve Stabia

SSBA-PES – POMPEI, Boscoreale: Villa Regina, al via i lavori di restauro

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Avviati i lavori di restauro delle strutture e degli apparati decorativi di Villa Regina a Boscoreale, che restituiranno la dimora alla fruizione dei visitatori dopo circa 7 anni di chiusura.

La Villa Regina, l’unica “Villa Rustica” del territorio vesuviano, scavata per intero e totalmente visitabile e l’Antiquarium di Boscoreale fanno parte di un unico percorso museale, che tornerà ad essere completo al termine dei lavori.

I lavori, che dureranno 18 mesi circa,  prevedono la revisione completa di tutte le coperture della Villa con la sostituzione totale o parziale di quelle danneggiate, e la messa in campo di tutti gli interventi correttivi necessari all’idoneo smaltimento delle acque meteoriche (quali l’estensione dell’aggetto delle falde e l’allontanamento delle acque raccolte dalle strutture archeologiche).

Altri interventi interesseranno più direttamente la conservazione degli apparati decorativi e dei manufatti presenti all’interno della Villa: rivestimenti in stucco delle colonne, pavimenti in battuto di coccio pesto, intonaci e dipinti murali, calchi in gesso degli infissi.

Palermo. Domani il Comitato Pendolari Siciliani incontra il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità

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Riceviamo e publichiamo:

Il Comitato Pendolari Siciliani, comprendente i pendolari della Messina-Catania-Siracusa, Messina-Palermo, Catania-Caltagirone-Gela, Ragusa, Caltanissetta-Palermo, Associazione Ferrovie Siciliane di Giovanni Russo aderenti al C.I.U.FE.R.  (Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali), parteciperà all’incontro convocato dal Dirigente Generale del Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, dott. Fulvio Bellomo che si terrà domani 11 maggio 2017 alle ore 11.00, presso la Sala Riunioni – Assessorato alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità, per la trattazione dei seguenti punti:

Orario Estivo 2017 e Varie ed eventuali”.

Nell’incontro di domani 11 maggio 2017 chiederemo al Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti di notiziarci sul Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario regionale 2017-2026, non ancora sottoscritto.

Riteniamo, debba essere l’argomento principale, in considerazione del fatto che una volta sottoscritto non potrà essere modificato per alcun motivo, sino alla naturale scadenza, a differenza delle varie offerte commerciali che potranno subire variazioni in qualsiasi momento nel corso dei vari anni contrattuali.

Giosuè Malaponti – Presidente Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer

Viabilità, questa sera la chiusura dell’A3 Pompei Scafati-Angri Nord. I percorsi alternativi

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Autostrade per l’Italia comunica: “La Concessionaria Autostrade Meridionali chiudera’, sulla A3 Napoli-Pompei-Salerno, dalle ore 22:00 di questa sera mercoledi’ 10 alle ore 06:00 di domani, giovedi’ 11 maggio, il tratto compreso tra Pompei Scafati ed Angri nord, sia verso Napoli sia in direzione di Salerno, per lavori del nuovo svincolo di Angri sulla SS268. Sara’ contestualmente chiusa l’entrata dello svincolo di Angri sud, per i soli veicoli diretti a Napoli. In alternativa, potra’ essere utilizzato lo svincolo di entrata di Pompei Scafati”. Questi i percorsi alternativi:

  • chi proviene da Napoli dovra’ uscire obbligatoriamente a Pompei Scafati, percorrere la viabilita’ esterna e rientrare in autostrada ad Angri sud, in direzione di Salerno;
  • chi proviene da Salerno dovra’ uscire obbligatoriamente ad Angri nord, percorrere la viabilita’ esterna e rientrare in autostrada a Pompei Scafati, verso Napoli.

Al Teatro Sociale di Brescia: Medea di Euripide (Recensione di Diana Marcopulopulos)

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Un successo di pubblico alla prima  di “Medea”,andata in scena al Teatro Sociale di Brescia martedi 9 maggio . Un omaggio al regista Luca Ronconi che la mise in scena per la prima volta nel 1996 sempre protagonista Franco Branciaroli nel ruolo di Medea. Un Branciaroli esplosivo , martedì , che recita una Medea donna e una Medea uomo . Che non interpreta una donna ma è un uomo che recita una parte femminile . Grande Branciaroli ,con maestria ha saputo trasmettere al pubblico attraverso la recita tutta una serie di difficoltà  che girano attorno al matrimonio , sciorinando un elenco interminabili di motivi  e di rischi che incorre una donna affrontando il matrimonio . Passionale e al tempo stesso freddo nella sua interpretazione , proprio come Medea . Medea una donna combattuta tra il perdono e la vendetta verso Giasone che l’ha ripudiata preferendo Glauce , figlia del re Creonte,solo per desiderio di potere . Un Branciaroli che nella sua interpretazione è coinvolgente e travolgente al tempo stesso , con vigoria nei gesti e nelle parole sfoga tutta la sua rabbia  di donna ferita . Parla e si confida con le amiche ,donne del coro . Vuole vendetta , la sta progettando . Progetta e realizza la punizione da infliggere a Giasone che ha preferito il letto di un’altra donna per brama di potere .
Non vuole essere derisa . Alla fine chi è sacrificato e paga con la vita sono i due piccoli bimbi ,gli stessi figli di Medea e Giasone ,che colpe non hanno . Bravi tutti i 14 attori , eccellenti sono le donne del coro che a tratti canticchiano come casalinghe assorte in lavori domestici , tutte consigliere di Medea . Sublime la prestazione  dei due bimbi ,solo motoria, proprio a sottolineare  l’innocenza di queste creature . Le scene curate da Francesco Calcagnini ricordano molto le sale cinematografiche degli anni 60 , così i costumi curati da Jacques Reynaud, fatta eccezione di quello di Egeo che ripropone la toga degli antichi greci ,sono attuali .
Da non perdere !

Diana Marcopulopulos