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Il ricordo di Claudio Montefusco: “Barbara era la giusta congiunzione tra artista e una grande mamma”
Spettacoli

Il ricordo di Claudio Montefusco: “Barbara era la giusta congiunzione tra artista e una grande mamma”

Barbara era la giusta congiunzione tra artista e un grande mamma. Ha saputo coniugare questi due elementi: quello artistico e quello materno

Simone Vicidomini– Nella mattinata di sabato, fuori al cimitero comunale di Ischia, si sono riunite tante persone, tra cui allieve ed ex allieve di Barbara Rumore per darle l’ultimo saluto.

La scomparsa della giovane donna, mamma di tre figlie ed insegnate di danza presso la scuola di Ischia “Il Balletto”, sempre sorridente e disponibile con tutti, ha gettato nello sconforto l’intera popolazione isolana. La vastità del dramma ha sconvolto nel profondo la comunità isolana per la morte assurda ed inaccettabile di una donna nel fiore degli anni. Tanti i ricordi condivisi sul web da familiari, amici o semplici conoscenti, rimasti profondamente toccati da questo dramma. Un ricordo particolare, sentito ed emozionante, è stato quello di Claudio Montefusco, collega di Barbara, amico e componente del tridente insieme a Barbara e a Tony.

Montefusco esprime, in un bel discorso, il suo sgomento e i suoi ricordi con Barbara.

E’ difficile dire chi era Barbara.  Posso dire chi era la ‘mia’ Barbara…

E’ stata una punta del tridente formato da Claudio-Tony-Barbara. Adesso questa punta si è spezzata, ma cerchiamo di tenerla salda come se non fosse accaduto tutto questo. Pensa che 36 anni fa, quando sono arrivato sull’isola, quando stava per nascere la scuola di danza, facemmo delle lezioni e lei fu la prima ad iscriversi. Infatti ogni volta che la presentavo, dicevo sempre che era stata la prima ed era sempre qui. Barbara era la giusta congiunzione tra artista e un grande mamma. Ha saputo coniugare questi due elementi: quello artistico e quello materno. Una madre severa ma sorridente, obiettiva ed intelligente. Io sono stato privilegiato di aver annunciato in diretta, durante un saggio, la nascita della sua prima bambina, era il 10 giugno di 18 anni fa. Non ti nascondo che in quel momento mi sono commosso. Con lei ho avuto un rapporto seriale, nel senso che lei mi riteneva un papà artistico. Qualche volta, come accade in ogni famiglia, ci sono stati anche dei contrasti, per dirla tutta non ci trovavamo su determinate cose, però lei è sempre stata rispettosa, non ha mai alzato la voce nei miei confronti, è sempre stata l’allieva, anche se eravamo amici. Ha saputo trasmettere alle altre quella passione che deve avere assolutamente una persona che si avvicina al mondo della danza. Il vuoto che lascia Barbara è incolmabile, perché ci sono persone che si fanno ricordare per sempre per ciò che erano. Barbara, purtroppo è stata capace di farsi ricordare per com’era e per come se ne è andata. Se ne è andata così giovane, con una vita davanti e quindi è una grossa lacuna. Gli artisti vanno ricordati senza lacrime, questo è una cosa che ci tengo a dire a tutti quelli che l’hanno conosciuta. Barbara, anche quando sono successe cose brutte, me le ha sempre comunicate con il sorriso, non a caso l’ultima la scomparsa di sua zia che per lei era una seconda mamma, ci teneva in particolar modo. Lei è riuscita a dirmelo con un sorriso sulle labbra.

Ciò che ricorderò sempre di lei, sarà come mi ha tormentato un braccio per anni, da quando avevamo preso l’abitudine di presentarmi sul palcoscenico, prima di uno spettacolo, dicendo ‘Signori e Signori, Claudio Montefusco’. Durante quei minuti che precedevano questa frase, forse anche sciocca, mi tormentava il braccio dicendo: ‘Vedi se dico bene’..

Ogni piccola cosa per lei diventava una grande prova. Purtroppo non ci sarà più tutto questo, soprattutto lo stress, la preparazione di un saggio al debutto… Ce ne sono tanti di ricordi, potremmo parlare davvero tanto… L’importante è ricordare Barbara con un sorriso e per quello che ci ha lasciato”

Abbiamo chiesto a Montefusco che legame c’era con la canzone Mente Cuore.

Barbara Rumore quando ballava

“La canzone nasce da una mia richiesta, quando festeggiammo i miei 25 anni di insegnamento ad Ischia.

Allora dissi ai ragazzi che sarebbe stato bello se si facevano vedere in palcoscenico. La risposta in un primo momento fu negativa. Lei rispose che era grassa, Tony che non ce l’avrebbe mai fatta. Gli dissi scherzosamente di mettersi a dieta, di fare ciò che volevano ma che l’avrebbero comunque fatto. Io, che non amo molto i neomelodici napoletani, avevo una particolare propensione per questa canzone, scritta da Nino D’Angelo.

Mente-Cuore, sono due cose che uniscono gli artisti. E li presentai dicendo: ‘Sono le due persone più importanti della mia vita artistica’. Da quel momento questa coreografia è rimasta nei nostri cuori. E poi c’è ancora un motivo, la canzone all’inizio dice Nun è overo ca è fernuta, tu stai cca’. E questo per noi è fondamentale. Come ho detto prima, Barbara rimarrà per sempre nei nostri pensieri

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