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“A light day”, il nuovo album del pianista Franco D’Andrea

Franco D’Andrea presenta il suo nuovo album “A light day” a Roma, in occasione della rassegnaSere d’arte, notti di musica al Castello

di Maria D’Auria

Dopo aver pubblicato il doppio album del suo ottetto, Franco D’Andrea, torna con un album in solo edito da Parco della Musica Records. Un ritorno atteso che riserva molte sorprese.

La presentazione del nuovo lavoro, “A Light Day”, è avvenuta a Roma lo scorso  4 luglio, a Castel Sant’Angelo, dove il pianista si è esibito in concerto per piano solo in occasione della rassegna “Sere d’arte, notti di musica al Castello” curata da Ernesto Assante.

Il solo è il momento di massima introspezione per un musicista: è il confronto con lo strumento, con i suoi limiti, con le strategie per superarli, ma è soprattutto il confronto con se stessi. Nel 1980 Franco D’Andrea incise due album in piano solo, “Dialogues with super Ego” ed “Es”, che segnarono l’inizio di una nuova fase creativa che dura ininterrottamente fino a oggi. Alla ricerca sul materiale, sul suono e sulla combinazione degli elementi, già avviata negli anni precedenti, si affianca un’esplorazione interiore senza precedenti. Nel corso degli anni l’esplorazione del mondo interiore e la ricerca e la sperimentazione sui parametri musicali hanno finito per coincidere. Il pianoforte si è popolato di colori e di ritmi, ha assunto una dimensione orchestrale, ha recuperato prassi esecutive del primo jazz così come del periodo free; l’interiorità del piano solo è confluita nella musica delle formazioni allargate, che respirano come un solo organismo, mentre l’eterofonia di queste ultime è stata assorbita dal solo.

Ascoltare oggi il piano solo di Franco D’Andrea non è più soltanto ascoltare quella dimensione interiore, oggi la sua musica in solo è magicamente collettiva. Evoca un dialogo costante tra i mondi sonori che abitano il profondo dell’artista: la coscienza individuale si confonde con la coscienza collettiva. Nell’estate che ha preceduto la registrazione di “A light day”, Franco D’Andrea ha tenuto diversi concerti in solo.

A suo dire sono stati utili a trovare una maggiore leggerezza espressiva (quella a cui allude il titolo), una nuova comunicativa con il pubblico, che in qualche modo ha influenzato il suo modo di suonare ed è entrato a far parte del suo processo creativo. Non più un’artista solo davanti al suo strumento che si confronta con esso, ma un artista che si confronta con sé stesso, con i mondi sonori che ha frequentato, con i musicisti che ha amato e che ama, con i suoi ascoltatori.

La rassegna “Sere d’arte”, con il concerto di Franco D’Andrea, fa parte del programma di ArtCity – Estate 2019, il ciclo di iniziative culturali realizzate dal Polo Museale del Lazio all’interno del cortile di Alessandro VI del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo con l’obiettivo di rilanciare il valore di opera d’arte e luogo di cultura.

 

FRANCO D’ANDREA – BIOGRAFIA

Nato a Merano nel 1941, D’Andrea incomincia a suonare il piano a 17 anni, in precedenza aveva suonato tromba e sax soprano. La sua attività professionale ha inizio nel 1963 con Nunzio Rotondo alla Rai di Roma. Nel 1964 incide il suo primo disco con Gato Barbieri, col quale collabora due anni. Nel 1968 forma, con Franco Tonani e Bruno Tommaso, il Modern Art Trio. Dal 1972 al 1977 suona con il gruppo jazz rock Perigeo. Nel 1978 forma un quartetto con Tino Tracanna, Attilio Zanchi e Gianni Cazzola. Al gruppo si uniscono nel 1986 il percussionista Luis Agudo, nel 1989 il percussionista Naco e il trombonista Glenn Ferris, e nel 1991 il vibrafonista Saverio Tasca. All’inizio del 1993 dà vita ad un nuovo trio, Current Changes, col trombettista David Boato e Naco.

Il più recente gruppo è il sestetto, con Andrea Ayassot, Daniele D’Agaro, Mauro Ottolini, Aldo Mella e Zeno De Rossi, ma D’Andrea è anche alla guida di un quartetto che comprende il sassofonista Andrea Ayassot, il bassista Aldo Mella e il batterista Zeno de Rossi, una formazione allargata a 11 elementi, Franco D’Andrea Eleven, e di un progetto speciale dal nome Trio Music, del quale fanno parte: Franco D’Andrea Traditions Today, Franco D’Andrea Electric Tree con Andrea Ayassot e Dj Rocca, Franco D’Andrea Piano Trio con Aldo Mella e Zeno De Rossi.

Nel corso della sua carriera ha suonato con musicisti quali Pepper Adams, Barry Altschul, Gato Barbieri, Han Bennink, Don Byas, Conte Candoli, Jon Christensen, Palle Danielsson, Dave Douglas, Joe Farrell, Dexter Gordon, Johnny Griffin, Slide Hampton, Mark Helias, Daniel Humair, Jimmy Knepper, Lee Konitz, Steve Lacy, Dave Liebman, Albert Mangelsdorff, Hank Mobley, Jean Luc Ponty, Enrico Rava, Frank Rosolino, Max Roach, Aldo Romano, Martial Solal, John Surman, Toots Thielemans, Charles Tolliver, Miroslav Vitous, Kenny Wheeler, Fodé Youla (Africa Djolé), Ernst Reijseger, e molti altri. 

Ha effettuato tour in Francia, Svizzera, Austria, Germania, Danimarca, Gran Bretagna, Spagna, Olanda, Belgio, Norvegia, Svezia, Finlandia, Polonia, Jugoslavia, Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Russia, Canada, Usa, Tunisia, Camerun, Israele, Giappone, Indonesia, Etiopia, Messico e Australia.

Franco D’Andrea insegna ai Seminari Senesi di Musica Jazz di Siena e dirige i Mittel-european Jazz Workshop di Merano. Collabora inoltre con la Scuola Civica di Musica di Milano, nell’ambito dei Civici Corsi di Jazz.

Ha composto circa 200 brani di cui oltre un centinaio compare nei suoi dischi.

Ha al suo attivo una serie di premi, tra i quali:

– Premio Top Jazz, indetto dalla rivista Musica Jazz, quale migliore musicista italiano negli anni:

1982, 1984, 1985, 1986, 1987, 2005, 2008, 2013, 2014, 2015, 2016

– Premio Top Jazz per il miglior gruppo italiano negli anni: 1986 e 2014 

– Premio Top Jazz per il miglior disco italiano negli anni: 1984, 1986, 2002, 2012

– Prix du Musicien Européen 2010 de l’Academie du Jazz de France

– Premio della critica discografica italiana nel 1979 e nel 1981

– Premio RadioUno Jazz nel 1982

Svolge attività didattica dal 1978. Le principali collaborazioni in questo senso sono:

– Seminari Senesi di Musica Jazz dal ’78 ad oggi (in qualità di docente di piano jazz e di musica d’insieme).

– Libera scuola di musica di Vicenza, nei primi anni ’80 (piano jazz).

– Centro di professione musica di Milano, dall’86 al 1995 (piano jazz e laboratorio).

– Centro didattico musicale di Milano, dall’83 all’86 (piano jazz).

– Conservatorio Bonporti di Trento, dal ’93 al 2006 (titolare della cattedra di Jazz).

– Scuola Civica di Musica di Milano, dal 2007 .

Ha inoltre avuto occasione di collaborare a numerosi seminari in Italia e anche all’estero (Master Class alla Thelma Yellin High School of Arts di Tel Aviv; Seminario sull’improvvisazione alla Scuola Amr di Ginevra).

È stato membro esterno della Commissione d’esame della Migros School di St. Gallen. È stato membro della Giuria al Concours International de Piano Jazz “Martial Solal” a Parigi nel 1989 e successivamente nel 2006 e nel 2010.

Ha inciso più di 200 dischi in Italia e all’estero.

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In merito all'autore

Maria D'Auria

Maria D'Auria

Giornalista campana di adozione romana. Laureata in giurisprudenza, impegnata nel sociale, appassionata di lettura, scrittura, fotografia. Collaboratrice della testata ViVicentro.it, referente per la Regione Lazio. Esperta di comunicazione, cronaca sportiva, inchieste, eventi.

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